Salve, pochi giorni fa ho avuto un secondo episodio di fibrillazione atriale riconvertita con defibr
Salve, pochi giorni fa ho avuto un secondo episodio di fibrillazione atriale riconvertita con defibrillatore. Dopo il primo episodio ho effettuato diversi accertamenti ed ho scoperto di avere un'ernia iatale che va a premere sul cuore. Dopo questa diagnosi ho cercato di seguire un regime alimentare più equilibrato. Prima di questo secondo episodio mi ero un pochino lasciato andare. I dottori che mi hanno visitato al pronto soccorso mi hanno suggerito un intervento di ablazione. Secondo il suo parere è più opportuno intervenire sull'elettrofisiologia del cuore o sull'ernia? Nel caso quest'ultima aumentasse nel tempo non potrebbe, anche dopo un'ablazione, ricominciare ad interferire sul cuore? Un'ultima domanda (mi scusi per la prolissità): qual è la qualità di vita dopo un intervento di ablazione? Le aspettative di vita sono le stesse di un individuo non operato? Grazie anticipatamente
1 risposta
I disturbi dello stomaco e soprattutto ernia iatale possono, in teoria, scatenare disturbi del ritmo cardiaco tra cui la fibrillazione atriale. Quindi, innanzitutto io regolerei il ritmo cardiaco con i farmaci, poi curerei l'ernia iatale. Ovviamente la fibrillazione atriale ( se rimane un unico episodio) rimane come una spia da tenere in osservazione. Riguardo la domanda sull'ablazione, se avvenuta con successo, dopo la vita diventa assolutamente normale, pur con un minimo rischio di recidiva.
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