Vorrei avere chiarimenti sul rapporto terapeuta paziente nella rebt?

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3 risposte


Le terapie cognitive-comportamentali come quella da Lei indicata, mirano a modificare modi di pensare e di sentire coscienti, considerati disfunzionali rispetto alla possibilità di vivere con pienezza la propria esistenza. Razionalizzare l'emotività eccessiva, rispetto ad un evento o ad un timore,che può essere limitante per la persona , potrebbe rivelarsi secondo tali teorie, terapeutico e liberatorio rispetto alle inibizioni, paure, fobie, paranoie e quant'altro comprometta totalmente o parzialmente la qualità di vita del soggetto. Le psicoterapie di questo tipo, prevedono un adeguato successo terapeutico in tempi piuttosto brevi (10-20 sedute).Sappia comunque,che altre correnti di pensiero,quelle psicoanalitiche, considerano il sintomo solo come punta emergente di un problema che affonda le radici nell'inconscio e che coinvolge l'intera personalità del paziente e, tendono perciò a scavare più in profondità, per risolvere il disagio psicologico.

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Le terapie cognitive comportamentali, come ogni altro indirizzo teorico di riferimento per il terapeuta, sono, nella consapevolezza del terapeuta, solo soggettivazioni relative di un oggetto conoscitivo particolare, cioè quello umano. In quanto tali sono strumenti e non assolutizzazioni concettuali incontrovertibili. Ciò che conta infatti all'interno di una psicoterapia non è la sovrastruttura concettuale del terapeuta, ma la qualità della relazione che s'instaura all'interno del setting terapeutico, la quale dipende da tanti fattori, tra cui anche l'abito teorico del terapeuta, ma non solo. Pertanto credo che la sua domanda abbia senso se contestualizzata o in relazione alla sua esperienza in terapia o in relazione ad eventuali sue aspettative e credenze rispetto alla terapia. Se la sua domanda nasce da eventuali sensazioni di discrepanza o incongruenza relazionale in terapia, ciò deve essere esplicitato al terapeuta e diventare oggetto di terapia.


Rispetto alle differenze tra terapie cognitivo - comportamentali e le altre concordo con la prima risposta, mentre riguardo alla relazione terapeuta - paziente (che mi sembra l'oggetto della sua domanda), nella REBT, come nelle altre terapie cognitivo - comportamentali, il terapeuta assume un ruolo direttivo e attivo, intervenendo per modificare i pensieri irrazionali del paziente.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.