Salve. Ho una bambina di tre anni che va all'asilo nido da settembre scorso, quindi da quando ha 2
Salve. Ho una bambina di tre anni che va all'asilo nido da settembre scorso, quindi da quando ha 2 anni. L'inserimento è andato bene, all'inizio ci dicevano che era difficile farle rispettare le regole, ma poi la situazione è migliorata. All'ultimo colloquio, invece, ci hanno detto che è una bambina che ha una capacità di linguaggio ben sopra la media, ha un modo bello e molto fantasioso di giocare, insomma, bene su tutto, ma sul rispetto delle regole e dei tempi è peggiorata anziché migliorare, secondo le maestre complice anche il fatto che è stata molto molto assente tra malattie varie e per oltre un mese l'abbiamo tenuta a casa perché siamo andati via. A casa noto che è diventata più capricciosa e molto testarda. Ad esempio, se le si dice di mettere a posto i giochi, ci si può impiegare anche mezz'ora per convincerla magari a spostare due cose. "No" è diventata la sua parola preferita. Il problema in pratica è solo che è disobbediente. Per il resto è simpatica, affettuosa, espansiva... È normale che a 3 anni i bambini siano oppositivi? Cosa si può fare e quanto dura questa fase? Non nascondo che tante volte ci porta ad alzare la voce e a darle qualche sculacciata. Per quanto riguarda il modo di giocare abbiamo notato che fino ad un po' di mesi fa era caotico, prendeva un gioco per un minuto e poi lo mollava subito per passare ad altro e così via. Ora invece si concentra bene sulle singole attività. Ad esempio, se si mette a giocare con la cucinetta o con le etichette si perde via per un bel po' di tempo. Rimane comunque una bimba vivace. Grazie.
1 risposta
Una bambina di 3 anni può manifestare comportamenti oppositivi tipici della sua fase di sviluppo. Spiegare le regole in modo chiaro semplice e coerente può aiutare, come pure lodare quando le regole sono rispettate. Se tali comportamenti dovessero persistere, diventare molto frequenti anche in contesti diversi e causare problemi significativi, sarà opportuno rivolgersi ad un neuropsichiatra infantile per una diagnosi differenziale e, nel caso di un Disturbo oppositivo-provocatorio, prevedere un intervento specifico
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