Salve, ho 21 anni e sto insieme alla mia ragazza da circa due mesi. Nelle prime settimane abbiamo pr
Salve, ho 21 anni e sto insieme alla mia ragazza da circa due mesi. Nelle prime settimane abbiamo provato ad avere dei rapporti, ma ho avuto problemi a mantenere l’erezione. Penso che la causa possa essere soprattutto l’ansia e il fatto che durante il rapporto mi faccio troppi problemi e finisco per pensare continuamente a quello che sta succedendo. Dopo i primi episodi è capitato di nuovo e, da quel momento, abbiamo praticamente smesso di provare ad avere rapporti perché entrambi abbiamo la paura che possa succedere ancora. Questa cosa mi sta facendo anche venire dei dubbi sul fatto che lei mi piaccia davvero, anche se razionalmente penso che non sia così. Ho già provato a parlarne con un sessuologo, ma purtroppo non ho ottenuto i risultati che speravo. Per questo stavo pensando di andare da un andrologo e capire se, secondo lui, possa avere senso utilizzare per un periodo un farmaco per la disfunzione erettile, magari anche solo per avere un po’ più di sicurezza e riuscire a superare questo blocco. Secondo voi, in una situazione del genere, un andrologo potrebbe eventualmente prescrivere questi farmaci, se ritiene che possano essere utili? O in casi come questo si tende a intervenire principalmente sull’ansia da prestazione?
1 risposta
Lei espone un quadro stresso-emotivo, relativamente frequente e che può in sé essere la ragione della sua disfunzione erettile... soprattutto perché le prove descritte non fanno altro che accentuare tale stato. E' anche possibile che tale stress possa aver accentuato aspetti già esistenti. Pertanto è corretto rivolgersi ad un buon andrologo che valuterà le sue condizioni complessive dovrà eseguire i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e, nel caso, generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. La attenta interpretazione andrologica e integrata dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica. Non abbia fretta ad avere un tamponamento della situazione... meglio portare un po' di pazienza, avere una adeguata e corretta diagnsoi di causa da cui poi la strategia terapeutica.
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