Salve, vorrei sapere se esiste un protocollo specifico da seguire prima che una persona (covid) veng
Salve, vorrei sapere se esiste un protocollo specifico da seguire prima che una persona (covid) venga intubata, e cioè se i medici sono tenuti a consentire l'uso del cellulare personale prima di essere addormentati (ovviamente salvo emergenze). Inoltre, leggendo cose discordanti in merito, chiedo se quando si è intubati in terapia intensiva il paziente percepisce la presenza dei famigliari, la voce, il tocco. Oppure nulla. Grazie
4 risposte
Ciò che mi pare stia descrivendo, è una situazione di urgenza/emergenza per cui i medici seguono protocolli specifici che possono non consentire l’uso del cellulare. Per il secondo quesito, dipende dalle condizioni cliniche e dal livello di coscienza, pertanto il paziente può percepire qualcosa dell’ambiente circostante, come assolutamente nulla. Saluti
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Non esiste alcun protocollo scientifico che preveda la chiamata con i parenti prima di procedere ad una intubazione in quanto è essa stessa una procedura che viene messa in atto per garantire le funzionalità vitali. Se il paziente intubato percepisce o meno la presenza di chi lo circonda dipende dalla profondità della sedazione e dalla presenza o meno di eventuali deficit neurologici . Cordialità
Non esistono protocolli, ma il buon senso. Nella maggior parte dei reparti covid il paziente non viene intubato in emergenza, ma quando si vede che non riesce più a respirare bene pur con l'assistenza ventilatoria non invasiva. Quindi, eccetto la situazione di emergenza che è particolarmente rara, c'è tutto il tempo di fare una (video)telefonata di saluto. Nei reparti covid in cui ho avuto la tristezza di lavorare nella maggior parte dei casi si è fatto così se il paziente lo richiedeva. Una telefonata straziante (per noi) di saluti prima di essere addormentato, senza poter immaginare se e quando sarebbe stato possibile rivedere i propri familiari. Credo sia un atto di umanità che non debba richiedere un protocollo scritto, ma che si basa sull'umanità del personale e sull'adesione alla prima missione, quella di cercare di aiutare il prossimo.
I protocolli sono indicazioni non strettamente vincolanti, che conta è la clinica ( es. Saturazione ossigeno, frequenza respiratoria, auscultazione toracica) gli esami specifici (radiologici, emogasanalisi etc) le comorbidità, le sovrainfezioni batteriche, il fallimento della ventilazione non invasiva lo . L'uso del cellulare su un paziente in affanno respiratorio lo trovo disagevole, dato che bisognerebbe rimuovere proprio quei presidi respiratori che non sono neppure sufficienti, quindi farebbe precipitare la saturimetria e creerebbe maggior stress respiratorio al paziente stesso anche per un coinvolgimento emotivo notevole. A volte la patologia non rispetta il bon ton e i medici fanno tutto quello che è in loro potere sapendo che potrebbe non essere sufficiente
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