Salve a tutti. Sono un ragazzo di 37 anni. Pongo la mia domanda. Circa un mese fa sono andato al ps
Salve a tutti. Sono un ragazzo di 37 anni. Pongo la mia domanda. Circa un mese fa sono andato al ps a causa di un dolore retrosternale durato tutta la notte. Li dopo tutti gli esami (ecg, enzimi) hanno escluso la causa cardiaca e virato su problemi gastrici e di reflusso (beanza del cardias già diagnostica anni fa) probabilmente derivati da un periodo stressante. Purtroppo questi sintomi mi si sono ripresentati dopo un mese, nelle stesse modalità, (dolore dietro lo sterno, altezza pettorali) e nuovamente per tutta la notte, nonostante assunzione di inibitori di pompa e vari antiacidi. Nel frattempo ho pure fatto vari esami come ecg sotto sforzo ed ecocardio, tutti negativi (non più di 10gg fa) Chiedo a voi se avete ulteriori consigli e se secondo voi effettivamente il cuore non c'entri nulla? Grazie mille
3 risposte
Si metta nelle mani di un bravo gastroenterologo che saprà certamente come gestire al meglio il suo reflusso
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Buongiorno. Il fatto che abbia eseguito ECG ed enzimi cardiaci durante l'episodio e, successivamente, ecocardiogramma e test da sforzo risultati negativi è certamente un elemento molto rassicurante e rende meno probabile una causa cardiaca, soprattutto a 37 anni. Tuttavia, a distanza non è corretto affermare che qualsiasi dolore toracico futuro sia necessariamente di origine gastrica. Una volta effettuata un'adeguata valutazione cardiologica, un dolore retrosternale ricorrente può effettivamente avere origine esofagea. Reflusso gastroesofageo, esofagite, ipersensibilità dell'esofago e disturbi della motilità esofagea possono provocare dolori anche molto intensi e talvolta difficilmente distinguibili dal dolore cardiaco. Nel suo caso, però, il fatto che gli episodi persistano nonostante PPI e antiacidi suggerisce di non limitarsi semplicemente ad aumentare la terapia antireflusso. Se non è stata effettuata recentemente, valuterei con il gastroenterologo una gastroscopia. Se questa non chiarisse la causa e il dolore continuasse, gli esami più utili possono essere la pH-impedenziometria delle 24 ore, che permette di verificare se gli episodi coincidano realmente con episodi di reflusso, ed eventualmente la manometria esofagea, soprattutto se si sospetta un disturbo della motilità. Anche stress e ansia possono amplificare notevolmente la percezione del dolore esofageo, ma li considererei parte del problema solo dopo aver completato un corretto inquadramento. Quindi gli accertamenti cardiologici eseguiti sono rassicuranti; a questo punto, se il cardiologo non ritiene necessari ulteriori approfondimenti, concentrerei l'attenzione sull'origine esofagea del dolore anziché continuare empiricamente con antiacidi diversi. Naturalmente, se un nuovo episodio fosse diverso dai precedenti, particolarmente intenso, comparisse durante lo sforzo oppure fosse associato a difficoltà respiratoria, sudorazione importante, svenimento o irradiazione al braccio o alla mandibola, è comunque indicata una nuova valutazione urgente.
Buongiorno, Se ha eseguito già due volte tutti i controlli cardiologici, e questi sono risultati negativi, direi che può escludere la causa cardiologica. Se tuttavia continua ad avere sintomi nonostante il protettore gastrico potrebbe essere il caso di indagare possibili disturbi della motilità esofagea. L'esame migliore per indagarli è la manometria ad alta risoluzione, tuttavia prima di eseguirlo è certamente il caso di fare una visita più approfondita per indagare meglio sintomi, esami eseguite e terapie possibili. Cordialmente, Andrea Lovece
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