Sono una ragazza di 14 anni, credo di avere un disturbo mentale, ho provato a parlarne con mio frate
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Sono una ragazza di 14 anni, credo di avere un disturbo mentale, ho provato a parlarne con mio fratello, lui dice che sto mentendo e che mi sto inventando tutto. Ma io lo so che c'è qualcosa, credo sia un disturbo ossessivo compulsivo da controllo. Non sono un medico, quindi non so, magari è tutt'altro, ma ho bisogno di una risposta, in seguito vi scrivo quello che mi succede.
Penso a una parola, conto quante lettere ha, penso a quali vocali ha e cerco di trovarne una con lo stesso quantitativo, in questi casi sono ferma, come paralizzata, ipnotizzata. Poi penso se esistano parole con un certo quantitativo di vocali e combinazioni, e cerco di trovarle pensando, poi tutto questo mi porta a pensare se esiste una parola che ha tutte e 5 le vocali. Questo continua fino a quando qualcosa non cattura la mia attenzione.
Penso che nella mia testa ci sia un pennello a punta piatta che usa muovendo la testa per fare un cerchio, se muovo di troppo la testa e sbaglio, devo rifarlo, finché non è perfetto, così mi sento rilassata, alcune volte però questo cerchio, diventano due linee perpendicolari, ma mi chiedo se funzioni lo stesso allora aggiungo una linea trasversale, ma mi viene la stessa domanda e allora faccio anche il cerchio, poi mi chiedo se sia cambiato qualcosa in quel momento così rifaccio tutto, per più volte finché non succede qualcosa che cattura la mia attenzione.
Quasi sempre mi vengono domande a cui devo rispondere subito, o mi viene il nervoso, all’inizio voglio provare a pensarci da sola, ma non ce la faccio, pongo a qualcuno la domanda, ma non capisce o si rifiuta di rispondermi, allora provo in tutti i modi di trovare la risposta, magari lascio stare la persona che si rifiuta di darmi la risposta, e cerco di trovare altre metodi finché non arrivo alla conclusione che mi serve saperlo subito perché il nervoso mi sta divorando e quindi devo sapere cos’è l’incognita.
Quando leggo qualcosa mi vengono le domande di cui ho parlato nel punto precedente che mi portano a cercare la soluzione, che mi porta ad altre domande, ma ad un certo punto non mi ricordo cosa ho letto un secondo prima così devo tornare indietro e rileggere. Vado avanti, ma non mi ricordo quello che ho appena ricontrollato, allora lo rifaccio, poi mi chiedo se ho letto bene, e inizio ad analizzare le parole (ve ne ho parlato al punto 1), poi però non mi ricordo cosa ho letto e devo ricontrollare. Finito tutto questo, mi vengono altre domande sull’ultima cosa a cui ho pensato.
Prima di andare a dormire dico le preghiere, bisognerebbe dirle, ma odio parlare quindi le dico tra me e me, e ora che ho iniziato in questo modo magari se cambio qualcosa può succedere qualcosa di brutto, magari non hanno lo stesso valore, ma magari se lo facessi sarebbe il contrario, visto che mi sforzerei a fare qualcosa che non mi piace, quindi lo sforzo sarebbe apprezzato.
Ringraziamenti, Angelo di Dio, desiderio, Oh Gesù d’amore acceso. Se sto davvero male aggiungo Eterno riposo, Ave Maria, Padre Nostro e Angelo di Dio (quest’ultimo a volte, e se lo dimentico, parlando della seconda volta non mi dà fastidio, stranamente). Se non mi ricordo se ho fatto uno dei ringraziamenti, una preghiera o il segno della croce, tendo a rifarlo, ma poi penso che magari, lo avevo già fatto, quindi lo rifaccio, ma poi penso che se non avevo fatto quello di chiusura ora sono 3, dispari, (mi piace il dispari, ma magari a qualcuno da fastidio), quindi ne faccio un altro.
Quando non trovo le cose mi sembra di impazzire, sembra che qualcuno mi stia demolendo, molte volte mi viene da piangere. La stessa cosa mi capita (a volte) quando il risultato di un qualcosa è differente da quello che avevo immaginato.
Penso a una parola, conto quante lettere ha, penso a quali vocali ha e cerco di trovarne una con lo stesso quantitativo, in questi casi sono ferma, come paralizzata, ipnotizzata. Poi penso se esistano parole con un certo quantitativo di vocali e combinazioni, e cerco di trovarle pensando, poi tutto questo mi porta a pensare se esiste una parola che ha tutte e 5 le vocali. Questo continua fino a quando qualcosa non cattura la mia attenzione.
Penso che nella mia testa ci sia un pennello a punta piatta che usa muovendo la testa per fare un cerchio, se muovo di troppo la testa e sbaglio, devo rifarlo, finché non è perfetto, così mi sento rilassata, alcune volte però questo cerchio, diventano due linee perpendicolari, ma mi chiedo se funzioni lo stesso allora aggiungo una linea trasversale, ma mi viene la stessa domanda e allora faccio anche il cerchio, poi mi chiedo se sia cambiato qualcosa in quel momento così rifaccio tutto, per più volte finché non succede qualcosa che cattura la mia attenzione.
Quasi sempre mi vengono domande a cui devo rispondere subito, o mi viene il nervoso, all’inizio voglio provare a pensarci da sola, ma non ce la faccio, pongo a qualcuno la domanda, ma non capisce o si rifiuta di rispondermi, allora provo in tutti i modi di trovare la risposta, magari lascio stare la persona che si rifiuta di darmi la risposta, e cerco di trovare altre metodi finché non arrivo alla conclusione che mi serve saperlo subito perché il nervoso mi sta divorando e quindi devo sapere cos’è l’incognita.
Quando leggo qualcosa mi vengono le domande di cui ho parlato nel punto precedente che mi portano a cercare la soluzione, che mi porta ad altre domande, ma ad un certo punto non mi ricordo cosa ho letto un secondo prima così devo tornare indietro e rileggere. Vado avanti, ma non mi ricordo quello che ho appena ricontrollato, allora lo rifaccio, poi mi chiedo se ho letto bene, e inizio ad analizzare le parole (ve ne ho parlato al punto 1), poi però non mi ricordo cosa ho letto e devo ricontrollare. Finito tutto questo, mi vengono altre domande sull’ultima cosa a cui ho pensato.
Prima di andare a dormire dico le preghiere, bisognerebbe dirle, ma odio parlare quindi le dico tra me e me, e ora che ho iniziato in questo modo magari se cambio qualcosa può succedere qualcosa di brutto, magari non hanno lo stesso valore, ma magari se lo facessi sarebbe il contrario, visto che mi sforzerei a fare qualcosa che non mi piace, quindi lo sforzo sarebbe apprezzato.
Ringraziamenti, Angelo di Dio, desiderio, Oh Gesù d’amore acceso. Se sto davvero male aggiungo Eterno riposo, Ave Maria, Padre Nostro e Angelo di Dio (quest’ultimo a volte, e se lo dimentico, parlando della seconda volta non mi dà fastidio, stranamente). Se non mi ricordo se ho fatto uno dei ringraziamenti, una preghiera o il segno della croce, tendo a rifarlo, ma poi penso che magari, lo avevo già fatto, quindi lo rifaccio, ma poi penso che se non avevo fatto quello di chiusura ora sono 3, dispari, (mi piace il dispari, ma magari a qualcuno da fastidio), quindi ne faccio un altro.
Quando non trovo le cose mi sembra di impazzire, sembra che qualcuno mi stia demolendo, molte volte mi viene da piangere. La stessa cosa mi capita (a volte) quando il risultato di un qualcosa è differente da quello che avevo immaginato.
Cara, dovresti parlare con qualche adulto di quanto ti sta accadendo, i tuoi genitori, un parente, il tuo pediatra o anche un professore, in modo da riuscire a trovare il modo di farti visitare da un neuropsichiatra infantile e fare i necessari accertamenti.
Ci sono molti modi per aiutarti a stare meglio, sia con i farmaci che con la psicoterapia.
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Ciao, penso che tu ne debba parlare con i tuoi genitori e che sia necessaria la valutazione di un neuropsichiatra infantile, che ti aiuterà a comprendere e gestire i tuoi sintomi.
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