Dott.ssa Paola Federici

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Dott.ssa Paola Federici Psicologa Psicoterapeuta
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Dott.ssa Paola Federici Psicologa Psicoterapeuta

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Psicologa Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, specialista in Psicoterapie brevi e Autogene - Training autogeno - Ipnosi. Inoltre ho conseguito l...

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ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore

Domande su Ludopatia

Salve, il gioco delle slot mi sta togliendo la vita... sono disperato.
Come potrei uscirne?

Il gioco e' una dipendenza e come tale va curata, sia con psicoterapia adeguata sia con aiuto farmacologico in.determinati casi. Ci sono Centri dove una equipe di psicologi e,medici prende i n carico sia il paziente che I familiari perche e fondamentale che I parenti sappianocome agire evitando anche di dare denaro per uscire dal circolp vizioso.

Dott.ssa Paola Federici

Ho 22 anni, sono a tre esami dalla laurea e non ce la faccio più.
Sto studiando Beni Culturali, ho dato un esame dietro l'altro, non mi sono mai fermata, ma ora che sono a un passo dalla fine non riesco a fare l'ultimo sforzo.
Ho sempre avuto un metodo di studio pessimo, tanto che mi son sempre sentita ripetere "si vede che studia, ma sembra non collegare/collocare bene/non sviluppa il discorso" etc.
Effettivamente passo quasi tutti i giorni sui libri, ma poi ricordo pochissimo ed espongo male.
Arrivata alla fine, la situazione è ancora più grave. Leggo per giornate intere e faccio tabula rasa. Ripeto, guardo video sull'argomento, faccio quiz, leggo articoli. Nulla sembra aiutarmi.

Questa situazione mi fa davvero male e lede la mia autostima, mi sento profondamente stupida, nonostante sia circondata da persone che apprezzano le mie iniziative, la mia voglia di mettermi in gioco e il mio lavoro. Questo aspetto sta assorbendo tutto quello che ho di buono. Perdo la voglia anche di lavorare su quello che amo, non ho desiderio di avere rapporti sessuali, mi sento solo in trappola in una situazione che nonostante odiassi (visto che i miei genitori mi obbligarono ad iscrivermi all'università), ho superato, ma ad un passo dalla fine non riesco ad uscirne completamente.

Il 30 marzo parto all'estero per il servizio civile e non so se sia il caso di lasciare tutto in stand-by per quest'anno.

Potrei essere in burnout, ma onestamente non so. Negli ultimi mesi ho rallentato parecchio, ma per tre anni ho lavorato, studiato e frequentato un'Accademia per non abbandonare i miei sogni.
Forse proprio ora che ho rallentato, il mio fisico sta presentando il conto, non lo so.

Alla fine di questo percorso mi sembra di aver ottenuto solo rogne. Ansia continua, bassa autostima e anche vari disagi fisici come mal di pancia, emicrania fortissima, nausea frequenti ed emorroidi.

Ora vorrei trovare una soluzione, ma l'unica cosa che risolverebbe tutto sarebbe solo sprofondare.
I miei genitori ancora una volta vorrebbero mettersi in mezzo, facendomi aiutare da una professoressa. Credo che purtroppo non potrebbe farlo, non ha la bacchetta magica e sicuramente la mia memoria non cambierà grazie a lei che mi ripete le stesse cose lette, ripetute, schematizzate mille volte.

Non so che fare, voglio solo partire e lasciarmi tutto questo alle spalle.

Grazie a chi mi leggerà.

Carissima, saro' breve perchè ha già ricevuto molte risposte. Vorrei solo aggiungere uno spunto di riflessione; poichè lavoro nell'orientamento dei giovani affinchè scelgano percorsi di studio in cui siano davvero motivati, mi sento di dirle che se lei odiava , come dice, iscriversi all'Università e l'ha fatto solo per compiacere i genitori...la soluzione l'ha già trovata. Ora si trova alla resa dei conti e non puo piu bleffare. Laurearsi apre il problema di doversi in seguito impagnare a cercare lavoro nel settore che proprio non le interessava.
Certo che non vanno in testa i concetti se studio completamente demotivata!
Cio che deve a mio parere risolvere è la sua mancanza di coraggio ad affermare ciò che lei veramente desidera e dire NO quando i desideri altrui non coincidono coi suoi!
Perchè non cominciare ad andare all'estero in marzo come vorrebbe? mi sembra di capire che sarebbe entusiasta di questo! cominci a corrispondere a ciò che sente vero in se stessa e poi si vedrà . Nessuno la obbliga a laurearsi. Pazienza, sarà stato un periodo di riflessione che le torna utile adesso per capire che non può andare avanti cosi.
Non è questione di esaurimento fisico o psichico. Prima o poi è necessario fermarsi a pensare chi si è realmente e cosa si vuole fare della propria vita. Che, tra l'altro, è sua e solo sua. I genitori non hanno diritto di imporle nulla e tanto meno il suo futuro. I miei auguri che ce la faccia!! non a laurearsi, ma a rispettarsi.
dott.ssa Paola Federici
Psicologa psicoterapeuta - Consigliere di Orientamento professionale -
Studio a Rapallo (Ge) e a BInasco U(Mi)

Dott.ssa Paola Federici

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