sintomi dsa

io e mia moglie abbiamo timore che nostro figlio sia affetto da dsa, ce ne siamo accorti nell' ultimo periodo della seconda elementare; abbiamo fatto fare delle sedute da una logopedista la quale ci consiglia di andare piu affondo; qui nasce il problema...la nostra pediatra non ci fa l'impegnativa per fargli fare una visita da un psicologo infantile se non prima avere una testimonianza scritta della maestra che conferma quanto detto; a nostra saputa la legge 170/2010 dice chiaramente che sono i genitori ad avvertire le maestre del disturbo e non il contrario e cit. "La diagnosi dei DSA e' effettuata nell'ambito dei trattamenti specialistici già assicurati dal Servizio sanitario nazionale a legislazione vigente ed e' comunicata dalla famiglia alla scuola di appartenenza dello studente. Le regioni nel cui territorio non sia possibile effettuare la diagnosi nell'ambito dei trattamenti specialistici erogati dal Servizio sanitario nazionale possono prevedere, nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, che la medesima diagnosi sia effettuata da specialisti o strutture accreditate......" Domanda: può la pediatra esentarci da tale richiesta e non fare l'impegnativa per la visita? se così non fosse, quali sono le misure da adottare con la pediatra? grazie MD

3 risposte


dato che è stata la logopedista che ha messo in moto il meccanismo di approfondimento, ritengo debba essere lei stessa a far avere alla vostra pediatra una dichiarazione che attesti il sospetto di malattia. la logopedista è assolutamente dentro il problema, perchè come una maestra si occupa dell'apprendimento del bambino e forse ppiù della maestra ha un contatto assoluto ed esclusivo con il bambino, mentre la maestra dovendo seguire più bambini potrebbe non accorgersi in tempi rapidi di un problema. consiglio quindi di sollecitare la logopedista a parlare con la pediatra

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Gentilissimi, la richiesta della pediatra è necessaria solo se volete procedere a una valutazione presso un servizio di Neuropsichiatria infantile facente parte della vostra ASL di appartenenza, ma mi pare di capire che in questo momento la vostra priorità sia quella di effettuare un approfondimento diagnostico. Ci sono numerosi centri privati in cui operano equipe di neuropsichiatri infantili, psicologi e logopedisti in cui è possibile effettuare una valutazione degli apprendimenti. Questo da un lato permetterebbe di bypassare la prescrizione del pediatra evitando eventuali discussioni, il quale verrebbe chiamato in causa solo secondariamente, nell'eventualità di una conferma diagnostica, il quale poi dovrà necessariamente fare la prescrizione per fare richiesta presso la ASL, o presso aziende ospedaliere e universitarie e IRCSS, che rappresentano un passaggio obbligato per la certificazione del disturbo. (sto dando per scontato che siate residenti nella regione Lazio). Per chiarire ogni dubbio su questo ultimo punto relativo alla certificazione DSA vi consiglio di leggere un approfondimento trattato dal collega Antonio Milanese sul sito training cognitivo, dal titolo "chi può fare una diagnosi di DSA che sia valida a scuola?" Rimango a disposizione. Cordialmente Cristiana Murgioni


Buongiorno, quanto lei dice è corretto, anche se gli insegnanti spesso sono i primi ad accorgersi di eventuali "segnali" che potrebbero far pensare ad un possibile Disturbo Specifico dell'Apprendimento e dunque a suggerire alla famiglia di far eseguire un approfondimento diagnostico. Detto ciò, la pediatra non può esentarsi dal fare la richiesta, anche perchè sarà poi il percorso fatto con Psicologo, Neuropsichiatra Infantile e Logopedista ad indicare se sia necessario procedere con una diagnosi oppure se siano necessari altri interventi di supporto al percorso di apprendimento del del bambino. Un gentile saluto, Dott.ssa Beatrice Lazzeri

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