Salve a tutti i dottori, in seguito ad una recidiva di depressione sto assumendo venlafaxina da 12
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Salve a tutti i dottori,
in seguito ad una recidiva di depressione sto assumendo venlafaxina da 12 mesi. Ho iniziato con una dose starter per passare a un dosaggio più alto in combo con trittico per insonnia; dopo circa 3 settimane aumento con sostituzione da trittico a zolpidem più benzodiazepine all'occorrenza; dopo circa un mese aumento sempre in combo con zolpidem e benzodiazepine.
Attualmente sono circa 6/7 mesi che prendo solo venlafaxina senza zolpidem ne benzodiazepine (in questi mesi ho sentito il bisogno di ricorrere ad entrambi i farmaci - o ad uno solo di essi - in rare occasioni).
Ho 34 anni, non ho nessun problema di salute (ho effettuato tutte le analisi prescritte dal medico prima dell'assunzione dei farmaci), ho avuto precedentemente già due episodi depressivi per i quali ho assunto farmaci (cipralex, lyrica e non ricordo più quale altri). In entrambe le occasioni sono stata mio malgrado un po' anarchica nel seguire la terapia, smettendo di prendere in farmacia qualora lo ritenessi opportuno e senza consultare il medico.
Questa volta, tuttavia, sono attenta: prendo il farmaco tutte le sere, a stomaco pieno e senza variazioni se non consultando prima il medico (la quale è una dottoressa dell'ASL per cui mi è spesso difficile mettermici in contatto).
E finalmente arrivo al problema per cui chiedo un vostro consulto: già da qualche mese dopo l'assunzione ho iniziato ad accorgermi di avere problemi di memoria, la dottoressa mi disse che se fossero continuati mi avrebbe sottoposto a dei test ma poi non abbiamo mai fatto un'altra seduta. Con il passare del tempo mi sembra di notare che la mia memoria vada peggiorando: non ricordo cosa devo fare, perdo facilmente il filo del discorso e non ricordo di cosa stavo parlando ed, ultimamente, avevo anche difficoltà a ricordare nomi di persone che conosco da tempo.
Un altro problema che mi pare si stia manifestando da circa 6 mesi a questa parte è un'incredibile difficoltà a raggiungere l'orgasmo laddove prima non avevo problemi. Anche in questo caso mi sembra che con il trascorrere del tempo la situazione peggiori. Attualmente ho un rapporto stabile con rapporti sessuali frequenti, nessun problema di libido ne di lubrificazione ma l'orgasmo è quasi impossibile e quando succede (in rapporto 1 su 20 e con estremo sforzo) non sono nemmeno sicura di averlo raggiunto davvero. Durante la masturbazione, invece, riesco a raggiungere l'orgasmo ma con molta più difficoltà e con tempi più lunghi rispetto al passato. Questo mi genera un'enorme frustrazione.
In ultimo, mi capita di sperimentare quelli che credo essere sintomi da sospensione. Li associo a questi avendo solo letto a riguardo e ritrovandomi soprattutto in quei sintomi relativi alle vertigini, sensazione di vuoto nella testa, nausea e sensazione di scossa elettrica. La cosa che trovo strana è che queste sensazioni (dove faccio fatica a svolgere qualsiasi attività) le sperimento non solo quando capita (occasione più unica che rara) di dimenticare il farmaco per un solo giorno (magari perché mi addormento di botto) e quindi a nemmeno 24h dalla dimenticanza, ma mi capita di provarle anche quando non ho affatto dimenticato di prendere il farmaco.
Vi chiedo dunque, cari dottori, se queste tre problematiche che sto sperimentando da svariati mesi a questa parte sono normali e associabili alla venlafaxina e se c'è, dunque, qualcosa che possa fare per alleviare almeno alcuni di questi sintomi.
Mi scuso per la prolissità ma spero di essere stata precisa.
Ringrazio chiunque mi dedichi un po' del suo tempo.
in seguito ad una recidiva di depressione sto assumendo venlafaxina da 12 mesi. Ho iniziato con una dose starter per passare a un dosaggio più alto in combo con trittico per insonnia; dopo circa 3 settimane aumento con sostituzione da trittico a zolpidem più benzodiazepine all'occorrenza; dopo circa un mese aumento sempre in combo con zolpidem e benzodiazepine.
Attualmente sono circa 6/7 mesi che prendo solo venlafaxina senza zolpidem ne benzodiazepine (in questi mesi ho sentito il bisogno di ricorrere ad entrambi i farmaci - o ad uno solo di essi - in rare occasioni).
Ho 34 anni, non ho nessun problema di salute (ho effettuato tutte le analisi prescritte dal medico prima dell'assunzione dei farmaci), ho avuto precedentemente già due episodi depressivi per i quali ho assunto farmaci (cipralex, lyrica e non ricordo più quale altri). In entrambe le occasioni sono stata mio malgrado un po' anarchica nel seguire la terapia, smettendo di prendere in farmacia qualora lo ritenessi opportuno e senza consultare il medico.
Questa volta, tuttavia, sono attenta: prendo il farmaco tutte le sere, a stomaco pieno e senza variazioni se non consultando prima il medico (la quale è una dottoressa dell'ASL per cui mi è spesso difficile mettermici in contatto).
E finalmente arrivo al problema per cui chiedo un vostro consulto: già da qualche mese dopo l'assunzione ho iniziato ad accorgermi di avere problemi di memoria, la dottoressa mi disse che se fossero continuati mi avrebbe sottoposto a dei test ma poi non abbiamo mai fatto un'altra seduta. Con il passare del tempo mi sembra di notare che la mia memoria vada peggiorando: non ricordo cosa devo fare, perdo facilmente il filo del discorso e non ricordo di cosa stavo parlando ed, ultimamente, avevo anche difficoltà a ricordare nomi di persone che conosco da tempo.
Un altro problema che mi pare si stia manifestando da circa 6 mesi a questa parte è un'incredibile difficoltà a raggiungere l'orgasmo laddove prima non avevo problemi. Anche in questo caso mi sembra che con il trascorrere del tempo la situazione peggiori. Attualmente ho un rapporto stabile con rapporti sessuali frequenti, nessun problema di libido ne di lubrificazione ma l'orgasmo è quasi impossibile e quando succede (in rapporto 1 su 20 e con estremo sforzo) non sono nemmeno sicura di averlo raggiunto davvero. Durante la masturbazione, invece, riesco a raggiungere l'orgasmo ma con molta più difficoltà e con tempi più lunghi rispetto al passato. Questo mi genera un'enorme frustrazione.
In ultimo, mi capita di sperimentare quelli che credo essere sintomi da sospensione. Li associo a questi avendo solo letto a riguardo e ritrovandomi soprattutto in quei sintomi relativi alle vertigini, sensazione di vuoto nella testa, nausea e sensazione di scossa elettrica. La cosa che trovo strana è che queste sensazioni (dove faccio fatica a svolgere qualsiasi attività) le sperimento non solo quando capita (occasione più unica che rara) di dimenticare il farmaco per un solo giorno (magari perché mi addormento di botto) e quindi a nemmeno 24h dalla dimenticanza, ma mi capita di provarle anche quando non ho affatto dimenticato di prendere il farmaco.
Vi chiedo dunque, cari dottori, se queste tre problematiche che sto sperimentando da svariati mesi a questa parte sono normali e associabili alla venlafaxina e se c'è, dunque, qualcosa che possa fare per alleviare almeno alcuni di questi sintomi.
Mi scuso per la prolissità ma spero di essere stata precisa.
Ringrazio chiunque mi dedichi un po' del suo tempo.
Salve,
Intanto provi a fissare un appuntamento con la specialista che la segue per avere lo spazio ed il tempo giusti per parlare di queste problematiche. Difficoltà riguardanti la sessualità, tra cui quelle che descrive, possono associarsi al trattamento con antidepressivi e generalmente scompaiono alla sospensione. Può parlare di questo con lo specialista e capire se è il momento di sospendere la terapia o di provare un altra strategia farmacologica. I problemi di memoria vanno approfonditi come le aveva suggerito la dottoressa, ne va capita l entità, ma sono più difficilmente correlabili alla terapia antidepressiva, andrebbe capito che dosaggi e con quale frequenza assume le benzodiazepine e lo zolpidem.
Rispetto a quelli che descrive come sintomi da sospensione è difficile darle una risposta in quanto non sono molto chiare le sensazioni che sperimenta
Una buona serata
Intanto provi a fissare un appuntamento con la specialista che la segue per avere lo spazio ed il tempo giusti per parlare di queste problematiche. Difficoltà riguardanti la sessualità, tra cui quelle che descrive, possono associarsi al trattamento con antidepressivi e generalmente scompaiono alla sospensione. Può parlare di questo con lo specialista e capire se è il momento di sospendere la terapia o di provare un altra strategia farmacologica. I problemi di memoria vanno approfonditi come le aveva suggerito la dottoressa, ne va capita l entità, ma sono più difficilmente correlabili alla terapia antidepressiva, andrebbe capito che dosaggi e con quale frequenza assume le benzodiazepine e lo zolpidem.
Rispetto a quelli che descrive come sintomi da sospensione è difficile darle una risposta in quanto non sono molto chiare le sensazioni che sperimenta
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