salve, i rischi (lacerazione vena cava, migrazione filtro, embolizzazione) associati alla rimozione
salve, i rischi (lacerazione vena cava, migrazione filtro, embolizzazione) associati alla rimozione del filtro cavale sono maggiori per un paziente di 70 anni che soffre di ipertensione e insufficienza renale cronica (quindi penso che potrebbe avere calcificazioni )?
3 risposte
Buonasera, Le patologie da lei indicate non rappresentano di per se fattori di rischio ulteriori alla rimozione di un filtro cavale (dispositivo posizionato in vena cana inferiore sottorenale). Sarebbe opportuno approfondire durante la visita medica quanto tempo fa è stato posizionato e eseguire un angio-TC in modo da valutare la presenza di trombi o dislocazioni, prima della rimozione. Se mantenuto per tempi adeguati non ho mai visto calcificazioni annesse al filtro. Le calcificazioni date da insufficienza renale e ipertensione riguardano il distretto arterioso.
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Le calcificazioni della vena cava sono estremamente rare e non rappresentano un rischio per l'estrazione del filtro. La possibilità di rottura del filtro cavale in fase di rimozione endovascolare dipende dal tempo trascorso dall'impianto.
Salve. Le complicanze della rimozione del filtro cavale (lacerazione della cava, migrazione, embolizzazione) sono possibili in tutti i pazienti, ma in un soggetto di 70 anni con ipertensione e insufficienza renale cronica i rischi procedurali possono essere incrementati: l'ipertensione aumenta il rischio di sanguinamento e le calcificazioni vascolari, più frequenti in questi pazienti, possono rendere le strutture più fragili. Tuttavia, la valutazione definitiva del rischio/beneficio va effettuata dal radiologo interventista e dal team medico, che considereranno anche il rischio tromboembolico nel caso in cui il filtro rimanga in situ. Per una valutazione completa del caso, può prenotare una consulenza online tramite il mio profilo MioDottore.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.

