Subject: Richiesta parere medico – sintomi persistenti dopo protesi totale di ginocchio Buongiorn

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Subject: Richiesta parere medico – sintomi persistenti dopo protesi totale di ginocchio

Buongiorno,

scrivo per chiedere un parere sulla situazione clinica di mio padre, uomo di 75 anni, residente in Lombardia.

Nel novembre 2024 mio padre è stato sottoposto a protesi totale di ginocchio sinistro per gonartrosi tricompartmentale severa. L’intervento, secondo i chirurghi, è stato tecnicamente riuscito.

Il decorso post-operatorio immediato è stato regolare: circa 22 giorni di ricovero con fisioterapia quotidiana, recupero iniziale di flessione ed estensione considerato adeguato per l’età, ferita chirurgica ben guarita e nessun segno di infezione.

Dopo la dimissione ha proseguito fisioterapia ambulatoriale per mesi, senza ottenere un miglioramento stabile dei sintomi. A distanza di svariati mesi dall’intervento, vista la persistenza dei disturbi, ha effettuato anche un percorso intensivo riabilitativo specialistico della durata di circa 25 giorni consecutivi.

Nonostante ciò, tutte le terapie svolte fino ad ora non hanno portato a un beneficio duraturo.

Sono stati eseguiti controlli ortopedici e radiologici seriati, comprese radiografie anche sotto carico, che hanno sempre mostrato una protesi correttamente posizionata, con rapporti articolari regolari e senza segni di mobilizzazione o fallimento protesico. Non è mai stata posta indicazione a revisione chirurgica.

A distanza di mesi dall’intervento, mio padre presenta sintomi persistenti e invalidanti che limitano in modo significativo la qualità di vita. Al mattino, al risveglio, il ginocchio è relativamente “libero”. Dopo alcune ore dall’inizio delle attività compare una rigidità marcata, accompagnata da una sensazione di “laccio” o “elastico” che stringe il ginocchio anteriormente e posteriormente, con indurimento dei muscoli periarticolari e talvolta lieve gonfiore o versamento. Con il proseguire della giornata la sensazione tende a peggiorare. A riposo prolungato, in posizione sdraiata, i sintomi si attenuano nettamente. Durante la fisioterapia si avverte un miglioramento transitorio, che però non si mantiene nel tempo.

Il disturbo non si manifesta come dolore acuto improvviso, ma come una combinazione di rigidità, tensione e fastidio profondo.

Mio padre è affetto da Malattia di Parkinson, fenotipo tremorigeno, seguita da neurologo, ed è in terapia farmacologica stabile, con una tendenza generale alla rigidità muscolare. Gli esami vascolari, cardiologici e il monitoraggio pressorio risultano sostanzialmente nella norma.

La terapia farmacologica attuale comprende Madopar e pramipexolo per la Malattia di Parkinson (con pramipexolo assunto la sera), cardioaspirina, amlodipina e ramipril per l’ipertensione arteriosa, tamsulosina per ipertrofia prostatica, simvastatina (mezza compressa) per ipercolesterolemia e Stilnox per il sonno.

Alla luce di una protesi radiologicamente corretta, di sintomi che compaiono con l’attivazione e migliorano con il riposo, dell’assenza di risposta stabile a tutte le terapie finora eseguite e della presenza di Malattia di Parkinson, chiediamo gentilmente un parere su possibili cause funzionali, neuromuscolari o infiammatorie croniche che possano spiegare questo quadro, sull’opportunità di proseguire una fisioterapia di mantenimento e con quali obiettivi, sul ruolo del Parkinson nel recupero ortopedico e su eventuali ulteriori approfondimenti o approcci non chirurgici da considerare.

Ringraziamo anticipatamente per l’attenzione e per qualsiasi indicazione possiate fornirci.

Cordiali saluti
Alessio (figlio)
Dott.ssa Daniela Gambini
Reumatologo, Fisiatra
Faenza
Visto l'andamento dei sintomi,che scompaiono in scarico,consiglierei valutazione da specialista vascolare con eventuale doppler.

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Gentile paziente,

sintomi di questo tipo in un paziente, con le comorbidità segnalate, indicano una situazione complessa che merita attenzione e valutazione in presenza. Qualsiasi suggerimento arrivasse senza una valutazione anamnestica e clinica approfondita lascerebbe il tempo che trova.

Cordialmente,
Dr. Nicola Manocchio, Fisiatra, Roma.

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