Salve, mi è stata diagnosticata una malattia psichiatrica. Di recente mi sono recato al CIM e lo psi

2 risposte
Salve, mi è stata diagnosticata una malattia psichiatrica. Di recente mi sono recato al CIM e lo psichiatra ha escluso che io possa avere il disturbo che mi è stato diagnosticato dal precedente psichiatra e starebbe vagliando diversi disturbi che potrebbero interessarmi. Ha ancora dei dubbi. Io devo presentare il certificato anamnestico a lavoro e la data della seconda visita per approfondire e arrivare al disturbo che mi riguarda e fare la diagnosi, chiaramente non posso sapere se ci saranno altre visite, è successiva al giorno della.visita col medico del lavoro. Mi stavo chiedendo cosa succede al certificato anamnestico. Se ci sarà ancora il primo disturbo segnato visto che il dottore è in uno stato di dubbio su quello che mi riguarda, escluso il precedente, posso presentare il certificato dal medico del lavoro?
Dr. Rodolfo Pessina
Psichiatra, Sessuologo
Milano
Buongiorno, secondo il mio parere e la mia esperienza in CIM è possibile chiedere al medico del lavoro di effettuare una visita preliminare spiegandogli che al momento si sta seguendo un percorso diagnostico presso i servizi di salute mentale pubblici. Successivamente è possibile portare la documentazione richiesta da parte del CIM, anche in maniera estemporanea, perchè venga aggiunta alla propria cartella clinica.

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Dr. Matteo Innocenti
Psichiatra, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Firenze
Buonasera, capisco il dubbio. In genere il certificato anamnestico riporta le informazioni disponibili al momento della compilazione, e può essere aggiornato successivamente quando la valutazione diagnostica è più chiara. Se il nuovo specialista sta rivalutando la diagnosi, è normale che ci sia una fase di incertezza: le diagnosi psichiatriche richiedono tempo e non sempre coincidono da un professionista all’altro in una fase iniziale. Per quanto riguarda la documentazione da presentare al medico del lavoro, di solito ci si attiene a ciò che è stato redatto ufficialmente, ma è importante chiedere indicazioni specifiche al professionista che la sta seguendo in questa fase, perché la scelta dipende dal quadro clinico e dalla procedura prevista. Un saluto.

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