Mi chiamo Alessandro, ho 35 anni e sono molto sportivo, soprattutto beach volley. Una recente risona
Mi chiamo Alessandro, ho 35 anni e sono molto sportivo, soprattutto beach volley. Una recente risonanza cervicale ha evidenziato a livello C5-C6 una protrusione disco-osteofitaria con componente erniaria paramediana destra, stenosi focale del canale, compressione del midollo e parziale interessamento dei canali di coniugazione, soprattutto a destra. È inoltre presente un piccolo focolaio di iperintensità T2 compatibile con sofferenza edematosa e/o mielomalacica di origine compressiva. Circa un mese e mezzo fa, durante una partita, ho avvertito la gamba sinistra meno reattiva del solito. Sotto la doccia fredda ho poi percepito una sensazione intensa, simile ad aghi. Nei giorni successivi ho notato ipersensibilità dalla punta del piede sinistro fino sopra l’anca, coinvolgendo anche l’inguine, e una ridotta percezione del calore su tutta questa zona. I sintomi sono ancora presenti. Non ho mai perso forza e, prima della diagnosi, avevo continuato a fare sport e a sottopormi a manipolazioni. Nel 2023 avevo anche eseguito una TAC dopo un trauma alla schiena durante una partita di calcio. Da alcuni mesi avevo inoltre dolore al polso destro, che pensavo fosse tunnel carpale. Prima della risonanza ho eseguito elettromiografia agli arti superiori e visita neurologica, entrambe senza anomalie. Ho quindi consultato un neurochirurgo e un ortopedico, ed entrambi ritengono necessario l’intervento. Mi è stato descritto come una procedura standardizzata, con accesso anteriore dal collo e inserimento di una “gabbietta”, con recupero relativamente rapido. Nel frattempo ho sospeso ogni attività sportiva, ma temo un possibile peggioramento prima dell’operazione. Vorrei capire se terapie come Tecar o ozonoterapia possano essere utili o se siano controindicate in presenza di compressione e sofferenza midollare. Inoltre, quali sono in genere i tempi di recupero? È realistico aspettarsi di tornare a fare sport ad alto livello e recuperare una buona prestanza fisica dopo l’intervento?
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