Perché alcuni infarti diventano arresto cardiaco ed altri no parlo di netemi inferiore
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Perché alcuni infarti diventano arresto cardiaco ed altri no parlo di netemi inferiore
Buongiorno. A seguito di una sindrome coronarica acuta, STEMI o NSTEMI, si possono verificare una serie di complicanze o disfunzioni piu’ o meno severe, in alcuni casi fatali. Tra le complicanze infiammatorie ricordiamo la pericardite post-infartuale, tra quelle trombotiche la comparsa di una trombosi intramurale, le disfunzioni meccaniche sono rappresentate invece da scompenso cardiaco acuto o nei casi piu’ gravi da rottura del muscolo cardiaco, infine, rispondendo al suo quesito, si possono verificare, con una percentuale piuttosto elevata, aritmie correlate all’ischemia cardiaca che costituisce la componente causale dell’evento. In relazione alla sofferenza ischemica del muscolo cardiaco si crea una situazione di considerevole instabilità elettrica per cui sono possibili aritmie di vario genere; tra esse le piu’ temute, e quindi fatali se non prontamente trattate, la tachicardia ventricolare sostenuta e la fibrillazione ventricolare. In genere queste aritmie sono proporzionali all’estensione della sofferenza ischemica ma questo non ne costituisce la regola e pertanto sono possibili anche per sindromi coronariche acute coinvolgenti aree cardiache di minore ampiezza. In genere compaiono nelle prime 72 ore dell’evento acuto e se presenti in forma significativa comportano instabilità emodinamica e pertanto arresto cardiocircolatorio.
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