Ragazza 27 anni. Prima visita psichiatrica oggi. Mi hanno prescritto Entact.
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Ragazza 27 anni. Prima visita psichiatrica oggi. Mi hanno prescritto Entact. Cominciando da un dosaggio per poi aumentarlo e continuare a prendere nel tempo. Il medico è stato chiaro dicendomi che se avessi preso il problema dall’inizio (quando avevo 19 anni) è probabile che la cura sarebbe potuta durare meno. Lui mi è sembrato comprensivo ma secondo me mi sarei trovata più a mio agio con un professionista con una più sottile sensibilità. Mi sento un po’ preoccupata da questa considerazione, come se non mi avesse capita fino in fondo. (Capisco anche che per lui parlare di farmaci sia all’ordine del giorno mentre per me ,essendo qualcosa di nuovo, risulta essere un argomento al quale sono estremamente sensibile). Riconosco che comunque il parere del medico vada al di la della sensazione interpersonale e che in ogni caso dovrei vederlo una volta al mese soltanto mentre per il resto sarei seguita dalla mia psicologa.
Gentilissima,
È normale sentirsi preoccupati o vulnerabili quando si inizia una terapia farmacologica, soprattutto se è la tua prima esperienza e l’argomento ti rende sensibile.
La sensazione di mancata connessione emotiva con lo psichiatra può derivare dalla differenza di prospettiva (per lui è routine, per te un passo importante) e non ne diminuisce la competenza nè rende le tue considerazioni poco rilevanti, anzi.
La relazione psichiatra-paziente è tuttavia qualcosa di fondamentale, e il percepire il proprio psichiatra solo con "il medico che mi dà i farmaci" può influire sull'andamento stesso della terapia farmacologica, in quanto il rapporto fiduciario è parte integrante del processo di cura.
Ti consiglio dunque di parlarne con il tuo psichiatra di fiducia e, se continui a percepire la sensazione di "non essere capita", potresti valutare la possibilità di chiedere un secondo parere psichiatrico, al fine di instaurare il rapporto fiduciario che, come scrivevo, è un passo fondamentale.
Resto a disposizione per ogni necessità, cari saluti.
È normale sentirsi preoccupati o vulnerabili quando si inizia una terapia farmacologica, soprattutto se è la tua prima esperienza e l’argomento ti rende sensibile.
La sensazione di mancata connessione emotiva con lo psichiatra può derivare dalla differenza di prospettiva (per lui è routine, per te un passo importante) e non ne diminuisce la competenza nè rende le tue considerazioni poco rilevanti, anzi.
La relazione psichiatra-paziente è tuttavia qualcosa di fondamentale, e il percepire il proprio psichiatra solo con "il medico che mi dà i farmaci" può influire sull'andamento stesso della terapia farmacologica, in quanto il rapporto fiduciario è parte integrante del processo di cura.
Ti consiglio dunque di parlarne con il tuo psichiatra di fiducia e, se continui a percepire la sensazione di "non essere capita", potresti valutare la possibilità di chiedere un secondo parere psichiatrico, al fine di instaurare il rapporto fiduciario che, come scrivevo, è un passo fondamentale.
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Salve. La risposta medica non è sempre condivisa dal pz. e questo è normale. In ogni caso l'abbinare la seduta psichiatrica mensile con la psicoterapia mi sembra ottimale.
Cordialmente
Dr.ssa Rosalba Cagna
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Dr.ssa Rosalba Cagna
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