Salve a tutti carissimi dottori,il 23 gennaio 2025 sono stata operata di emorropessi con la tecnica
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Salve a tutti carissimi dottori,il 23 gennaio 2025 sono stata operata di emorropessi con la tecnica mural,con blocco dei netvi pudendi appena sono uscita della sala operatoria I dolori I bruciori vaginali uretreali erano una cosa indescrivibile,mi dimettono in queste condizioni il giorno dopo,senza neanche essere canalizzata ho fatto Bologna Parma con bruciori dolori.
Io pensavo che fosse normale che fosse l' intervento, la notte stessa vado al ps di Parma erano un pò perplessi,il fatto che era uscita dalla sala operatoria con i dolori bloccando i pudendi ,ed erano anche perplessi il perché il blocco dei pudendi che si poteva fare una spinale ho una generale.
Comunque passano i giorni i dolori erano peggiorati e mi ricoverano dove mi hanno operata mi dimettono idem i dolori incontrollabili faccio dei giri urologi proctologi ginecologi ed è tutto regolare fino che ad aprile io stessa mi sono fatta ricoverare in psichiatria, pensavo che fosse diventata matta,io ero una persona attiva,lavoravo facevo palestra ho subito 2 emicolectomie dx una nel 2007 e un' altra nel 2021 per stenosi intestinale perché ho il morbo di cronh.Dopo tutto lo sempre affrontato la malattia alla grande.Dopo 4 mesi di convalescenza ero già a lavoro dimagrita però con forza.
.comunque tornando all ' intervento di emorropessi gli psichiatrici mi dicono non sei matta tu hai un problema fisiologico che non riesco ad individuare.
Ho fatto 3 ricoveri in chirurgia dove mi hanno operata non mi sopportavano più perché accusavo sempre problemi vescicali,di minizione continua e dolre rettale,con dolori alla vescica.Ad aprile i miei familiari mandato un' email in ospedale dopo tante segnalazioni all urp,dicendo di vedere realmente cosa avevo.Mi ricoverano per 47 giorni vedendo morire mio padre in videocamera e io che non potevo dare le dimissioni perché avevo beccato la sepsi,io a Bologna mio papà a Palermo.
Chiedo immediatamente di portarmi in un centro che si occupa di nervi.
Mi portano da ricoverata a montecatone, esito NEUROPATIA DEL NERVO PUDENDO AFFERENTE CHE EFFERENTE.Torno in ospedale e mi imbottiscono di gabapentin 300x 3 volte al dì più duloxetina da 30.
Non passa nulla effetti collaterali dei farmaci.faccio l urodinamico e mi tolgono la duloxetina xche mi devo sforzare a fare pipi.
Mi dimettono con bedrocan che nn tolleravo thc,alla fine inizio a fare fisioterapia,osteopatia,mi prescrivono 3 tavor al giorno tolefen perché ormai ero impazzita,ovuli cbd con diazepam niente brucia la vagina,ora sono migliorata al 50% mi recò l' antalgico e mi fa l' inflitrazione al ganglio impari,niente neanche un minimo di cambiamento,faccio puntare b 12 gabapentin 800 x 3 volte adi
Però non va ancora bene metto laroxil in vagina con cbd.
L antalgico addirittura mi ha prescritto cerotto fantanyl da 25 non lo tolleravo vomitato in continuazione anche da 12,5.
Alla fine l antalgico a deciso di fare la radiofrequenza sul ganglio impari.
Io ho paura che peggioro, poi perché nell' impari e no sul pudendo.
L' inflitrazione sul pudendo lo rifiutato visto che l' anestesia a creato un casino.rsm non c'è intrappolamento.
Per favore mi potete dire cosa ne pensate? Se potrei peggiorare la situazione.E il perché questo nervo pudendo e stato danneggiato,l anestesista non c'è andato con l ecoguida,ma con lo stimolatore.
Mi ha cambiato la vita
Io pensavo che fosse normale che fosse l' intervento, la notte stessa vado al ps di Parma erano un pò perplessi,il fatto che era uscita dalla sala operatoria con i dolori bloccando i pudendi ,ed erano anche perplessi il perché il blocco dei pudendi che si poteva fare una spinale ho una generale.
Comunque passano i giorni i dolori erano peggiorati e mi ricoverano dove mi hanno operata mi dimettono idem i dolori incontrollabili faccio dei giri urologi proctologi ginecologi ed è tutto regolare fino che ad aprile io stessa mi sono fatta ricoverare in psichiatria, pensavo che fosse diventata matta,io ero una persona attiva,lavoravo facevo palestra ho subito 2 emicolectomie dx una nel 2007 e un' altra nel 2021 per stenosi intestinale perché ho il morbo di cronh.Dopo tutto lo sempre affrontato la malattia alla grande.Dopo 4 mesi di convalescenza ero già a lavoro dimagrita però con forza.
.comunque tornando all ' intervento di emorropessi gli psichiatrici mi dicono non sei matta tu hai un problema fisiologico che non riesco ad individuare.
Ho fatto 3 ricoveri in chirurgia dove mi hanno operata non mi sopportavano più perché accusavo sempre problemi vescicali,di minizione continua e dolre rettale,con dolori alla vescica.Ad aprile i miei familiari mandato un' email in ospedale dopo tante segnalazioni all urp,dicendo di vedere realmente cosa avevo.Mi ricoverano per 47 giorni vedendo morire mio padre in videocamera e io che non potevo dare le dimissioni perché avevo beccato la sepsi,io a Bologna mio papà a Palermo.
Chiedo immediatamente di portarmi in un centro che si occupa di nervi.
Mi portano da ricoverata a montecatone, esito NEUROPATIA DEL NERVO PUDENDO AFFERENTE CHE EFFERENTE.Torno in ospedale e mi imbottiscono di gabapentin 300x 3 volte al dì più duloxetina da 30.
Non passa nulla effetti collaterali dei farmaci.faccio l urodinamico e mi tolgono la duloxetina xche mi devo sforzare a fare pipi.
Mi dimettono con bedrocan che nn tolleravo thc,alla fine inizio a fare fisioterapia,osteopatia,mi prescrivono 3 tavor al giorno tolefen perché ormai ero impazzita,ovuli cbd con diazepam niente brucia la vagina,ora sono migliorata al 50% mi recò l' antalgico e mi fa l' inflitrazione al ganglio impari,niente neanche un minimo di cambiamento,faccio puntare b 12 gabapentin 800 x 3 volte adi
Però non va ancora bene metto laroxil in vagina con cbd.
L antalgico addirittura mi ha prescritto cerotto fantanyl da 25 non lo tolleravo vomitato in continuazione anche da 12,5.
Alla fine l antalgico a deciso di fare la radiofrequenza sul ganglio impari.
Io ho paura che peggioro, poi perché nell' impari e no sul pudendo.
L' inflitrazione sul pudendo lo rifiutato visto che l' anestesia a creato un casino.rsm non c'è intrappolamento.
Per favore mi potete dire cosa ne pensate? Se potrei peggiorare la situazione.E il perché questo nervo pudendo e stato danneggiato,l anestesista non c'è andato con l ecoguida,ma con lo stimolatore.
Mi ha cambiato la vita
La nevalgia del pudendo può essere correttamente trattata con radiofreuquenza del ganglio impari .
Esistono altre possibilità terapeutiche con radiofrequenza in base alla tipografia del dolore.
Cordialmente
Esistono altre possibilità terapeutiche con radiofrequenza in base alla tipografia del dolore.
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I sintomi descritti sono compatibili con una nevralgia ed un dolore cronico post operatorio. Si tratta di una complicanza nota e possibile dopo un intervento chirurgico. Il tipo di anestesia effettuata e l'esperienza dell'anestesia influiscono in modo relativo sull'insorgenza di una complicanza simile che può, veramente, interessare chiunque. Per quanto letto, purtoppo, ha fatto svariate visite senza risolvere il problema. Io mi affiderei ad un terapista del dolore con comprovata esperienza che possa associare l'ossigeno ozono terapia a tecniche di idrodissezione periferica ecoquidata e a blocchi ecoguidati. Lascerei perdere l'utilizzo di oppioidi maggiori e di bedrocan dal momento che ha dimostrato di essere poco responsiva a questo genere di farmaci. Esistono in commercio varie molecole in grado di aiutarla.
Gentile utente,
le parole che scrive trasmettono un dolore profondo, non solo fisico ma anche umano, per tutto ciò che ha dovuto affrontare in un momento già così drammatico della sua vita. Come medico che si occupa quotidianamente di terapia del dolore e rianimazione, capisco perfettamente il suo timore. Quello che è accaduto durante l'intervento originale è purtroppo legato a una complicanza del blocco nervoso: l'uso dello stimolatore senza la guida ecografica, pur essendo una tecnica descritta, espone al rischio di un contatto troppo ravvicinato tra l'ago e le fibre del nervo pudendo. Questo può innescare una reazione infiammatoria o un danno diretto che il sistema nervoso, già provato da altre patologie come il Crohn e lo stress degli interventi precedenti, fatica a spegnere, portando a quella che chiamiamo sensibilizzazione cronica.
Per quanto riguarda il suo dubbio sulla radiofrequenza al ganglio impari, la scelta del collega antalgico ha una logica precisa. Il ganglio impari è una sorta di "centralina" nervosa situata alla fine della colonna vertebrale che raccoglie i segnali di dolore da tutta l'area del perineo, della vagina e del retto. Intervenire lì è un modo per cercare di "abbassare il volume" del dolore di tutta la zona senza andare a toccare direttamente il nervo pudendo, che nel suo caso è già estremamente irritato e sensibile. Evitare di pungere di nuovo il pudendo è una scelta prudente proprio per non rischiare di scatenare ulteriori crisi dolorose in un nervo che ha già subito un trauma.
La radiofrequenza, se eseguita in modalità pulsata, non "brucia" il nervo ma invia degli impulsi elettrici che servono a resettare il segnale elettrico alterato, un po' come riavviare un computer che è andato in tilt. È una procedura solitamente molto sicura e meno invasiva rispetto a quanto ha già vissuto. Il fatto che l'infiltrazione precedente non abbia funzionato non significa necessariamente che la radiofrequenza fallirà, poiché l'effetto della stimolazione elettrica è più profondo e duraturo rispetto al semplice farmaco. Data la sua storia di intolleranza ai farmaci forti come il Fentanyl, questo approccio mini-invasivo potrebbe essere una via per ridurre il carico di medicinali che sta assumendo. Ne parli con fiducia al suo terapista, chiedendo conferma che si tratti di una procedura modulativa e non distruttiva, per affrontare il trattamento con maggiore serenità.
Cordialmente,
Dottor Jacopo Musolino
le parole che scrive trasmettono un dolore profondo, non solo fisico ma anche umano, per tutto ciò che ha dovuto affrontare in un momento già così drammatico della sua vita. Come medico che si occupa quotidianamente di terapia del dolore e rianimazione, capisco perfettamente il suo timore. Quello che è accaduto durante l'intervento originale è purtroppo legato a una complicanza del blocco nervoso: l'uso dello stimolatore senza la guida ecografica, pur essendo una tecnica descritta, espone al rischio di un contatto troppo ravvicinato tra l'ago e le fibre del nervo pudendo. Questo può innescare una reazione infiammatoria o un danno diretto che il sistema nervoso, già provato da altre patologie come il Crohn e lo stress degli interventi precedenti, fatica a spegnere, portando a quella che chiamiamo sensibilizzazione cronica.
Per quanto riguarda il suo dubbio sulla radiofrequenza al ganglio impari, la scelta del collega antalgico ha una logica precisa. Il ganglio impari è una sorta di "centralina" nervosa situata alla fine della colonna vertebrale che raccoglie i segnali di dolore da tutta l'area del perineo, della vagina e del retto. Intervenire lì è un modo per cercare di "abbassare il volume" del dolore di tutta la zona senza andare a toccare direttamente il nervo pudendo, che nel suo caso è già estremamente irritato e sensibile. Evitare di pungere di nuovo il pudendo è una scelta prudente proprio per non rischiare di scatenare ulteriori crisi dolorose in un nervo che ha già subito un trauma.
La radiofrequenza, se eseguita in modalità pulsata, non "brucia" il nervo ma invia degli impulsi elettrici che servono a resettare il segnale elettrico alterato, un po' come riavviare un computer che è andato in tilt. È una procedura solitamente molto sicura e meno invasiva rispetto a quanto ha già vissuto. Il fatto che l'infiltrazione precedente non abbia funzionato non significa necessariamente che la radiofrequenza fallirà, poiché l'effetto della stimolazione elettrica è più profondo e duraturo rispetto al semplice farmaco. Data la sua storia di intolleranza ai farmaci forti come il Fentanyl, questo approccio mini-invasivo potrebbe essere una via per ridurre il carico di medicinali che sta assumendo. Ne parli con fiducia al suo terapista, chiedendo conferma che si tratti di una procedura modulativa e non distruttiva, per affrontare il trattamento con maggiore serenità.
Cordialmente,
Dottor Jacopo Musolino
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