Salve, sono una ragazza di 21 anni, soffro da 5 mesi di problemi nelle zone basse. Iniziò tutto a Fe

Salve, sono una ragazza di 21 anni, soffro da 5 mesi di problemi nelle zone basse. Iniziò tutto a Febbraio, un giorno avevo strani bruciori intimi sono andata dalla ginecologa che mi ha trovato la candida e mi ha prescritto una cura con creme interna e ovuli. La cura aveva funzionato per metà, perché un po' aveva alleviato i bruciori, ma avvertivo problemi alla vescica dato che urinavo spesso. Vado a fare un'urinocoltura risultata positiva all'escherichia coli e un tampone vaginale positivo all'enterococco faecalis. Curo entrambi con due tipi diversi di antibiotici. A fine cura, i sintomi non erano spariti del tutto e a distanza di un paio di settimane (se non addirittura un mese e qualche giorno, non ricordo bene), rifaccio l'urinocoltura che risulta negativa e il tampone vaginale, in cui invece risulta come organismo selezionato, nuovamente escherichia coli. Ho preso per altri sei giorni il ciproxin, ma niente da fare, i sintomi non sono passati e il lieve bruciore e anche fastidio nell urinare è ancora lì. Non voglio ammazzarmi di antibiotici, infatti ho provato anche 30 pasticche naturali a base di D-mannosio, ma i sintomi permangono in vagina. Lei pensa che si possa trattare di vulvodinia? O semplicemente è ancora questo batterio che mi da fastidio? (Premetto che i rapporti non sono fonte di tanto dolore per me)

4 risposte


Ciao ti consiglio di ripetere l'urinocoltura, se non è stata fatta al termine del trattamento terapeutico e, di aggiungere un tampone uretrale, vaginale e cervicale, potrebbe ancora trattarsi di batteri già individuati.

Dott.ssa Stefania Alfieri

Dott.ssa Stefania Alfieri

ginecologo

San Lazzaro di Savena

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Concordo pienamente con la collega. Nel caso in cui tutti quegli accertamenti batteriologici venissero negativi, il sospetto di vulvodinia deve venire. Ma va accertata con appropriata visita gineologica.


Buongiorno, deve proseguire gli accertamenti, è importante affiancare al controllo medico, un counseling psicosessuologico all'interno del quale comprendere le esigenze del singolo e della coppia, al fine di ottenere una completa e soddisfacente sessualità per entrambi. In caso di vulvodinia, è privilegiato un approccio multidisciplinare (ginecologo, urologo, neurologo, sessuologo ecc.) mirato e personalizzato, ritagliato in base alle caratteristiche di ciascuna donna. Rimango a sua completa disposizione. Saluti. Dott. Aldo Marinacci


Buongiorno, sarebbe il caso di ripetere tamponi vaginali e urinocoltura e richiedere un antibiogramma per effettuare terapie mirate. Inoltre in questi casi è utile affiancare terapie integrative con lattobacilli. La vulvodinia è a mio parere secondaria.

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