Validità del consenso informato e intervento idoneo

"Stenosi emodinamica arteria carotide interna sinistra. Dichiaro che mi sono state fornite tutte le informazioni circa la malattia di cui sono affetta,sulle procedure diagnostiche e terapeutiche necessarie e sui rischi che ciascuna di queste può comportare.Dichiaro inoltre che le notizie datemi sono state chiare e comprensibili.Dovendo subire una procedura endovascolare sui vasi epiaortici(STENTING)sono stata informata sulle possibili complicanze legate a questo tipo di procedura:embolia e la trombosi precoce del vaso trattato con le eventuali conseguenze cerebrali ,sui rischi emorragici,restenosi arteriosa anche a distanza di tempo ecc.." Ma non dovrebbe essere il chirurgo a sapere qual è l'intervento più idoneo?In questo caso la TEA (tecnica chirurgica tradizionale)era preferibile al PTA."Ognuno è il miglior medico di se stesso"è stato preso un pò troppo alla lettera.grazie

1 risposta


Di norma il consenso informato è un atto dovuto che segue ampia ed esaustiva discussione tra specialista e paziente per scegliere, in caso di più opzioni terapeutiche, quella più idonea. In primis quindi il rapporto fiduciario medico paziente che è la base fondante dell'attività medica. Se ha dubbi li esterni al suo curante così da avere risposte esaustive. Le ricordo inoltre che il consenso è revocabile in ogni momento precedente la procedura. Un saluto.

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