Sono stata sottoposta ad un intervento di miomectomia laparotomica per la rimozione di un mioma tran
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Sono stata sottoposta ad un intervento di miomectomia laparotomica per la rimozione di un mioma transparietale anterolaterale destro di 10 cm. Descrizione dell'intervento: si procede a miomectomia tramite isterotomia longitudinale anteriore e si verifica come il mioma sia solo parzialmente capsulato. Isterorrafia in strato multiplo, punti doppi staccati, strato esterno introlettente etc.
A 3 mesi dall'intervento tutto sembrava essere andato bene, poi ho rifatto la visita a 8 mesi dall'intervento perché avevo una sensazione di gonfiore e ho scoperto di avere una cisti endometriosica di 2 cm sull'ovaio sinistro e ora sono in trattamento con visanne in attesa della visita di controllo dopo 3 mesi. Mi domando se l'intervento abbia potuto innescare l'infiammazione dell'endometrio, perché io prima non avevo dolori, perfino il fibroma era asintomatico e non a caso me ne sono accorta tardi ed è arrivato a 10 cm.
Il problema è che ho 29 anni e vorrei tanto una gravidanza nel breve termine e una seconda più avanti nel tempo, ma ho due spade di Damocle: questa cisti e l'endometriosi e il rischio che compaiano altri fibromi. In più la non chiarezza del chirurgo che mi ha operata... spiego meglio.
Prima dell'intervento ricordo benissimo che il ginecologo chirurgo mi disse che avrei potuto solo fare parti cesarei e avrei dovuto aspettare due anni, tanto che rimasi sorpresa e iniziai letteralmente a contrattare per riuscire a strappare 18 mesi di attesa per il tentativo di gravidanza. Subito dopo l'intevento, inoltre, ricordo che il chirurgo è passato per dirmi che era andato tutto bene, ripetendo che per una futura gravidanza avrei potuto optare solo per il cesareo e avrei dovuto attendere 18 mesi. E' vero che mi ero da poco svegliata, però lo ricordo bene e per ben due volte mi ha detto questa cosa. Bene, alla visita di controllo dopo 3 mesi, ho ripreso l'argomento e la versione è cambiata: due anni di attesa per il parto naturale in una struttura con banca del sangue e 6 mesi di attesa per parto cesareo, insistendo che avevo capito male. Tuttavia mi ha lasciato un forte dubbio, perché temo che i 6 mesi siano il consiglio generico che dà e forse si era dimenticato la mia situazione, cosa che invece era più fresca poco prima e poco dopo l'intervento. O semplicemente ho capito male io, cosa possibilissima anche se mi ricordo l'insistenza sul cesareo e sui 24 mesi divenuti a stento 18, quindi non riesco ad anticipare prima dei 18 mesi con tranquillità, per il timore della rottura dell'utero alla prima gravidanza. Allo stesso tempo sono però a rischio fibromi e con endometriosi e probabilmente dovrei approfittare della prima situazione di buona salute che si presenta. Quindi non so se aspettare i 18 mesi o addirittura 24 o se semplicemente tentare non appena risolvo la questione della cisti, essendo già passati i 6 mesi.
A 3 mesi dall'intervento tutto sembrava essere andato bene, poi ho rifatto la visita a 8 mesi dall'intervento perché avevo una sensazione di gonfiore e ho scoperto di avere una cisti endometriosica di 2 cm sull'ovaio sinistro e ora sono in trattamento con visanne in attesa della visita di controllo dopo 3 mesi. Mi domando se l'intervento abbia potuto innescare l'infiammazione dell'endometrio, perché io prima non avevo dolori, perfino il fibroma era asintomatico e non a caso me ne sono accorta tardi ed è arrivato a 10 cm.
Il problema è che ho 29 anni e vorrei tanto una gravidanza nel breve termine e una seconda più avanti nel tempo, ma ho due spade di Damocle: questa cisti e l'endometriosi e il rischio che compaiano altri fibromi. In più la non chiarezza del chirurgo che mi ha operata... spiego meglio.
Prima dell'intervento ricordo benissimo che il ginecologo chirurgo mi disse che avrei potuto solo fare parti cesarei e avrei dovuto aspettare due anni, tanto che rimasi sorpresa e iniziai letteralmente a contrattare per riuscire a strappare 18 mesi di attesa per il tentativo di gravidanza. Subito dopo l'intevento, inoltre, ricordo che il chirurgo è passato per dirmi che era andato tutto bene, ripetendo che per una futura gravidanza avrei potuto optare solo per il cesareo e avrei dovuto attendere 18 mesi. E' vero che mi ero da poco svegliata, però lo ricordo bene e per ben due volte mi ha detto questa cosa. Bene, alla visita di controllo dopo 3 mesi, ho ripreso l'argomento e la versione è cambiata: due anni di attesa per il parto naturale in una struttura con banca del sangue e 6 mesi di attesa per parto cesareo, insistendo che avevo capito male. Tuttavia mi ha lasciato un forte dubbio, perché temo che i 6 mesi siano il consiglio generico che dà e forse si era dimenticato la mia situazione, cosa che invece era più fresca poco prima e poco dopo l'intervento. O semplicemente ho capito male io, cosa possibilissima anche se mi ricordo l'insistenza sul cesareo e sui 24 mesi divenuti a stento 18, quindi non riesco ad anticipare prima dei 18 mesi con tranquillità, per il timore della rottura dell'utero alla prima gravidanza. Allo stesso tempo sono però a rischio fibromi e con endometriosi e probabilmente dovrei approfittare della prima situazione di buona salute che si presenta. Quindi non so se aspettare i 18 mesi o addirittura 24 o se semplicemente tentare non appena risolvo la questione della cisti, essendo già passati i 6 mesi.
Buonasera signora. Capisco il suo stato d'animo, ma nella sua situazione va affrontato un problema alla volta. La cisti endonetriosica è ora la priorità. Una volta trattata, si valuteranno le altre opzioni..
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