Spiegazioni in merito a RM Lombare e Sacrocociggeo L'esame RM è stato eseguito con tecnica TSE, S

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Spiegazioni in merito a RM Lombare e Sacrocociggeo

L'esame RM è stato eseguito con tecnica TSE, STIR e DIXON mediante acqusizione di scansioni
multiplanari dipendenti dal T2 e T1 prima e dopo la somministrazione di MdC ev (gadovist).
Anamnesi/Motivo dell'esame: all'esame elettromiografico del25/11/2025: moderata sofferenza neurogena
intramuscolare ad innervazione L5 bilaterale.
Si apprezzano circoscritte irregolarità corticali delle limitanti somatiche dei metameri D11, D12, L1 ed L2,
come da piccole ernie intraspongiose.
A livello L2-L3 ed L3-L4 si documenta iniziale perdita della concavità del margine discale posteriore con
impronta sul sacco durale.
A livello L4-L5 si apprezza protrusione del margine discale posteriore ad ampio raggio (bulging anulus) con
impronta sul sacco durale.
A livello L5-S1 si apprezza focale protrusione del margine discale posteriore a sede mediana con impronta
sul sacco durale.
Non alterazioni dell'intensità di segnale del cono midollare.
Dopo la somministrazione di MdC non si documentano aree di impregnazione patologica a carico del cono
midollare e dei metameri lombosacrali.

Che significa? C’è da preoccuparsi?
Premetto che sono stata di recente operata ad entrambi i menischi, da allora non sono riuscita a recuperare il tono muscolare perdendo muscolo oltreché rilevare totale assenza di equilibrio e scariche all l’arto inferiore specialmente quando guido( mi trema tutta la gamba e non riesco a fermarla) inoltre quando cammino spesso mi inciampa il piede sinistro.
In sintesi, il referto descrive alterazioni degenerative della colonna lombare, molto comuni in realtà.

In particolare:
- le piccole ernie intraspongiose (D11–L2) sono reperti benigni e spesso incidentali;
- a più livelli lombari sono presenti protrusioni discali che improntano il sacco durale, ma senza segni di compressione severa né alterazioni del midollo o delle radici evidenziabili alla RM;
- l’assenza di impregnazione patologica dopo contrasto è un dato rassicurante.

Il referto da solo non è motivo di allarme, ma va correlato ai sintomi. I disturbi che riferisce (instabilità, perdita di forza/controllo, inciampo del piede) meritano una valutazione neurologica, anche alla luce dell’EMG e del recente intervento ortopedico, per chiarire il significato clinico dei reperti e impostare un corretto percorso riabilitativo o terapeutico in senso più ampio.

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