Salve ,soffro di bulimia nervosa con vomito autoindotto da 30 anni ; ho fatto tantissime psicoterap
Salve ,soffro di bulimia nervosa con vomito autoindotto da 30 anni ; ho fatto tantissime psicoterapie che nn mi hanno dato nessun aiuto. Ora sono andata da uno psichiatra che mi ha prescritto Fluoxetina; sono un soggetto molto ansioso e leggendo il bugiardino ho letto diversieffetti collaterali alcuni molto forti e pericolosi e ora ho timore a prenderla .Potete dirmi esattamente che cosa succede quando si assume questo farmaco ? come può far passare il bisogno di ingurgitarsi ? grazie ovviamente chiamerò anche la mia psico ma è fuiri sede per alcuni gg
2 risposte
Be il farmaco e'sicuramente innocuo ... certo e' che il disturbo e' diciamo impegnativo, soprattutto dal punto di vista farmacologico ....
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Gentile utente, la sua domanda è più che legittima, e la comprendo, specie dopo un percorso così lungo e faticoso come il suo. La fluoxetina è uno dei pochissimi farmaci che ha dimostrato una reale efficacia nel trattamento della bulimia nervosa, proprio perché può ridurre in modo significativo la frequenza di abbuffate e vomito autoindotto. Non agisce “spegnendo” il sintomo, ma modificando gradualmente alcune componenti neurobiologiche legate all’impulsività, al bisogno di controllo e alla regolazione emotiva. Quando si inizia un farmaco, è normale leggere il foglietto illustrativo con timore. Ma va detto che molti effetti collaterali riportati sono rari, e la fluoxetina è tra gli antidepressivi più studiati e utilizzati al mondo, anche in persone giovani e in disturbi legati all’alimentazione. È interessante notare come, in alcuni casi, l'effetto sul bisogno compulsivo di ingurgitare cibo non sia legato a un sedativo “che spegne la fame”, ma a un progressivo riequilibrio della percezione interna di sé. In altri casi, invece, è proprio il modo in cui il farmaco “toglie pressione” al sintomo a rendere poi possibile un nuovo modo di lavorare anche in psicoterapia. Come funziona? In termini semplici agisce sulla serotonina, un neurotrasmettitore coinvolto nella regolazione dell’umore, dell’impulsività, del senso di sazietà e del comportamento alimentare. Inoltre riduce l’urgenza compulsiva che porta a ingurgitare cibo in modo incontrollato e, nel tempo, può calmare l’ansia anticipatoria, che spesso precede gli episodi. Ad ogni modo, ogni storia è diversa, e il modo in cui un farmaco interagisce con la persona lo è ancora di più. Capire cosa succede davvero quando si assume una molecola come la fluoxetina, in una mente già sensibile e affaticata, è una parte fondamentale del lavoro da fare con il terapeuta. Resto a disposizione, Cordialmente Dr. Gianvito Elicio Psichiatra, Psicoterapeuta
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.

