Esperienze
Sono medico chirurgo in formazione specialistica in Ginecologia e Ostetricia, con Master universitario di II livello in Procreazione Medicalmente Assistita conseguito presso l’Università degli Studi di Padova.
Mi occupo di consulenza online nel campo della fertilità e della medicina della riproduzione, accompagnando donne e coppie nel percorso di inquadramento diagnostico delle difficoltà di concepimento.
La mia attività clinica si concentra sulla valutazione della fertilità, l’interpretazione di esami ormonali e ginecologici, la valutazione della riserva ovarica, il monitoraggio follicolare e l’ecografia ginecologica. Adotto un approccio personalizzato, attento all’ascolto e basato sulle più recenti evidenze scientifiche, per offrire un supporto empatico e professionale a chi si affida a me.
Principali patologie trattate
- Infertilità
Prestazioni e prezzi
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Visita ginecologica
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studio, Napoli
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ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve, sono una donna di 39 anni. Le spiego in breve il problema: ho una prima gravidanza a dicembre 2018, ma a gennaio 2019 ho un raschiamento per uovo chiaro. Dopo 3 mesi sono di nuovo rimasta incinta e il ginecologo, visti i precedenti mi fa prendere la cardioaspirina fino alla fine della gravidanza e tutto e proceduto al meglio, infatti ho una figlia di 6 anni sana.
Dopo ho assunto per due anni la pillola Naomi, stoppandola ogni tanto. Sono ormai 3 anni che non la prendo più perché cerco un altra gravidanza. Il mio ginecologo mi fa fare solo i tamponi vaginali dove esce che ho ureaplasma parvum e sia io che mio marito facciamo la cura con antibiotico bassado. Dopo due mesi sono rimasta incinta ma a 8+5 mi viene diagnosticato un altro aborto interno e faccio il raschiamento dopo due settimane. Preciso che sia la prima che la terza gravidanza andate male non ho preso null altro se non acido folico.. Quindi il dottore mi prescrive da fare il pannello da 4 mutazioni per la trombofilia e ho scoperto di avere la mutazione mthfr a1298c in omozigosi. Poi mi fa fare un tampone vaginale per acidi nucleici ma non e uscito nulla. Devo fare qualche altra indagine?
Salve
mi dispiace molto per quello che ha vissuto. Affrontare due interruzioni di gravidanza, soprattutto dopo aver desiderato un altro bambino, è emotivamente molto pesante, ed è comprensibile cercare una spiegazione chiara.
La cosa importante da attenzione è che il fatto di aver avuto una gravidanza portata a termine con la nascita di una bambina sana è un elemento molto positivo della sua storia clinica.
Per quanto riguarda la mutazione MTHFR A1298C in omozigosi, oggi le evidenze scientifiche ci dicono che, da sola, non viene considerata una causa certa di aborti ripetuti e non spiega automaticamente le perdite gestazionali. Moltissime donne presentano questa variante senza avere problemi riproduttivi. Per questo motivo sarebbe utile eventualmente controllare anche omocisteina, folati e vitamina B12, più che fermarsi al solo dato genetico.
Nel suo caso, considerando anche l’età riproduttiva, una parte importante del rischio abortivo purtroppo può essere legata alla qualità cromosomica degli embrioni, perché dopo i 38-39 anni aumenta fisiologicamente il rischio di anomalie embrionali che possono causare uovo chiaro o arresto della gravidanza nel primo trimestre.
Secondo le raccomandazioni internazionali per la poliabortività, dopo due perdite può essere utile eseguire alcuni approfondimenti mirati, tra cui:
• valutazione di eventuali condizioni autoimmuni;
• controllo della cavità uterina e dell’anatomia dell’utero;
• esami ormonali e metabolici di base, inclusa la funzionalità tiroidea;
• eventuali approfondimenti genetici della coppia o del materiale abortivo in casi selezionati.
Naturalmente gli accertamenti vanno personalizzati in base alla storia clinica completa, per cui il consiglio migliore è programmare una consulenza specialistica dedicata alla poliabortività o alla medicina della riproduzione, così da capire quali esami siano realmente indicati nel suo caso specifico ed evitare indagini inutili. Un abbraccio ed in bocca al lupo
Salve, ho 34 anni e ancora non ho avuto figli; premetto che soffro di candida recidivante e spesso cistite; ho fatto il pap test dopo 3 anni dall’ultimo ed è risultata un’atipia delle cellule ghiandolari non ulteriormente specificabile. Ho fatto colposcopia e hpv test. Sono in attesa delle risposte, dalla colposcopia già si vedevano alterazioni nella parte superiore del collo dell’utero vicino il canale; sono molto preoccupata. Cosa devo aspettarmi? Può essere anche un tumore? Se fosse un adenocarcinoma è necessaria l’isterectomia? Si può affrontare una gravidanza prima? Grazie a chi risponderà. Sono davvero molto agitata.
Ciao!! Capisco l’ansia che stai vivendo, ma cerca di non trarre conclusioni prima degli esami completi.
Il reperto di ‘atipia delle cellule ghiandolari non ulteriormente specificabile’ (AGC-NOS) al Pap test NON equivale a una diagnosi di tumore. Significa semplicemente che alcune cellule ghiandolari del collo dell’utero appaiono diverse dal normale e meritano approfondimento.
Molto spesso queste alterazioni possono essere legate a infiammazione, infezioni, metaplasia o lesioni precancerose, e solo in una minoranza dei casi si associano a un adenocarcinoma.
Hai già fatto gli esami corretti: HPV test e colposcopia sono fondamentali per capire l’origine dell’alterazione. A volte le cellule ghiandolari provengono dal canale cervicale, una zona più difficile da valutare, per questo vengono richiesti controlli più accurati. Anche nel caso in cui venisse identificata una lesione pre-neoplastica o iniziale, oggi esistono spesso trattamenti conservativi che permettono di preservare la fertilità.
In donne giovani che desiderano figli, quando clinicamente possibile, si cerca sempre un approccio fertility-sparing. Quindi il passo più importante adesso è attendere i risultati istologici completi senza anticipare scenari peggiori.
Nel frattempo cerca di affidarti al ginecologo che ti segue e di non interpretare da sola singole parole del referto: il Pap test è uno screening, non una diagnosi definitiva. Un abbraccio
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