Salve, Sono mamma di 2 figli avuti con cesareo. Durante il secondo cesareo sono state riscontrate d
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risposte
Salve,
Sono mamma di 2 figli avuti con cesareo. Durante il secondo cesareo sono state riscontrate diverse aderenze. Da allora son passati 3 anni e mi piacerebbe avere una terza gravidanza, ma il rischio del terzo cesareo è reale.
Mi chiedo se sia il caso di rischiare, considerando anche che ho 40 anni, utero fibromatoso, diastasi di 6 cm con ernia ombelicale...
Quali sono effettivamente i rischi sia per mamma che per bambino?
Grazie
Sono mamma di 2 figli avuti con cesareo. Durante il secondo cesareo sono state riscontrate diverse aderenze. Da allora son passati 3 anni e mi piacerebbe avere una terza gravidanza, ma il rischio del terzo cesareo è reale.
Mi chiedo se sia il caso di rischiare, considerando anche che ho 40 anni, utero fibromatoso, diastasi di 6 cm con ernia ombelicale...
Quali sono effettivamente i rischi sia per mamma che per bambino?
Grazie
Gentile Paziente,
le possibili complicanze, in particolare per quanto riguarda la localizzazione e l'adesione eccessiva all'utero della placenta, aumentano purtroppo con il numero dei tagli cesareo eseguiti. Le consiglio di eseguire un colloquio con il Ginecologo di riferimento che conosce la sua storia clinica per discutere nel dettaglio i rischi materno e fetali correlati ad ulteriori eventuali gravidanze.
Un caro saluto.
le possibili complicanze, in particolare per quanto riguarda la localizzazione e l'adesione eccessiva all'utero della placenta, aumentano purtroppo con il numero dei tagli cesareo eseguiti. Le consiglio di eseguire un colloquio con il Ginecologo di riferimento che conosce la sua storia clinica per discutere nel dettaglio i rischi materno e fetali correlati ad ulteriori eventuali gravidanze.
Un caro saluto.
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Salve,
la sua è una domanda molto comprensibile e posta con grande lucidità. Provo a risponderle in modo chiaro e diretto, distinguendo rischi reali, fattori che aumentano il rischio e come si valuta concretamente se tentare o meno una terza gravidanza.
La terza gravidanza dopo due cesarei con aderenze è possibile, ma non è una gravidanza “a basso rischio”. Nel suo caso specifico i fattori di rischio si sommano e questo richiede una valutazione molto accurata e personalizzata.
Distinguiamo i rischi per la mamma che sono rappresentati dalle aderenze chirurgiche riscontrate al secondo cesareo. Queste indicano che un terzo intervento sarebbe tecnicamente più complesso perché aumentano i rischi di lesioni a vescica o intestino, intervento più lungo, sanguinamento importante con possibilità di trasfusioni.
Consideri che ad ogni cesareo successivo, le aderenze tendono ad aumentare come il rischio di placenta anomala. Inoltre dopo due cesarei aumenta anche il rischio di placenta previa e altre anomalie placentari che possono comportare anche emorragia grave, parto anticipato e possibile isterectomia d’urgenza (asportazione dell’utero).
Non è un divieto ma la sua età (40 anni) è un fattore aggravante che può comportare la comparsa di ipertensione e preeclampsia, diabete gestazionale, parto pretermine.
A tutto ciò se aggiunge che l’utero è fibromatoso il rischio di aborto aumenta oltre al fatto che questa condizione ostacola l’impianto dell’embrione e rende il cesareo più complesso e sanguinante
La gravidanza può peggiorare sia la diastasi, soprattutto se è di 6 cm, che l’ernia ernia ombelicale
I rischi per il bambino sono sia indiretti perché legati alla salute materna sia diretti come il basso peso alla nascita, un possibile distress fetale in caso di placenta patologica e una maggiore probabilità di ricovero in neonatologia. Comunque non aumenta di per sé il rischio di malformazioni, se non per l’età materna (per cui oggi esistono ottimi test di screening).
In conclusione non si può dire “non lo faccia” ma neanche “vada tranquilla”.
La gravidanza non è proibita ma è una gravidanza ad alto rischio ostetrico.
Perciò le consiglio vivamente, qualora decidesse procedere ad una gravidanza, di rivolgersi ad un centro di 3° livello e ad un ginecologo esperto in chirurgia complessa per avere una stima reale (non teorica) del rischio nel suo caso.
Ultima, ma non in assoluto la meno importante, l’aspetto psicologico nel quale va valutato con l’aiuto di un esperto nel settore, il reale desiderio di maternità, l’accettazione consapevole di un rischio maggiore e quanto la serenità emotiva possa essere il più possibile presente durante la gravidanza.
Non esiste una risposta “giusta” in assoluto.
Esiste una scelta informata.
la sua è una domanda molto comprensibile e posta con grande lucidità. Provo a risponderle in modo chiaro e diretto, distinguendo rischi reali, fattori che aumentano il rischio e come si valuta concretamente se tentare o meno una terza gravidanza.
La terza gravidanza dopo due cesarei con aderenze è possibile, ma non è una gravidanza “a basso rischio”. Nel suo caso specifico i fattori di rischio si sommano e questo richiede una valutazione molto accurata e personalizzata.
Distinguiamo i rischi per la mamma che sono rappresentati dalle aderenze chirurgiche riscontrate al secondo cesareo. Queste indicano che un terzo intervento sarebbe tecnicamente più complesso perché aumentano i rischi di lesioni a vescica o intestino, intervento più lungo, sanguinamento importante con possibilità di trasfusioni.
Consideri che ad ogni cesareo successivo, le aderenze tendono ad aumentare come il rischio di placenta anomala. Inoltre dopo due cesarei aumenta anche il rischio di placenta previa e altre anomalie placentari che possono comportare anche emorragia grave, parto anticipato e possibile isterectomia d’urgenza (asportazione dell’utero).
Non è un divieto ma la sua età (40 anni) è un fattore aggravante che può comportare la comparsa di ipertensione e preeclampsia, diabete gestazionale, parto pretermine.
A tutto ciò se aggiunge che l’utero è fibromatoso il rischio di aborto aumenta oltre al fatto che questa condizione ostacola l’impianto dell’embrione e rende il cesareo più complesso e sanguinante
La gravidanza può peggiorare sia la diastasi, soprattutto se è di 6 cm, che l’ernia ernia ombelicale
I rischi per il bambino sono sia indiretti perché legati alla salute materna sia diretti come il basso peso alla nascita, un possibile distress fetale in caso di placenta patologica e una maggiore probabilità di ricovero in neonatologia. Comunque non aumenta di per sé il rischio di malformazioni, se non per l’età materna (per cui oggi esistono ottimi test di screening).
In conclusione non si può dire “non lo faccia” ma neanche “vada tranquilla”.
La gravidanza non è proibita ma è una gravidanza ad alto rischio ostetrico.
Perciò le consiglio vivamente, qualora decidesse procedere ad una gravidanza, di rivolgersi ad un centro di 3° livello e ad un ginecologo esperto in chirurgia complessa per avere una stima reale (non teorica) del rischio nel suo caso.
Ultima, ma non in assoluto la meno importante, l’aspetto psicologico nel quale va valutato con l’aiuto di un esperto nel settore, il reale desiderio di maternità, l’accettazione consapevole di un rischio maggiore e quanto la serenità emotiva possa essere il più possibile presente durante la gravidanza.
Non esiste una risposta “giusta” in assoluto.
Esiste una scelta informata.
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