Sono una donna incinta alla 32+2. Qualche giorno fa ho effettuato il solito prelievo di controllo co
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Sono una donna incinta alla 32+2. Qualche giorno fa ho effettuato il solito prelievo di controllo con diversi parametri tra cui anche rosolia (nonostante sia vaccinata dall'inizio ho le IgG nella zona grigia, quindi il mio ginecologo me le fa ripetere sempre). Questa volta sono risultate le IgM positive (66), le volte precendenti sempre negative, e le IgG negative (6), quando all'ultimo prelievo erano di 9, nella zona dubbia. Il ginecologo mi ha detto di ripetere l'esame, ho preso contatti con il reparto malattie infettive della mia provincia. Temo il peggio, non so dove posso essermi contagiata. Io non ho alcun sintomo, non ho contatti con bambini, tranne che con mio nipote di due anni, ma che sta bene. Ho paura di provocare danni irreversibili al mio bambino.
Buongiorno, capisco profondamente la sua preoccupazione, soprattutto in gravidanza. Provo a fare chiarezza: la presenza di IgM positive per rosolia può far pensare a un’infezione recente, ma in realtà le IgM possono risultare positive anche per falsi positivi o reazioni aspecifiche, soprattutto in assenza di sintomi. Nel suo caso è importante considerare alcuni elementi: 1) È vaccinata. 2) Non ha sintomi (febbre, rash, linfonodi ingrossati). 3) È alla 32ª settimana di gravidanza.
Il rischio di rosolia congenita è elevato nel primo trimestre, ma dopo la 20ª settimana il rischio di malformazioni gravi è estremamente basso, e dopo la 28ª settimana è considerato trascurabile. Le IgG negative o in zona dubbia possono dipendere da una risposta anticorpale molto bassa nel tempo, cosa che può accadere anche dopo vaccinazione. Per chiarire il quadro, il passo corretto è: 1) ripetere il test; 2) eseguire eventualmente un test di avidità delle IgG; 3) valutare la situazione in un centro di malattie infettive (come sta già facendo).
Senza sintomi e con una singola positività IgM, non si può parlare di infezione certa.
In sintesi: in questo momento non ci sono elementi che facciano pensare con certezza a una rosolia in atto. Anche nell’ipotesi rara di un’infezione recente, alla 32ª settimana il rischio per il bambino è estremamente basso. Il percorso di approfondimento che sta già seguendo è corretto e prudente. Comprendo l’ansia, ma i dati clinici attuali sono rassicuranti. Un caro saluto, Dott.ssa Donata D'Ambros
Il rischio di rosolia congenita è elevato nel primo trimestre, ma dopo la 20ª settimana il rischio di malformazioni gravi è estremamente basso, e dopo la 28ª settimana è considerato trascurabile. Le IgG negative o in zona dubbia possono dipendere da una risposta anticorpale molto bassa nel tempo, cosa che può accadere anche dopo vaccinazione. Per chiarire il quadro, il passo corretto è: 1) ripetere il test; 2) eseguire eventualmente un test di avidità delle IgG; 3) valutare la situazione in un centro di malattie infettive (come sta già facendo).
Senza sintomi e con una singola positività IgM, non si può parlare di infezione certa.
In sintesi: in questo momento non ci sono elementi che facciano pensare con certezza a una rosolia in atto. Anche nell’ipotesi rara di un’infezione recente, alla 32ª settimana il rischio per il bambino è estremamente basso. Il percorso di approfondimento che sta già seguendo è corretto e prudente. Comprendo l’ansia, ma i dati clinici attuali sono rassicuranti. Un caro saluto, Dott.ssa Donata D'Ambros
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