Mi è stata diagnosticata asma da reflusso. MRGE.Vorrei qualche consiglio su cosa mangiare e cosa no
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Mi è stata diagnosticata asma da reflusso. MRGE.Vorrei qualche consiglio su cosa mangiare e cosa no per migliorare i sintomi e diminuire gli acidi che risalgono portandomi costrizione e dolore al petto, muco bianco in gola e difficoltà respiratorie.
Grazie mille a tutti
Grazie mille a tutti
Il reflusso gastro-esofageo , o meglio la patologia da reflusso gastro-esofageo, è molto diffusa e anche per questo i consigli fioccano, specie su alimenti e bevande da evitare: agrumi, pomodoro tutti i cibi acidi, fritti, cioccolato, caffè, spezie, menta, bevande gasate. In realtà, secondo una recente revisione, pubblicata da due ricercatori dell’Università della Pennsylvania su Current Gastroenterology Report, dagli studi disponibili non emerge la conferma che questi cibi e bibite favoriscano lo sviluppo della malattia. Perciò la loro eliminazione dovrebbe essere adottata solo da chi realmente ne trae vantaggio.
Per poterlo capire, c’è chi suggerisce di tenere un diario alimentare in modo da poter più facilmente riconoscere gli alimenti che danno problemi, ma spesso anche senza alcun diario, chi ha questo problema sa indicare quali cibi sono seguiti dalla comparsa dei sintomi tipici e quali non provocano alcun disturbo seppure tradizionalmente vietati. Riportando i risultati di alcuni nuove ricerche, gli autori della revisione spostano invece l’attenzione sulla fibra, suggerendo che possa alleviare i sintomi, e sugli zuccheri semplici, in particolare il saccarosio, che potrebbero peggiorarli. E in un altra indagine, da poco apparsa sull’European Journal of Epidemiology, si ipotizza che il consumo di alimenti e bevande a elevato contenuto di zuccheri aggiunti, in genere, appunto, saccarosio, possa essere associato con l’ esofago di Barrett, una delle più temute complicanze del reflusso.
Sintomi e complicanze
«La malattia da reflusso gastro-esofageo — ricorda Massimo Zuin, professore di Gastroenterologia dell’ Università di Milano e direttore dell’ Unità di Gastroenterologia e Epatologia ASST Santi Paolo e Carlo di Milano — si sviluppa quando il reflusso di contenuto gastrico in esofago provoca sintomi come il bruciore retrosternale o complicanze quali l’erosione o l’ulcera esofagea, la stenosi e l’esofago di Barrett. Una condizione temibile perché la mucosa che ricopre la parte terminale dell’esofago cambia le proprie caratteristiche e assume quelle di una mucosa simil-intestinale più esposta al rischio di trasformazione in senso tumorale in caso di esposizione continua all’acido. Proprio per questo la terapia si basa su farmaci che bloccano la secrezione acida, come gli inibitori della pompa protonica. E anche se non sembra giustificata l’esclusione, a priori, di taluni alimenti o bevande, merita attenzione il potenziale ruolo della fibra e degli zuccheri anche se prima di prendere una posizione definitiva è necessario attendere conferme».
Grasso addominale
«Rimane in ogni caso valida — conclude Zuin— la raccomandazione di dimagrire se si è in sovrappeso: un eccesso di grasso addominale rende meno efficiente il sistema muscolare sfinteriale che impedisce il reflusso del contenuto gastrico nell’esofago e provoca un aumento della pressione all’interno dell’addome e dello stomaco che aumenta il reflusso di acido in esofago. Consigliabile,poi, evitare il fumo e l’attività fisica intensa o che comporti un aumento della pressione intra-addominale (es. pesistica), ma è raccomandata l’attività fisica lieve o moderata».
A questo punto buona lettura. Cordiali saluti.
Dott. Marco Umberto Scaramozzino
Per poterlo capire, c’è chi suggerisce di tenere un diario alimentare in modo da poter più facilmente riconoscere gli alimenti che danno problemi, ma spesso anche senza alcun diario, chi ha questo problema sa indicare quali cibi sono seguiti dalla comparsa dei sintomi tipici e quali non provocano alcun disturbo seppure tradizionalmente vietati. Riportando i risultati di alcuni nuove ricerche, gli autori della revisione spostano invece l’attenzione sulla fibra, suggerendo che possa alleviare i sintomi, e sugli zuccheri semplici, in particolare il saccarosio, che potrebbero peggiorarli. E in un altra indagine, da poco apparsa sull’European Journal of Epidemiology, si ipotizza che il consumo di alimenti e bevande a elevato contenuto di zuccheri aggiunti, in genere, appunto, saccarosio, possa essere associato con l’ esofago di Barrett, una delle più temute complicanze del reflusso.
Sintomi e complicanze
«La malattia da reflusso gastro-esofageo — ricorda Massimo Zuin, professore di Gastroenterologia dell’ Università di Milano e direttore dell’ Unità di Gastroenterologia e Epatologia ASST Santi Paolo e Carlo di Milano — si sviluppa quando il reflusso di contenuto gastrico in esofago provoca sintomi come il bruciore retrosternale o complicanze quali l’erosione o l’ulcera esofagea, la stenosi e l’esofago di Barrett. Una condizione temibile perché la mucosa che ricopre la parte terminale dell’esofago cambia le proprie caratteristiche e assume quelle di una mucosa simil-intestinale più esposta al rischio di trasformazione in senso tumorale in caso di esposizione continua all’acido. Proprio per questo la terapia si basa su farmaci che bloccano la secrezione acida, come gli inibitori della pompa protonica. E anche se non sembra giustificata l’esclusione, a priori, di taluni alimenti o bevande, merita attenzione il potenziale ruolo della fibra e degli zuccheri anche se prima di prendere una posizione definitiva è necessario attendere conferme».
Grasso addominale
«Rimane in ogni caso valida — conclude Zuin— la raccomandazione di dimagrire se si è in sovrappeso: un eccesso di grasso addominale rende meno efficiente il sistema muscolare sfinteriale che impedisce il reflusso del contenuto gastrico nell’esofago e provoca un aumento della pressione all’interno dell’addome e dello stomaco che aumenta il reflusso di acido in esofago. Consigliabile,poi, evitare il fumo e l’attività fisica intensa o che comporti un aumento della pressione intra-addominale (es. pesistica), ma è raccomandata l’attività fisica lieve o moderata».
A questo punto buona lettura. Cordiali saluti.
Dott. Marco Umberto Scaramozzino
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