Salve, sono 2 mesi che ho fatto la visita dallo psichiatra che mi ha prescritto un antidepressivo al
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Salve, sono 2 mesi che ho fatto la visita dallo psichiatra che mi ha prescritto un antidepressivo al mattino e la sera una pastiglia per dormire.
IL mio problema è che IO non ho iniziato la terapia, perché non accetto di prenderli ,perché al pensiero di prenderli e stare bene mi fa sentire in colpa. E come se io devo soffrire, che così magari provo meno sensi di colpa (per una cosa che è successo a mia figlia, e so di non essere stata una brava mamma ,perché non me ne sono accorta di quello che è successo).Problema è che adesso ho la visita dallo psichiatra per vedere come sta andando, oggi mi ha chiamato ho provato a spiegare perché non li ho prese le medicine e ci siamo messi d'accordo che da lunedì IO inizio a prenderli e LEI mi chiama per vedere se li prendo. Subito sono stata d'accordo, solo che adesso io non voglio iniziare questa cosa .come faccio???HO pensato che lunedì non gli rispondo al telefono, ma non voglio essere maleducata.cosa mi sta succedendo???
IL mio problema è che IO non ho iniziato la terapia, perché non accetto di prenderli ,perché al pensiero di prenderli e stare bene mi fa sentire in colpa. E come se io devo soffrire, che così magari provo meno sensi di colpa (per una cosa che è successo a mia figlia, e so di non essere stata una brava mamma ,perché non me ne sono accorta di quello che è successo).Problema è che adesso ho la visita dallo psichiatra per vedere come sta andando, oggi mi ha chiamato ho provato a spiegare perché non li ho prese le medicine e ci siamo messi d'accordo che da lunedì IO inizio a prenderli e LEI mi chiama per vedere se li prendo. Subito sono stata d'accordo, solo che adesso io non voglio iniziare questa cosa .come faccio???HO pensato che lunedì non gli rispondo al telefono, ma non voglio essere maleducata.cosa mi sta succedendo???
Lei mostra un'ottima capacità di autoanalisi, riconoscendo dinamiche che comunque andrebbero confermate e approfondite attraverso un percorso psicoterapico. Non si nasconda, risponda al suo psichiatra e sia quanto più aperta e sincera possibile. Saluti
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Complimenti per aver condiviso con sincerità i suoi pensieri, non è mai semplice provare a togliersi qualche filtro e dare voce anche alle parti più oscure della nostra mente, che spesso nemmeno ci permettiamo di ascoltare.
Questa stessa sincerità e schiettezza, però, sono e devono essere alla base della sua relazione con la sua psichiatra. E' importante che ci sia un'ambiente ed un clima di comunicazione aperta e non giudicante e, il primo passo è spesso quello di provarci, testare il terreno e tentare di dare voce a tutte le parti di sé.
In merito al tema centrale della sua richiesta: ci sono tanti motivi per cui una persona può avere difficoltà nell'intraprendere una terapia farmacologica (paura? preoccupazione? distraibilità? ritmi giornalieri disregolati? ecc.), ma nel suo caso specifico è importante ricordarsi di questo: l'eccessivo senso di colpa diretto verso di sé è un sintomo della depressione.
La depressione è una sindrome complessa che è in grado di modificare il modo in cui pensiamo e vediamo il mondo, ma, spesso, è difficile "vedersi dal di fuori" e notare che abitualmente non ci comporteremmo in un certo modo, ma è la depressione a guidare le nostre azioni e i nostri pensieri.
E', dunque, fondamentale cercare di affrontare i sintomi della depressione per poi scoprire quali parti di sé, magari più vulnerabili, possono giovare di un intervento di sostegno psicoterapico per migliorare nell'affrontare le difficoltà.
Discuta con questi aspetti con la sua psichiatra: sincerità e schiettezza nella relazione terapeutica, segni e sintomi della depressione, applicabilità di un protocollo congiunto di trattamento psicoterapico
Questa stessa sincerità e schiettezza, però, sono e devono essere alla base della sua relazione con la sua psichiatra. E' importante che ci sia un'ambiente ed un clima di comunicazione aperta e non giudicante e, il primo passo è spesso quello di provarci, testare il terreno e tentare di dare voce a tutte le parti di sé.
In merito al tema centrale della sua richiesta: ci sono tanti motivi per cui una persona può avere difficoltà nell'intraprendere una terapia farmacologica (paura? preoccupazione? distraibilità? ritmi giornalieri disregolati? ecc.), ma nel suo caso specifico è importante ricordarsi di questo: l'eccessivo senso di colpa diretto verso di sé è un sintomo della depressione.
La depressione è una sindrome complessa che è in grado di modificare il modo in cui pensiamo e vediamo il mondo, ma, spesso, è difficile "vedersi dal di fuori" e notare che abitualmente non ci comporteremmo in un certo modo, ma è la depressione a guidare le nostre azioni e i nostri pensieri.
E', dunque, fondamentale cercare di affrontare i sintomi della depressione per poi scoprire quali parti di sé, magari più vulnerabili, possono giovare di un intervento di sostegno psicoterapico per migliorare nell'affrontare le difficoltà.
Discuta con questi aspetti con la sua psichiatra: sincerità e schiettezza nella relazione terapeutica, segni e sintomi della depressione, applicabilità di un protocollo congiunto di trattamento psicoterapico
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