Salve! Ho 37 anni, soffro d'ansia da circa 4 anni e sono entrata al nono mese di gravidanza. Nonosta
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Salve! Ho 37 anni, soffro d'ansia da circa 4 anni e sono entrata al nono mese di gravidanza. Nonostante il mio disturbo, sono riuscita a portare avanti molto bene la gravidanza , considerando anche che in precedenza ho avuto un aborto e questo non ha giocato a mio favore. Ultimamente però l'ansia si sta ripresentando con crisi talvolta incontrollabili, tutto è iniziato quando la mia ginecologa, parlando di parto, mi ha detto che essendo un soggetto ansioso sono una buona candidata a farmi bloccare il travaglio. Da lì , circa una settimana fa , ho passato giorni terribili in preda alla paura e all'angoscia. La più grande paura è quella di poter nuocere in qualche modo al mio bambino al momento del parto. So che per motivi psicologici come il mio potrei richiedere un cesareo attraverso un certificato rilasciatomi da uno psicologo. Ma riconosco che è una scelta difficile e vorrei capire bene quale tipo di parto è meno rischioso per il mio bimbo e opportuno nel mio caso. Una parte di me non vorrebbe "sconti", mi spinge a provarci quanto meno, l'altra ha paura di farsi prendere dal panico nel momento in cui mio figlio vorrà nascere.
Buonasera!
Quella che ha descritta è una situazione delicata a cui personalmente non mi sento di rispondere con un semplice messaggio senza conoscerla, in quanto ogni situazione è diversa.
Il mio consiglio è di rivolgersi ad un'ostetrica, se ha piacere anche a me, per effettuare un colloquio conoscitivo e valutare insieme i pro ed i contro delle possibilità da lei espresse.
Mi dispiace non poter essere maggiormente d'aiuto via messaggio e le auguro che tutto proceda al meglio!
Quella che ha descritta è una situazione delicata a cui personalmente non mi sento di rispondere con un semplice messaggio senza conoscerla, in quanto ogni situazione è diversa.
Il mio consiglio è di rivolgersi ad un'ostetrica, se ha piacere anche a me, per effettuare un colloquio conoscitivo e valutare insieme i pro ed i contro delle possibilità da lei espresse.
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Buongiorno, nelle situazioni come la sua è molto difficile, se non poco professionale, rispondere tramite chat o domanda fatta in rete. Il mio consiglio è quello di rivolgersi a una collega della sua zona per ricevere un parere basato sulla conoscenza della sua storia personale. Questo tipo di situazioni hanno necessità di un counselling adeguato e personalizzato su di lei. Le auguro il meglio!
Salve , arrivare al nono mese con una storia di ansia e dopo un aborto, portando avanti bene la gravidanza, è già un grande risultato. È normale che l’avvicinarsi del parto riattivi le paure: non significa che non sarai in grado di affrontarlo né che il tuo stato emotivo possa nuocere al bambino.
L’ansia non blocca automaticamente il travaglio e non mette in pericolo il piccolo. Quello che conta davvero è che tu ti senta al sicuro e sostenuta. Per il neonato, in generale, il parto vaginale è la via più fisiologica, ma il taglio cesareo è una modalità altrettanto sicura quando è indicata, anche per motivi psicologici importanti.
La scelta non è una “prova di coraggio” né uno “sconto”: è un percorso da costruire insieme ai professionisti che ti seguono, valutando il tuo benessere emotivo, le strategie per gestire l’ansia (preparazione al parto, analgesia, presenza di una persona di fiducia) e le condizioni cliniche.
Parlane apertamente con ginecologa, ostetrica e – se puoi – con uno psicologo per arrivare al parto con un piano che ti faccia sentire protetta. Una mamma serena è sempre la cosa più sicura per il suo bambino.
L’ansia non blocca automaticamente il travaglio e non mette in pericolo il piccolo. Quello che conta davvero è che tu ti senta al sicuro e sostenuta. Per il neonato, in generale, il parto vaginale è la via più fisiologica, ma il taglio cesareo è una modalità altrettanto sicura quando è indicata, anche per motivi psicologici importanti.
La scelta non è una “prova di coraggio” né uno “sconto”: è un percorso da costruire insieme ai professionisti che ti seguono, valutando il tuo benessere emotivo, le strategie per gestire l’ansia (preparazione al parto, analgesia, presenza di una persona di fiducia) e le condizioni cliniche.
Parlane apertamente con ginecologa, ostetrica e – se puoi – con uno psicologo per arrivare al parto con un piano che ti faccia sentire protetta. Una mamma serena è sempre la cosa più sicura per il suo bambino.
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