Salve.. a giugno mi è stato diagnosticato Pcos con insulina resistenza, intraprendo una terapia con

Salve.. a giugno mi è stato diagnosticato Pcos con insulina resistenza, intraprendo una terapia con slowmet per insulina resistenza, interrotta subito perché mi dà fortissime scariche diarroiche continue..anche dopo la sua interruzione continuo a stare male per settimane. A volte la diarrea passa, altre volte continua. Fin tanto che un giorno mangio qualcosa di diverso, non so se sia stato contaminato o meno, ma due giorni dopo inizio a stare peggio, tanto che anche un sorso d'acqua mi fa correre in bagno con fortissime scariche, avendo avuto già un episodio di gastroenterite batterica anni prima, riconosco i sentomi. il mio medico curante mi prescrive normix 2 cp due volte al giorno.. dopo qualche giorno il bruciore sembra migliorare così come la dissenteria.. solo che questa continua ad esserci ad intervalli.. ho fatto esame di sangue occulto e risulta negativo, anche il parassitologico risulta negativo, dalle ultime analisi svolte due settimane fa, risultano aumentati VES e indici di infiammazione.. Oggi 8 agosto ho avuto delle forti scariche, e di nuovo bruciore di stomaco.. cosa posso fare?

1 risposta


Buongiorno. La metformina (Slowmet) può certamente provocare diarrea, anche importante, soprattutto all'inizio della terapia. Tuttavia, se il farmaco è stato sospeso e i disturbi continuano per settimane con fasi di diarrea molto intensa, eviterei di attribuire tutto ancora alla metformina. Il successivo episodio potrebbe essere stato una gastroenterite, ma il miglioramento con Normix non dimostra necessariamente un'origine batterica. Inoltre, se la diarrea continua a recidivare, eviterei di ripetere autonomamente altri cicli di antibiotico: a questo punto è più utile cercarne la causa. Il sangue occulto e il parassitologico negativi sono elementi favorevoli, ma non esauriscono gli accertamenti. Considerando anche l'aumento di VES e degli indici infiammatori, parlerei con il gastroenterologo dell'opportunità di eseguire calprotectina fecale, emocromo e PCR e completare gli esami delle feci con coprocoltura e ricerca di Clostridioides difficile, soprattutto dopo le terapie antibiotiche. In base ai risultati e alla persistenza dei sintomi si potrà poi stabilire se siano necessari ulteriori approfondimenti, eventualmente anche endoscopici. Nel frattempo la priorità durante le scariche è evitare la disidratazione: piccoli sorsi frequenti e, se le evacuazioni sono numerose, soluzioni reidratanti contenenti anche sali minerali sono preferibili alla sola acqua. Eviterei invece digiuni prolungati e diete eccessivamente restrittive. È possibile che dopo un'infezione intestinale rimanga per qualche tempo un'alterazione della motilità e della sensibilità intestinale, ma prima di parlare di colon irritabile o “disbiosi” è corretto escludere una causa infettiva o infiammatoria, soprattutto in presenza di indici infiammatori aumentati. Se torna ad avere scariche talmente frequenti da non riuscire a mantenere neppure i liquidi, oppure compaiono febbre elevata, sangue nelle feci, dolore addominale importante, forte debolezza, capogiri o riduzione della quantità di urine, è indicata una valutazione medica urgente. Il quadro quindi merita un approfondimento, ma non significa necessariamente che vi sia una patologia grave: molte forme infettive o post-infettive possono avere un decorso prolungato e sono trattabili una volta individuata correttamente la causa.

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