Salve, da un po’ di tempo ho notato che quando ho rapporti sessuali ho le extrasistole. La mia stor

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Salve, da un po’ di tempo ho notato che quando ho rapporti sessuali ho le extrasistole.
La mia storia è un po’ lunga ed ho eseguito vari accertamenti. A causa di un dolore al braccio sinistro e tremore al pollice sinistro che ho accusato dal nulla sono stata da vari specialisti: cardiologo, ortopedico e neurologo.
Visite cardiologiche eseguite: holter ECG 24h referto
“Rare extrasistole normocondotte e isolate”, prova da sforzo nulla, elettrocardiogrammi e ecografia al cuore nessuna anomalia.
Eseguo successivamente risonanza al cervello con esito assolutamente negativo.
Mi viene prescritta una risonanza cervicale che rileva:
“ Esame eseguito con apparecchiatura ad "alto campo" (1,5 T Philips) con sequenze TSE T1, T2, STIR e fortemente inficiato da artefatti cinematici per lo stato ansioso della paziente.
Per quanto possibile valutare:
Inversione della fisiologica lordosi con fulcro cifotico in C4-C5.
A C4-C5 ernia discale posteriore mediana-paramediana sinistra.
A C5-C6 grossolana ernia discale posteriore paramediana e laterale sinistra che determina significativa impronta sul sacco durale.
Non alterazioni di segnale della corda midollare nel tratto esaminato”
Da quanto si evince nella prima parte da tempo mi accompagna l’ansia che sfocia in attacchi di panico quando si presentano le extrasistole.
Ultimamente mi si presentavano in ogni momento, anche mentre stavo parlando tranquillamente con qualcuno seduta a tavola, un po’ meno mentre camminavo.
Soffro di attacchi di panico da quando sono piccola e la mia “terapia” quando raggiungo il picco è sempre fare passeggiate per non finire nello stato di panico assurdo e non vivere quello che chiamo un brutto quarto d ora.
Le extrasistole, fino ad un mese fa, si presentavano a ciel sereno in ogni momento delle giornata finché si sono ridotte e ne avevo generalmente una la sera intorno alle 8/9 e poi nulla.
Oggi, mentre stavo avendo un rapporto sessuale, ne ho avute tante nel picco dell’eccitazione e mi sono così disgustata e spaventata che il proseguo del rapporto interrotto è stato un bell attacco di panico in cui ho temuto di morire per colpa di queste extrasistole che non mi fanno pace anche mentre sto facendo una cosa che dovrebbe rilassarmi e farmi provare piacere.
Ho 24 anni, sono normopeso e a livello di analisi del sangue ho tutto perfetto, no colesterolo, no glicemia. Non fumo, non bevo, non mi drogo e non bevo caffè soprattutto da quando ho scoperto che sono tutti fattori scatenanti per le extrasistole.
Tutti hanno attributo la causa di questo malessere all ansia, io non credo che mentre stai facendo sesso sei in ansia e quindi non credo alle parole dei medici.
Ho paura e ho tanto bisogno di aiuto per chiudere il cerchio.
Attendo con ansia una risposta
Dr. Giuseppe BILOTTA
Cardiologo, Medico certificatore
Cagliari
Buongiorno. Dal suo racconto si evidenzia la presenza di una extrasistolia rara ma fortemente sintomatica al punto da condizionarle momenti della vita quotidiana. I suoi accertamenti cardiologici escludono una condizione di cardiopatia organica e la sua condotta di vita è sana ed eccellente. Questa tipologia di disturbo aritmico non viene trattato farmacologicamente in relazione alla scarsa consistenza del fenomeno tuttavia come già espresso in una mia precedente risposta, a volte vi possono essere delle condizioni determinate dall’ernia iatale e/o dal reflusso gastroesofageo che possono rendersi responsabili di extrasistolia, in particolar modo dopo aver mangiato. Nel primo caso l'ernia iatale comporta una pressione del muscolo diaframmatico sul cuore comportandosi pertanto da stimolo fisico; nel secondo caso invece, in caso di reflusso gastroesofageo, si ha una stimolazione nervosa vagale che si riflette sul cuore. La componente ansiosa in genere incrementa la componente soggettiva incidendo poco sulla entità clinica del fenomeno. Di pericolosità non parlerei tuttavia l'espressione aritmica puo' essere complessa e prolungata tale da ingenerare, a volte, una sintomatologia condizionante. Alla luce di quanto esposto le consiglio di indagare il disturbo con un esame EGDS e se diagnostico per ernia iatale o MRGE intraprendere una specifica terapia del caso. In caso negativo, qualora il disturbo sia eccessivamente presente e soprattutto condizionante valuti l’opportunità di praticare una blanda terapia betabloccante che sovente garantisce un contenimento del disturbo con innegabili positive ripercussioni sulla qualità di vita

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