Salve, sono stata operata di artrodesi lombare L3L4L5 lo scorso giugno, per stenosi congiuzionale, m
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Salve, sono stata operata di artrodesi lombare L3L4L5 lo scorso giugno, per stenosi congiuzionale, mi sembra si dica così,dopo circa tre mesi dall'intervento la situazione è peggiorata, il neurochirurgo che mi ha operata ha richiesto la risonanza magnetica e le radiografie , dalle quali non è emerso nulla di particolare, fatta eccezione di aderenze fibrotiche nei tessuti molli in sede chirurgica, ho un neurostimolatore midollare inserito lo scorso anno per una precedente artrodesi lombare sempre per stenosi in L3L4, anche in questo caso dopo un periodo di miglioramento la situazione peggiorò e mi fu consigliato il neurostimolatore midollare per le aderenze. Ad oggi non mi viene proposta alcuna alternativa, mi domando se per le aderenze che mi bloccano i muscoli vertebrali come se fossero incollati causandomi dolore e limitazioni non ci sia un' altra soluzione? Ho letto dell' idrodissezione ma nella mia regione in Campania non conosco nessun medico che utilizza questa procedura.
Buongiorno,
capisco benissimo la tua frustrazione: dopo due interventi e un neurostimolatore, ritrovarsi di nuovo con dolore e limitazioni muscolari è molto pesante. Provo a fare un po’ di chiarezza.
Cosa significano le “aderenze fibrotiche” dopo artrodesi?
Le aderenze sono tessuto cicatriziale che si forma nella zona operata.
Non sono pericolose, ma possono:
irrigidire i tessuti molli,
limitare il movimento,
irritare radici nervose,
dare una sensazione di “schiena bloccata”.
Purtroppo, sono tra le complicazioni più comuni dopo interventi spinali, e non sempre compaiono in risonanza in modo evidente, anche se clinicamente danno fastidio.
Esistono alternative al semplice “tenere così”?
Sì, anche se non sempre risolutive al 100%. Le possibilità includono:
1. Fisioterapia altamente specialistica post-chirurgica
Serve un fisioterapista che conosce bene:
trattamenti per aderenze cicatriziali,
mobilizzazione delle fasce,
esercizi di controllo motorio profondo.
Non è la fisioterapia “classica”: è un percorso mirato e spesso molto utile.
2. Terapia infiltrativa mirata (TAC- o RM-guidata)
In alcuni casi si possono trattare i punti di maggiore fibrosi con:
infiltrazioni antinfiammatorie,
corticosteroidi,
acido ialuronico,
PRP (in casi selezionati).
Non sciolgono totalmente le aderenze, ma riducono l’infiammazione e il dolore.
3. Rivalutazione del neurostimolatore
A volte è sufficiente:
una riparametrazione del dispositivo
oppure
una revisione della posizione degli elettrodi.
Il dolore da aderenze può variare nel tempo, quindi serve un controllo in elettrostimolazione.
4. Chirurgia di revisione (solo in casi molto selezionati)
Si prende in considerazione solo se c’è una compressione nervosa chiara o fallimento meccanico dell’artrodesi.
Da come descrivi, non sembra il tuo caso, e infatti i chirurghi non la stanno proponendo.
Idrodissezione: può servire davvero?
L’idrodissezione (separazione dei tessuti tramite liquido) viene usata soprattutto per aderenze periferiche (spalla, nervo mediano, muscoli superficiali).
Nella colonna post-chirurgica, soprattutto dopo artrodesi, ha un ruolo molto limitato e non sempre praticabile in sicurezza.
Non è considerata procedure standard per aderenze profonde post-operatorie come le tue.
Quindi non stai perdendo una grande opportunità: non è una tecnica di uso comune in questo contesto, nemmeno nelle regioni dove si esegue.
In sintesi
Le aderenze dopo artrodesi purtroppo sono frequenti.
Esistono però strategie conservative efficaci, soprattutto fisioterapia specialistica + ottimizzazione del neurostimolatore.
L’idrodissezione non è una soluzione standard né molto indicata per aderenze profonde post-chirurgiche della colonna.
Se vuoi, posso darti un parere più specifico se mi riporti il referto RM o mi descrivi esattamente dove senti dolore e come si comporta nei diversi movimenti.
Resto a disposizione!
Dott. Rosario Di Meo
Specialista Radiologo
capisco benissimo la tua frustrazione: dopo due interventi e un neurostimolatore, ritrovarsi di nuovo con dolore e limitazioni muscolari è molto pesante. Provo a fare un po’ di chiarezza.
Cosa significano le “aderenze fibrotiche” dopo artrodesi?
Le aderenze sono tessuto cicatriziale che si forma nella zona operata.
Non sono pericolose, ma possono:
irrigidire i tessuti molli,
limitare il movimento,
irritare radici nervose,
dare una sensazione di “schiena bloccata”.
Purtroppo, sono tra le complicazioni più comuni dopo interventi spinali, e non sempre compaiono in risonanza in modo evidente, anche se clinicamente danno fastidio.
Esistono alternative al semplice “tenere così”?
Sì, anche se non sempre risolutive al 100%. Le possibilità includono:
1. Fisioterapia altamente specialistica post-chirurgica
Serve un fisioterapista che conosce bene:
trattamenti per aderenze cicatriziali,
mobilizzazione delle fasce,
esercizi di controllo motorio profondo.
Non è la fisioterapia “classica”: è un percorso mirato e spesso molto utile.
2. Terapia infiltrativa mirata (TAC- o RM-guidata)
In alcuni casi si possono trattare i punti di maggiore fibrosi con:
infiltrazioni antinfiammatorie,
corticosteroidi,
acido ialuronico,
PRP (in casi selezionati).
Non sciolgono totalmente le aderenze, ma riducono l’infiammazione e il dolore.
3. Rivalutazione del neurostimolatore
A volte è sufficiente:
una riparametrazione del dispositivo
oppure
una revisione della posizione degli elettrodi.
Il dolore da aderenze può variare nel tempo, quindi serve un controllo in elettrostimolazione.
4. Chirurgia di revisione (solo in casi molto selezionati)
Si prende in considerazione solo se c’è una compressione nervosa chiara o fallimento meccanico dell’artrodesi.
Da come descrivi, non sembra il tuo caso, e infatti i chirurghi non la stanno proponendo.
Idrodissezione: può servire davvero?
L’idrodissezione (separazione dei tessuti tramite liquido) viene usata soprattutto per aderenze periferiche (spalla, nervo mediano, muscoli superficiali).
Nella colonna post-chirurgica, soprattutto dopo artrodesi, ha un ruolo molto limitato e non sempre praticabile in sicurezza.
Non è considerata procedure standard per aderenze profonde post-operatorie come le tue.
Quindi non stai perdendo una grande opportunità: non è una tecnica di uso comune in questo contesto, nemmeno nelle regioni dove si esegue.
In sintesi
Le aderenze dopo artrodesi purtroppo sono frequenti.
Esistono però strategie conservative efficaci, soprattutto fisioterapia specialistica + ottimizzazione del neurostimolatore.
L’idrodissezione non è una soluzione standard né molto indicata per aderenze profonde post-chirurgiche della colonna.
Se vuoi, posso darti un parere più specifico se mi riporti il referto RM o mi descrivi esattamente dove senti dolore e come si comporta nei diversi movimenti.
Resto a disposizione!
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