Salve, sono una ragazza di 37 anni. Sono in cura con topamax 50+25mg 2 volte al gg dal 2006 a seguit
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Salve, sono una ragazza di 37 anni. Sono in cura con topamax 50+25mg 2 volte al gg dal 2006 a seguito di due crisi epilettiche. La prima nel 2001 poi seguita con farmaco, fatta cura x 4 anni, fatta riduzione fino al 2005, nel 2006 recidiva di crisi x cui sono tornata in cura con il farmaco fino ad oggi senza più crisi ma non ho più provato ad interrompere la mia neurologa mi ha proposto una riduzione di 25 ogni 15 gg arrivando ad assumere 50mg mattina e sera visti gli ecg per lei normali e dosaggio del topiramato 4,4 ( range da 2 a 25). Io sono molto indecisa vorrei un parere sui rischi della riduzione e del interruzione del farmaco totale. Riducendo a 100 mg a die aualei2 rischi avrei di recidive essendo cmq coperta dal farmaco? Lo chiedo x il mio lavoro e xche guido e se esistono esami oltre l ecg in grado di prevedere la crisi. Vorrei un parere sincero tra prendere il farmaco a vita e provare a toglierlo visto che ho anche altri problemi di salute per cui assumo anche altri farmaci. Grazie
Quali altri farmaci prende? Ha fatto RMN encefalo? Diversi sono i fattori che scatenano una crisi, per cui le variabili per definire una riduzione/sospensione del farmaco sono tante e da definire con il suo medico di riferimento.
Cordiali saluti
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Buongiorno Gentile Signore Le consiglio di attivare la consulenza neurologica on line che è aperta in questi giorni di chiusura degli ambulatori a causa dell'Emergenza Coronavirus Per e-mail è possibile inviare i referti degli esami i tracciati e i CD delle Tac e delle RM per la visione dello specialista
Buongiorno signora, come la sua neurologa le avrà certamente già spiegato, ogni volta che si procede alla riduzione o sospensione anche graduale di una terapia antiepilettica c'è un rischio di recidiva, con le annesse problematiche (rischi della crisi in sè in caso avvenga in condizioni di non sicurezza, ad esempio durante la guida, lavorando in altezza o durante un bagno in piscina/al mare + limitazioni della guida in seguito alla recidiva).
La probabilità di una recidiva dipende da molti fattori e non è possibile darle una stima solo in base alle informazioni da lei fornite, in particolare il rischio di recidiva e la pericolosità della stessa dipendono da: tipo di crisi (generalizzate o focali), tipo di epilessia (è un'epilessia secondaria ad una alterazione strutturale cerebrale? Idiopatica?), presenza o assenza di alterazioni all'EEG basale, presenza o assenza di fattori scatenanti le crisi noti (ad esempio, se sa che andrà incontro a reiterata deprivazione di sonno perché ha un neonato in casa non è il momento giusto di sospendere il farmaco perché il rischio di recidiva è più alto). È necessario inoltre sapere quali sono le altre patologie di cui soffre e quali sono gli altri farmaci che assume, perché anche questo influirà sul rischio di recidiva. D'altro canto se con lo specialista di riferimento valuterete che il rischio di recidiva è basso, visto anche il lungo periodo libero da crisi che ha trascorso, certamente vale la pena prendere in considerazione la diminuzione graduale della posologia del farmaco eventualmente fino alla sua sospensione. Le consiglio comunque di fare queste valutazioni con uno specialista che saprà guidarla nella scelta del giusto percorso per lei. Cordialità
La probabilità di una recidiva dipende da molti fattori e non è possibile darle una stima solo in base alle informazioni da lei fornite, in particolare il rischio di recidiva e la pericolosità della stessa dipendono da: tipo di crisi (generalizzate o focali), tipo di epilessia (è un'epilessia secondaria ad una alterazione strutturale cerebrale? Idiopatica?), presenza o assenza di alterazioni all'EEG basale, presenza o assenza di fattori scatenanti le crisi noti (ad esempio, se sa che andrà incontro a reiterata deprivazione di sonno perché ha un neonato in casa non è il momento giusto di sospendere il farmaco perché il rischio di recidiva è più alto). È necessario inoltre sapere quali sono le altre patologie di cui soffre e quali sono gli altri farmaci che assume, perché anche questo influirà sul rischio di recidiva. D'altro canto se con lo specialista di riferimento valuterete che il rischio di recidiva è basso, visto anche il lungo periodo libero da crisi che ha trascorso, certamente vale la pena prendere in considerazione la diminuzione graduale della posologia del farmaco eventualmente fino alla sua sospensione. Le consiglio comunque di fare queste valutazioni con uno specialista che saprà guidarla nella scelta del giusto percorso per lei. Cordialità
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