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Esperienze

Mi chiamo Ilenia, sono una psicologa clinica iscritta all’Albo degli Psicologi della Toscana (n. 10594) e specializzanda in psicoterapia cognitivo-comportamentale presso “Il Miller” di Firenze.

Offro supporto psicologico ad adolescenti e adulti che stanno vivendo momenti di difficoltà, creando uno spazio accogliente e rispettoso in cui sentirsi ascoltati senza giudizio.

Nel mio lavoro do grande importanza alla relazione terapeutica: credo che sentirsi compresi sia il primo passo per stare meglio. Cerco di unire ascolto, empatia e concretezza, costruendo insieme un percorso chiaro e personalizzato, con obiettivi definiti passo dopo passo.

Ho inoltre maturato esperienza clinica con caregiver e genitori, approfondendo anche temi legati al disagio relazionale e all’identità di genere.

Attualmente svolgo colloqui online, per offrire un supporto flessibile e accessibile. Se pensi che questo approccio possa fare al caso tuo, puoi prenotare un primo colloquio o contattarmi per qualsiasi domanda.

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ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buonasera
Sto vivendo un momento un po' doloroso
Mi piace molto una ragazza, una mia collega di lavoro.
Siamo caratterialmente diversi lo ammetto, però abbiamo ammesso ieri di provare un interesse reciproco ma c'è un enorme problema che blocca tutto.
Ci sono stati diversi litigi, soprattutto per mancanza di onestà da parte di lei, che mi hanno fatto alterare e reagire un po' troppo.
Questi litigi a lei le hanno fatto capire che non possiamo stare insieme, non potremo mai, che ha già vissuto una situazione del genere e che non vuole caderci di nuovo.
Ha già pensato diverse volte se tra noi poteva andare oltre ma non ce la fa, non è ancora pronta per una relazione e perché siamo colleghi e se già litighiamo così spesso prima di iniziare dopo diventerebbe peggio, anche se secondo me meglio litigare all'inizio che nel mezzo.
Ho provato a farle capire che io sono disposto a provare e a migliorare in primis per me stesso e sarei disposto a farle vedere più avanti che sono migliorato (davvero) ma lei non vuole neanche provarci.
Le ho confessato che è la cosa più bella che mi sia capitata da quando lavoro in questa azienda(ed è vero) e sono felice tutte le volte che la vedo... Questo discorso l'ha fatta emozionare e mi ha preso anche le mani.
Resta il fatto che ha dato un no definitivo e non vuole fare neanche un tentativo perché siamo troppo diversi e ci sono troppi litigi.
Secondo voi, ci potrà mai essere un ripensamento da parte sua e quindi un cambiamento di scelta?

Il vissuto che descrive è comprensibile, soprattutto quando si sviluppa un forte coinvolgimento emotivo e la situazione resta ambivalente per alcuni aspetti.
In questi casi, però, è importante distinguere tra ciò che si desidera e ciò che l’altra persona ha già espresso in modo piuttosto chiaro. Quando viene comunicata una non disponibilità a intraprendere una relazione, anche se con emozione e vicinanza, quello rappresenta il punto di riferimento su cui orientarsi nel presente.
La domanda su un possibile cambiamento futuro è naturale, ma rischia di mantenere in una condizione di attesa che rende più difficile elaborare la situazione e ritrovare una direzione personale.
Potrebbe essere più utile concentrarsi su come si sta vivendo questa esperienza e su come gestire il coinvolgimento emotivo in modo che non diventi fonte di sofferenza prolungata.

Ilenia Ceravolo, Psicologa

Dott.ssa Ilenia Ceravolo

Buongiorno, sono un ragazzo di 22 anni che vive la vita in un grigio perenne. Il mio problema? La sensazione di non essere mai scelto, nel senso, ho 22 anni e non ho mai avuto una ragazza, ma non solo quello, ormai non riesco neanche più ad approcciarmi con una ragazza se non la conosco, fatico a continuare un discorso non riesco a tenere il contatto visivo e varie cose che forse una persona di 22 anni dovrebbe riuscire a fare. È come se andassi in blocco, evito anche di affezionarmi o cose del genere perché tanto so già che non finirà come voglio io. Prima associavo la cosa del non trovare una ragazza con il mio aspetto fisico, ma con il tempo ho capito che non è quello, anche perché ho migliorato di molto il mio aspetto, certe volte mi sembra di essere destinato a non poter trovare l’amore, mi sembra di essere noioso, di non essere mai abbastanza, mi sembra di essere proprio io il problema ed è da 22 anni così. So che molti diranno “non sei in ritardo ognuno ha i suoi tempi” ma allora a questo punto mi chiedo, quanto sono lunghi i miei tempi? Quanto ancora dovrà durare questa cosa? Per quanto ancora dovrò vedere i miei amici con le loro fidanzate e io dovrò cercarmi altri amici non fidanzati per uscire? So che magari potrà sembrare una banalità, ma ho bisogno di poter amare e di essere amato e invece sono anni che lotto con me stesso e che vivo questa situazione, una situazione che mi logora da fin troppo tempo e certe volte mi fa dire che forse è così che deve andare.

Il vissuto che descrive è più comune di quanto possa sembrare, soprattutto a 20–25 anni, una fase in cui molte aree della vita personale e relazionale sono ancora in definizione e possono essere vissute con forte incertezza.
Le difficoltà che riporta (blocco nell’approccio, evitamento, fatica nel contatto visivo, pensieri di non essere abbastanza o di essere destinato a non riuscire) spesso si accompagnano a una forte tensione nelle situazioni sociali. In questi casi può accadere che, per proteggersi dalla possibilità di sentirsi a disagio o rifiutati, si finisca per evitare alcune esperienze o per “tirarsi indietro” in anticipo.
Nel tempo, però, questo tende a ridurre le occasioni di contatto con gli altri e può mantenere la sensazione di distanza e di difficoltà.
Non si tratta di un tratto fisso o di un’identità personale, ma di modalità che si sono consolidate nel tempo e che possono essere comprese e affrontate in modo graduale, anche a partire dal modo in cui si sta con queste emozioni e con questi pensieri nelle situazioni sociali.
Quando questa condizione diventa fonte di sofferenza persistente e limita la possibilità di vivere relazioni significative, può essere utile affrontarla in modo più approfondito all’interno di un percorso psicologico.

Ilenia Ceravolo, Psicologa

Dott.ssa Ilenia Ceravolo

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