salve, sono una sopravvisuta, forse lo sono o forse sono morta anche io, al dolore per la scoparsa p
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salve, sono una sopravvisuta, forse lo sono o forse sono morta anche io, al dolore per la scoparsa prematura della sua sorellona... un dolore immenso a cui ancora non riesco a darmi pace... non riesco e non voglio metabolizzare questo lutto che mi sta prosciugando. Le giornate passano tra lavoro, famiglia e momenti alterni di lacrime, ricordi, odio, rimorsi e uscite con le amiche per non pensare... sono all'interno di una centrifuga di emozioni che si scontrano l'una con l'altra. Da una parte c'è una parte di me che finge davanti ai miei genitori, devastati da questo lutto, che io sia quella forte, intrattenendoli e cercando in ogni modo di aiutarli ad andare avanti, l'altra me è completamente spaesata, tormentata, impaurita, devastata dalla perdita di una sorella fantastica, la mia metà, la mia migliore amica. Vivo pensando a lei, vivo colpevolizzandomi di non essere riuscita a salvarla, di averle fatto delle promesse a cui non sono riuscita a mantenere... come quando le ho promesso che l'avrei riportata a casa, che avremmo viaggiato, che lei c'è l'avrebbe fatta. Sono arrabbiata con quel Dio che ho pregato all'infinito di aiutarla, con quella falsa illusione che si stava riprendendo, sono arrabbiata con l'universo per avermela portata via ad un passo dalla vittoria. Non c'è giorno che non le scriva un messaggio, due, tre, rendendola partecipe della mia vita, come abbiamo sempre fatto... mi manca, sto male. Lei era il mio pilastro, la mia musa... Mi diceva che ero forte, che lei mi invidiava per avere un carattere deciso.. ero quella che metteva i punti e non dava spazio al perdono, lei era fragile, era buona, sapeva perdonare... aveva cosi tanti problemi di salute che solo Dio sa quanto ha sofferto nella sua vita... ma amava la vita,era bellissima, con un sorriso pazzesco, amava i viaggi, gli amici , il suo lavoro e la sua fantastica famiglia... Lei è sempre stata la più forte tra le due, la migliore...gli e l' ho sempre detto.... era una ragazza meravigliosamente piena di amore... Come si sopravvive ad un dolore cosi grande? come posso accettare che lei non ci sia più? Accettare significherebbe abbandonarmi ad un presente senza di lei e io non sono pronta..... voglio mettere la testa sotto la sabbia e pensare che lei sia ancora qui, vicino a me... vorrei svegliarmi da quest'incubo.... lei che quando mi diceva che "si sentiva che sarebbe morta giovane" mi faceva uscire di testa, lei che amava i miei figli più di qualsiasi persona al mondo, lei che ha passato una vita dedicandosi al prossimo.. perchè? perchè è finita cosi la sua storia..? Non sono in depressione, sono lucida, non faccio uso di farmaci come gli stabilizzatori d'uomore e balle varie, non prendo gocce per dormire e non faccio sedute da nessun terapeuta.......... forse avrei bisogno di tutto quello, di un aiuto... ma so che nulla potrebbe aiutarmi a alleviare questo dolore... scrivo e mi illudo che questo possa essere un aiuto... parlare aiuta ma non sempre si trova la persona giusta con cui farlo.... sono circondata da familiari medici e amiche psicologhe e amiche sagge ma non mi basta, non mi sento capita... copisce chi vive questi dolori ... chi ha toccato il fondo..... aveveo bisogno di scrivere scusate...
Gentilissima,
Il suo dolore immenso per la perdita di sua sorella, descritta con tanto amore come la sua metà e musa, è straziante e la sua forza nel continuare a sostenere i suoi genitori nonostante il tormento è ammirevole. Il lutto che descrive, con emozioni contrastanti di rabbia, colpa, rimorso e desiderio di mantenere viva la sua memoria, è una reazione naturale a una perdita così profonda.
La difficoltà ad accettare l’assenza, il rifiuto di “abbandonarsi a un presente senza di lei” e i messaggi che le scrive riflettono un legame indissolubile e un processo di elaborazione ancora in corso.
La sua lucidità e il rifiuto di farmaci o terapie sono comprensibili, ma il peso del dolore suggerisce che un supporto specialistico potrebbe aiutarla a navigare questa “centrifuga di emozioni”.
Un colloquio con uno psichiatra - psicoterapeuta esperto in lutto potrebbe offrirle uno spazio sicuro per esprimere rabbia e colpa senza giudizio.
Scrivere, come ha fatto, è un primo passo prezioso.
Resto a disposizione per eventuali necessità, un caro saluto
Il suo dolore immenso per la perdita di sua sorella, descritta con tanto amore come la sua metà e musa, è straziante e la sua forza nel continuare a sostenere i suoi genitori nonostante il tormento è ammirevole. Il lutto che descrive, con emozioni contrastanti di rabbia, colpa, rimorso e desiderio di mantenere viva la sua memoria, è una reazione naturale a una perdita così profonda.
La difficoltà ad accettare l’assenza, il rifiuto di “abbandonarsi a un presente senza di lei” e i messaggi che le scrive riflettono un legame indissolubile e un processo di elaborazione ancora in corso.
La sua lucidità e il rifiuto di farmaci o terapie sono comprensibili, ma il peso del dolore suggerisce che un supporto specialistico potrebbe aiutarla a navigare questa “centrifuga di emozioni”.
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Si sente chiaramente quanta sofferenza stia vivendo per la perdita di sua sorella. Un legame così forte non si spezza senza lasciare un vuoto enorme, e il dolore che descrive è la testimonianza di quanto fosse speciale il vostro rapporto.
Il lutto che sta attraversando è profondo e complesso, e non esistono modi “giusti” per affrontarlo. Quello che però è certo è che non deve portare tutto questo peso da sola. Parlare e scrivere, come sta facendo, è già un atto di coraggio e una forma di cura per sé stessa.
Se sente che la sofferenza diventa troppo grande, non esiti a chiedere un aiuto specialistico: non per cancellare il dolore, che fa parte della sua storia e del legame con sua sorella, ma per imparare a viverlo senza esserne travolta. Lei merita ascolto e sostegno.
Il lutto che sta attraversando è profondo e complesso, e non esistono modi “giusti” per affrontarlo. Quello che però è certo è che non deve portare tutto questo peso da sola. Parlare e scrivere, come sta facendo, è già un atto di coraggio e una forma di cura per sé stessa.
Se sente che la sofferenza diventa troppo grande, non esiti a chiedere un aiuto specialistico: non per cancellare il dolore, che fa parte della sua storia e del legame con sua sorella, ma per imparare a viverlo senza esserne travolta. Lei merita ascolto e sostegno.
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