Salve dottori, soffro di un doc molto invasivo e sfaccettato che, soprattutto per quanto riguarda i

2 risposte
Salve dottori,
soffro di un doc molto invasivo e sfaccettato che, soprattutto per quanto riguarda il pensiero ossessivo, mi causa sofferenze indicibili.
Nonostante ciò, con con i farmaci tutto diventa molto più gestibile.

Sono 5 anni che assumo psicofarmaci vari, qualche miglioramento, ma una volta staccati in poco tempo tutto torna come prima.

In cinque anni di farmaci per fortuna non hai mai avuto particolari problemi neanche durante il trattamento.
Ma è successo ora che dopo l'interruzione dell'ultimo ciclo di fluvoxamina agosto -settembre, avverto per la prima volta in vita mia cose molto strane come mancanza di libido e, dopo l'interruzione a inizio ottobre, realizzo che la mia sessualita' era cambiata radicalmente.

Da allora i tempi dell'orgasmo si erano allungati in maniera incredibile, riuscivo a mantenerlo e a gestire tutto meglio.

È stato probabilmente il periodo più sessualmente soddisfacente della mia vita, ma segno che qualcosa di importante questi farmaci avevano iniziato a fare.

Poi di nuovo Olanzapina e soprattutto Lyrica, 10 giorni di questa e per 4 giorni non mi sento più il pene.
Lo interrompo, la sensibilità torna, ma nulla sarà più come prima.

Inizio a mastrubarmi e a percepire tutto molto duro, fatica enorme, proprio impossibilita' a volte a provare piacere e a raggiungere l'orgasmo, figuriamoci a mantenere l'erezione.
Libido e attrazione sessuale intatte però per fortuna.
Tornate eiaculazione precoce e disfunzione erettile.

Sento cose strane, strani "rumori", a livello genitale. Mai sofferto propriamente di depressione.

Dunque, sospetto che si tratti di Pssd, spero in regressione, anche se ovviamente nessuno conosce questa condizione che può presentarsi in tantissimi modi diversi.

Poi mi è stata introdotta la perfenazina, ma studiando un po' mi son reso conto che essa è particolarmente forte nell'inibire la sessualita', cosa di cui ha preso atto anche il mio medico.

Ma in soldoni la questione è che adesso io mi sento in costante pericolo qualsiasi cosa prenda e dunque sono alla ricerca dei farmaci piu' sicuri possibili.

Premetto che io ho assunto come Antipsicotici haldol, risperidone e provato ad introdurre aripripazolo, ma con il risultato che ho passato giorni e giorni a vagare per casa senza pace, non riuscendo a stare fermo.

Io avevo proposto un altro Antipsicotico, sulla carta, molto più neutro sulla sessualita', il mio curante ha ritenuto di prescrivermi lurasidone.
Ora, il lurasidone ho letto che è parecchio attivante e che non è mai questo grande top player nei confronti delle ossessioni, nel mio caso sospetto che possa fare poco e addirittura peggiorarmela questa mia mente rischiando anche di più con la sessualita'.

Mi dicono che a questo punto sia meglio la perfenazina.

Ovviamente ho intenzione di seguire colui che è comunque il mio curante da mesi, ma cerco opinioni oneste in quanto si tratta potenzialmente di vita o di morte.

Grazie
Dr. Fabio M. P. Tortorelli
Psichiatra, Psicoterapeuta
Roma
Gentile utente,

La sospetta PSSD (disfunzione sessuale post-SSRI), con sintomi come riduzione della libido, difficoltà erettili e alterazioni del piacere dopo fluvoxamina, olanzapina e pregabalin (Lyrica), è una condizione per la quale gli studi non sono ancora definitivi in merito alla possibilità che possa essere riconosciuta come disturbo in quanto tale, perchè si è osservato che, in questi casi, spesso la causa della disfunzione erettile è differente dalla sospensione degli SSRI.

La perfenazina può effettivamente influire sulla sfera sessuale, e il lurasidone, proposto dal tuo curante, è un antipsicotico atipico con un profilo generalmente più neutro sulla sessualità rispetto ad altri.

Tuttavia, può essere attivante in alcuni pazienti , causando irrequietezza o insonnia, anche se è meno probabile che aggravi le ossessioni rispetto ad aripiprazolo, che hai trovato intollerabile.

La gestione del DOC richiede un equilibrio delicato, e il lurasidone potrebbe aiutare a contenere i pensieri ossessivi, con effetti visibili in 4-6 settimane.

Ti consiglio di condividere apertamente con uno specialista in psichiatria i timori sulla disfunzione sessuale e l’attivazione mentale, per valutare dosaggi o alternative.

La tua salute sessuale e il sonno sono priorità, e una visita diretta è fondamentale per personalizzare la terapia.

Un caro saluto, resto a disposizione per eventuali necessità

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Dr. Matteo Innocenti
Psichiatra, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Firenze
Gentile utente,
grazie per aver condiviso con grande lucidità e profondità il suo vissuto. Le sue parole esprimono non solo la complessità del disturbo ossessivo-compulsivo con cui convive, ma anche l’estrema attenzione e consapevolezza con cui ha affrontato le terapie farmacologiche negli anni.

È evidente che ha compiuto un grande sforzo per osservare e comprendere gli effetti dei farmaci, in particolare sulla sua sfera sessuale, e il timore che oggi vive è più che comprensibile: quando il corpo reagisce in modo inatteso e delicato, soprattutto su un piano così identitario come quello sessuale, è naturale sentire di essere in una zona di vulnerabilità, talvolta di pericolo.

Il tema della PSSD (Post-SSRI Sexual Dysfunction) è, come lei giustamente sottolinea, ancora poco compreso dalla letteratura scientifica: sebbene siano sempre più numerose le segnalazioni cliniche, mancano ad oggi criteri diagnostici chiari e trattamenti mirati. Non è dunque semplice, né per i pazienti né per i medici, orientarsi in modo definitivo in questi casi. Tuttavia, il fatto che lei mantenga desiderio e attrazione sessuale è in sé un dato significativo, e potrebbe indicare un andamento reversibile, anche se i tempi possono essere lunghi.

Riguardo al timore di “fare danni” con ogni nuova molecola, si tratta di un sentimento molto comune quando si è vissuta una esperienza negativa recente. Ma è importante non farsi sopraffare dalla sensazione di “trappola farmacologica”: alcuni effetti collaterali, anche quando fastidiosi, **possono regredire** con il tempo, la sospensione o con l’adeguamento del dosaggio.

Il lurasidone, come lei sa, è un farmaco con un buon profilo metabolico e, nella pratica clinica, in alcuni casi risulta meno impattante sulla sessualità rispetto ad altri antipsicotici. Tuttavia, ogni risposta è individuale e solo l’esperienza diretta, monitorata attentamente dal suo curante, può confermarne o meno la tollerabilità. Il fatto che lei si ponga dubbi sul suo possibile effetto attivante in relazione alle ossessioni è comprensibile e merita ascolto, ma non necessariamente si tradurrà in un peggioramento.

Il suggerimento, che probabilmente già sta seguendo, è di continuare a confrontarsi apertamente con il suo psichiatra, esprimendo i suoi timori in modo costruttivo, come ha fatto qui. Il suo atteggiamento di fiducia critica, partecipativa, è il miglior alleato in un percorso terapeutico efficace e su misura.

Le auguro sinceramente di poter trovare presto un equilibrio che le consenta di sentirsi curato, ma anche rispettato nei suoi limiti e bisogni più profondi.

Un caro saluto.

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