Salve dottori, mi trovo nella situazione di dover assumere dosi (a detta dello psichiatra) basse di
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Salve dottori,
mi trovo nella situazione di dover assumere dosi (a detta dello psichiatra) basse di psicofarmaci a causa di due episodi depressivi. Da quando ho iniziato ad assumerli non ho notato cambiamenti evidenti nella mia sessualità, almeno per quanto riguarda la masturbazione.
Da circa un mese però mi sto frequentando con una ragazza e purtroppo le cose a livello sessuale non vanno alla grande. Per quanto riguarda la libido, sembra essere buona: appena la vedo ho un'erezione che si mantiene più o meno costante per tutta la serata insieme. I problemi sorgono durante l'atto: ho una prima eiaculazione in tempi abbastanza rapidi, anche perchè come detto per tutta la durata del nostro tempo insieme mi sento comunque decisamente stimolato. Dopo la prima eiaculazione poi non riesco più ad ottenere una seconda erezione soddisfacente per una penetrazione.
Questa situazione purtroppo mi rende molto frustrato, soprattutto perchè non riesco a soddisfare pienamente la ragazza.
Il mio psichiatra sostiene che i farmaci a questi dosaggi non influiscono, ma che è più probabilmente un problema psicologico.
Da parte mia ho il sospetto che questi problemi sessuali possano essere dovuti alla stanchezza dovuta al tardo orario (notte inoltrata/mattina) in cui avvengono i rapporti, ma non riesco a ricondurli ad un problema psicologico (ansia o simile), come anche è emerso da sedute con uno psicologo.
Secondo voi sarebbe necessario consultare un urologo/andrologo oppure ritenete che il problema sia comunque psicologico/psichiatrico?
Potrebbe influire la stanchezza o lo stress?
Vi ringrazio per il vostro tempo.
mi trovo nella situazione di dover assumere dosi (a detta dello psichiatra) basse di psicofarmaci a causa di due episodi depressivi. Da quando ho iniziato ad assumerli non ho notato cambiamenti evidenti nella mia sessualità, almeno per quanto riguarda la masturbazione.
Da circa un mese però mi sto frequentando con una ragazza e purtroppo le cose a livello sessuale non vanno alla grande. Per quanto riguarda la libido, sembra essere buona: appena la vedo ho un'erezione che si mantiene più o meno costante per tutta la serata insieme. I problemi sorgono durante l'atto: ho una prima eiaculazione in tempi abbastanza rapidi, anche perchè come detto per tutta la durata del nostro tempo insieme mi sento comunque decisamente stimolato. Dopo la prima eiaculazione poi non riesco più ad ottenere una seconda erezione soddisfacente per una penetrazione.
Questa situazione purtroppo mi rende molto frustrato, soprattutto perchè non riesco a soddisfare pienamente la ragazza.
Il mio psichiatra sostiene che i farmaci a questi dosaggi non influiscono, ma che è più probabilmente un problema psicologico.
Da parte mia ho il sospetto che questi problemi sessuali possano essere dovuti alla stanchezza dovuta al tardo orario (notte inoltrata/mattina) in cui avvengono i rapporti, ma non riesco a ricondurli ad un problema psicologico (ansia o simile), come anche è emerso da sedute con uno psicologo.
Secondo voi sarebbe necessario consultare un urologo/andrologo oppure ritenete che il problema sia comunque psicologico/psichiatrico?
Potrebbe influire la stanchezza o lo stress?
Vi ringrazio per il vostro tempo.
Da come lo descrive il suo problema sembra di tipo psicologico e quindi risolvibile conta psicoterapia. Comunque per precisare la diagnosi potrebbe essere utile un consulto andrologico.
cordialmente Domenico Fargnoli
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Gent.mo,
la ringrazio per la sua domanda, data l'intimità dell'argomento immagino che non sia facile condividere. In effetti le possibilità che lei sospetta sono tutte concettualmente possibili, in quanto prima di battezzare un problema come di origine psicologica è sempre bene indagare che non vi siano cause organiche sottostanti; la invito a considerare che non sempre un problema di ordine psichico è facilmente intuibile o riconoscibile dalla persona interessata, spesso sono necessari lunghi lavori di indagine psicologica per arrivare a un inquadramento efficace. Ovviamente laddove anche il consulto urologico dovesse risultare negativo, questa rimarrebbe la spiegazione più efficace (mi fido della valutazione del collega sul fatto che i farmaci che lei assume non siano riferibili al problema che descrive)
Un caro saluto
la ringrazio per la sua domanda, data l'intimità dell'argomento immagino che non sia facile condividere. In effetti le possibilità che lei sospetta sono tutte concettualmente possibili, in quanto prima di battezzare un problema come di origine psicologica è sempre bene indagare che non vi siano cause organiche sottostanti; la invito a considerare che non sempre un problema di ordine psichico è facilmente intuibile o riconoscibile dalla persona interessata, spesso sono necessari lunghi lavori di indagine psicologica per arrivare a un inquadramento efficace. Ovviamente laddove anche il consulto urologico dovesse risultare negativo, questa rimarrebbe la spiegazione più efficace (mi fido della valutazione del collega sul fatto che i farmaci che lei assume non siano riferibili al problema che descrive)
Un caro saluto
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