Scusate ho 63 anni. Ripeto la domanda di ieri che vedete sotto. Non ho mai preso psicofarmaci prima

Scusate ho 63 anni. Ripeto la domanda di ieri che vedete sotto. Non ho mai preso psicofarmaci prima d'ora. dopo 10 mesi di amisulpiride per una depressione, stavo bene. lo psichiatra mi ha sostituito amisulpride con paroxetina che prendo con xanax sto molto male, vivo come in una bolla, non voglio alzarmi dal letto, alterno momenti di ansia con momenti di tristezza. Mi sento intontito, non ascolto gli altri, non mi concentro su niente. tutti mi dicono che è normale quando si inizia la paroxetina. Lo psichiatra suggerisce di aggiungere nuovamente amisulpride in attesa di decidere se cambiare farmaco. Non capisco perché, prima della paroxetina, non avevo problemi... Voglio guarire. Sono solo profondamente scoraggiato/depresso per non vedere il miglioramento della paroxetina Questa situazione deve essere risolta. Dopo 30 anni di matrimonio con 2 domande e una vita meravigliosa, mia moglie mi ha detto di non sopportare questa situazione, di pensare al divorzio... Voglio salvare la famiglia ma, davvero, non voglio creare o essere un problema per nessuno, nemmeno per mia moglie. Quindi non so quale sarà il mio futuro. Vedo solo 2 possibilità 1 Risolvo per sempre i problemi con paroxetina, amisulpride o non so cosa 2 mi vedo solo , in una clinica o in una residenza , completamente chiuso nel mio mondo , con vari farmaci e inebetito Attendo una vostra opinione.

2 risposte


Salve, Ha uno specialista che la segue, ha già avuto un esperienza positiva con terapia farmacologica in passato, dovrete solo trovare una terapia che la aiuti adesso. Il fatto che sia così sfiduciato è legato al fatto che si sente giù con l'umore. Un po' di pazienza e troverà la cura che la fa stare bene. Una buona serata

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Buonasera, capisco il suo scoraggiamento, ma cerchi di non trarre conclusioni definitive in una fase ancora molto instabile della terapia. Da quello che descrive, il peggioramento sembra temporalmente collegato alla sospensione di Amisulpride e all’introduzione di Paroxetina. Non è raro che nelle prime settimane di paroxetina possano comparire maggiore ansia, senso di “ovattamento”, apatia, difficoltà di concentrazione o peggioramento soggettivo del benessere prima di un eventuale miglioramento clinico. Il fatto che lei con amisulpride stesse meglio è un elemento clinico importante e il ragionamento del suo psichiatra di reintrodurla temporaneamente può avere senso proprio per cercare di stabilizzare questa fase delicata. Quello che sta vivendo ora non significa automaticamente che il suo futuro sarà “chiuso in una clinica” o fatto solo di farmaci e sofferenza. In questo momento sta ragionando dalla prospettiva della depressione e dell’angoscia, che tendono a far vedere il futuro come senza uscita. Le consiglierei di non modificare autonomamente la terapia e di mantenere un contatto stretto con lo specialista curante, soprattutto visto il forte impatto emotivo e familiare che questa situazione sta avendo su di lei. Una cosa però è importante: il fatto che lei desideri ancora stare meglio, salvare la sua relazione e capire cosa le sta succedendo è già un segnale che non si è arreso alla malattia.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.