Salve a tutti. Sono un ragazzo di 30 anni. Ho avuto 5 anni di gonfiore cronico, tosse da reflusso,
Salve a tutti. Sono un ragazzo di 30 anni. Ho avuto 5 anni di gonfiore cronico, tosse da reflusso, dolore addominale, ho fatto cure , diete ma niente. Poi da un giorno all’altro dopo 3 giorni di gastrotuss e di attenzione alla dieta non ho più avuto gonfiori e sintomi. Da qui in poi ho iniziato ad avere le feci più abbondanti, più molli, e maleodoranti. L’aria che mi esce non è più rumorosa come prima, ma sempre silenziosa e maleodorante. Inoltre non sento quasi mai sensazione di pienezza quando mangio, non arrivo mai a sentire di essere sazio. Oltre questo spesso mi capita di sentire poco anche la sensazione di fame. Questo,inizialmente, mi capitava il primo mese solo dalle 18:00 in poi. Ora invece la sensazione ce l’ho h24. Questa sensazione si ripercuote anche sul respiro, che sento diverso rispetto a prima. La visita pneumologica ha rilevato un possibile deficit lieve nell’escursione, ma a detta del dottore niente di importante. L’unica cosa che ogni tanto mi dà sollievo e mi resetta i recettori sono delle sedute dal fisioterapista, che mi manovra il diaframma. Ho fatto gastroscopia, niente di grave, rilevate tracce di bile nello stomaco e gastrite cronica lieve non attiva. Analisi feci: Calprotectina e coprocoltura negative. (Consistenza poltacea, ph 6,5 , alcune fibre carnee non digerite e alcune fibre carnee parzialmente digerite), il resto tutto negativo. Sono ormai 2 mesi che sto così. Volevo chiedere un vostro parere, così nel caso provare direttamente a fare qualche altra visita più mirata. Grazie a tutti.
3 risposte
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Da tutto quanto scrive avendo ricevuto sollievo , dopo tante terapie e diete prescritte , solo dopo 3 giorni di assunzione di Gatrotuss ed ulteriore specifica dieta , ritengo che sia opportuno sentito anche il Suo Specialista di valutare uno studio ecografico funzionale della colecisti (Test di Bronner pre e post pasto grasso . Buona giornata .
Buongiorno. Il quadro che descrive è particolare, ma gli accertamenti già eseguiti sono nel complesso rassicuranti: gastroscopia senza lesioni significative, calprotectina negativa e coprocoltura negativa rendono meno probabile una patologia infiammatoria intestinale importante. La presenza nelle feci di alcune fibre alimentari o carnee non completamente digerite, soprattutto con feci più morbide, non dimostra da sola un problema di malassorbimento o insufficienza pancreatica. Anche odore delle feci e dei gas è molto influenzato dall'alimentazione e dalla fermentazione intestinale e non costituisce, isolatamente, un segno di malattia. Mi soffermerei invece sul cambiamento persistente dell'alvo e sulle modificazioni della percezione di fame, sazietà e distensione addominale. Queste sensazioni dipendono da meccanismi complessi che coinvolgono stomaco, intestino, sistema nervoso e diaframma e possono modificarsi anche nei disturbi funzionali gastrointestinali. Il fatto che le manipolazioni diaframmatiche le diano temporaneamente beneficio è interessante, ma non dimostra che il problema sia causato dal diaframma né che vi siano dei “recettori da resettare”. Prima di attribuire tutto a un disturbo funzionale, però, visto che il cambiamento dura ormai due mesi, effettuerei una visita gastroenterologica mirata. Valuterei almeno esami ematici generali con funzionalità epatica e pancreatica, TSH, glicemia, albumina, ferro/ferritina, vitamina B12/folati e sierologia per celiachia se non già eseguita. Se le feci diventassero francamente grasse, oleose, difficili da sciacquare o comparisse perdita di peso, potrebbe essere utile anche valutare l'elastasi pancreatica fecale. Non inseguirei invece, in prima battuta, test commerciali per “disbiosi”, microbiota o intolleranze alimentari, né inizierei antibiotici intestinali senza una precisa indicazione. Anche la sensazione respiratoria merita di essere considerata separatamente: se la valutazione pneumologica è stata sostanzialmente rassicurante, può esserci una componente legata alla meccanica respiratoria e alla coordinazione diaframma-parete addominale, eventualmente valutabile da un fisioterapista respiratorio esperto. In sintesi, mi orienterei verso gastroenterologo esperto in disturbi della motilità e dell'interazione intestino-cervello, portando tutti gli esami già effettuati, piuttosto che ripetere genericamente gastroscopia o esami delle feci. Se nel frattempo comparissero perdita di peso involontaria, diarrea importante o notturna, sangue nelle feci, vomito persistente, febbre o progressiva difficoltà respiratoria, anticiperei la rivalutazione.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.


