Salve dottori, il 13 aprile a seguito di un infortunio in casa mi sono recata al p.s con il seguente
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Salve dottori, il 13 aprile a seguito di un infortunio in casa mi sono recata al p.s con il seguente referto: frattura a più rime a prevalente decorso spiroideo e con interessamento della superficie articolare, della falange prossimale del 1 dito.
Hanno eseguito sindattilizzazione da mantenere per 30 giorni, utilizzo di scarpa talus a partire dal 7° giorno.
Stava andando tutto bene fino che non mi è caduta la stampella sul piedi cc a 2 giorni dalla fine del dover togliere la scarpa al ché e riaparso l'ematoma e il gonfiore, ho fatto degli altri raggi dove si evidenzia frattura a rima obbliqua la quale appare ben composta. Sono ritornata al p.s. su suggerimento del mio medico il 28 maggio e l'ortopedico ha detto quanto segue "dolore alla digitopressione della falange prossimale, non scomposizione secondarie della frattura nota che appare ancora visibile" e ha prescritto: altri 7 giorni di scarpa talus e poi avvio deambulazione con scarpa a suola rigida per altre 3 settimane.
Da ieri avrei dovuto ricominciare la deambulazione come prescritto ma io ho molto dolore al dito, inoltre è soltanto da 3 giorni che finalmente vedo il piede senza ematomi grazie al ghiaccio.
Com'è possibile che io possa deambulare col dito dolorante e il piede ancora gonfio?
Ho una bambina piccola quindi sono anche esposta a colpi o oggetti che cadono sul piede, come posso guarire bene in queste condizioni?
Sono davvero spaventata, ho paura di lasciare le stampelle di farmi male e non riuscire a guarire del tutto, mi hanno detto di ricominciare la vita normale gradualmente dopo le 3 settimane con la scarpa a suola rigida, ma quale sono le attività che posso ricominciare? Posso fare passeggiate, nuotare, etc? Non so come comportarmi, ho bisogno di un vostro consiglio per favore. Vi ringrazio tanto. Kate
Hanno eseguito sindattilizzazione da mantenere per 30 giorni, utilizzo di scarpa talus a partire dal 7° giorno.
Stava andando tutto bene fino che non mi è caduta la stampella sul piedi cc a 2 giorni dalla fine del dover togliere la scarpa al ché e riaparso l'ematoma e il gonfiore, ho fatto degli altri raggi dove si evidenzia frattura a rima obbliqua la quale appare ben composta. Sono ritornata al p.s. su suggerimento del mio medico il 28 maggio e l'ortopedico ha detto quanto segue "dolore alla digitopressione della falange prossimale, non scomposizione secondarie della frattura nota che appare ancora visibile" e ha prescritto: altri 7 giorni di scarpa talus e poi avvio deambulazione con scarpa a suola rigida per altre 3 settimane.
Da ieri avrei dovuto ricominciare la deambulazione come prescritto ma io ho molto dolore al dito, inoltre è soltanto da 3 giorni che finalmente vedo il piede senza ematomi grazie al ghiaccio.
Com'è possibile che io possa deambulare col dito dolorante e il piede ancora gonfio?
Ho una bambina piccola quindi sono anche esposta a colpi o oggetti che cadono sul piede, come posso guarire bene in queste condizioni?
Sono davvero spaventata, ho paura di lasciare le stampelle di farmi male e non riuscire a guarire del tutto, mi hanno detto di ricominciare la vita normale gradualmente dopo le 3 settimane con la scarpa a suola rigida, ma quale sono le attività che posso ricominciare? Posso fare passeggiate, nuotare, etc? Non so come comportarmi, ho bisogno di un vostro consiglio per favore. Vi ringrazio tanto. Kate
Buongiorno, non vedendo la radiografie non è semplice consigliare. Però dopo tutto questo tempo non utilizzi stampelle e scarpe e cammini normalmente senza alcun presidi con carico Completo.
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