l'operazione di varici degli arti inferiori è rischiosa?

l'operazione di varici degli arti inferiori è rischiosa?

13 risposte


Come tutti gli interventi chirurgici, anche quelli per varici prevedono un rischio, se pur non elevato di complicanze, sicuramente ridotte al minimo con un operato diligente, prudente e perito.

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Come ogni intervento chirurgico presenta dei rischi, anche se di grado modesto, proporzionati anche a patologie associate, peso, predisposizione.


Come tutti gli interventi chirurgici comporta un rischio, seppur minimo, che dipende anche dall'età del paz., dalle comorbilita', dalla metodica utilizzata (radiofrequenza, chirurgia, scleroterapia etc) e da dove viene eseguito, sala operatoria o amb e presenza o meno di anestesista

Dr. Enrico Barbanti

Dr. Enrico Barbanti

chirurgo generale

Firenze

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L'intervento tradizionale di stripping della safena essendo un trattamento chirurgico presenta dei rischi connessi all'inintervento. Attualmente esistono delle alternative minivasive considerate il gold standard dalle linee guida internazionali. Si tratta della termoablazione laser della safena in anestesia locale che raggiunge risultati ottimi con una bassa invasività e quindi minori rischi.

Dr. Michele Arcangelo Iuliani

Dr. Michele Arcangelo Iuliani

chirurgo generale

Bassano del Grappa

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È un intervento che se ben condotto con esperienza, ma soprattutto se studiato adeguatamente con studio accurato pre-operatorio mediante Eco Color Doppler, non comporta alcun rischio particolare.

Dr. Roberto Nobile

Dr. Roberto Nobile

chirurgo generale

Torino

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Non esiste un intervento chirurgico senza rischi; l'intervento chirurgico per le varici è considerato a basso rischio

Dr. Salvatore Piazza

Dr. Salvatore Piazza

chirurgo vascolare

Torino

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con le tecniche mininvasive oggi a disposizione i rischi sono ulteriormente diminuiti rispetto al vecchio intervento di stripping


Ogni intervento chirurgico può presentare delle possibili complicanze, anche se eseguito da specialisti qualificati. I possibili rischi non sono solo connessi al tipo di intervento a cui ci si sottopone, ma anche e soprattutto dalle comorbidità del paziente stesso. Tali rischi devono essere discussi con il proprio medico al fine di intraprendere una decisione informata e consapevole. La invito a consultare il link del collegio italiano di flebologia che consegnamo ai pazienti prima di sottoporli ad intervento chirurgico ed eventualmente a rivolgersi ad un chirurgo vascolare per poter discutere di queste problematiche.

Dr. Luca Palombi

Dr. Luca Palombi

chirurgo vascolare

Lido Di Ostia

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in medicina il rischio zero non esiste, ma l'intervento per le varici è considerato ambulatoriale e pertanto a rischio molto basso


Il rischio chirurgico è modesto . Gli interventi possono infatti essere eseguiti in anestesia locale e con tecniche poco invasive . Naturalmente occorrono ambienti qualificati con tutte le garanzie di sterilità e sicurezza,


L’ intervento chirurgico per il trattamento della sindrome varicosa può coinvolgere la vena grande safena o solo i suoi rami collaterali. Attualmente il trattamento della vena grande safena può essere svolto con la tecnica chirurgica tradizionale di “stripping” oppure con tecniche mini invasive che utilizza l’energia laser o la radiofrequenza con possibile isolamento chirurgico della vena al suo ostio a livello dell’inguine. La chirurgia della sindrome varicosa è catalogata a basso grado di difficoltà e complicanze. L’acquisizione del consenso informato prevede comunque la descrizione delle complicanze legate ad un intervento chirurgico che coinvolge la cute e i tessuti sottocutanei. I rischi sono generalmente “locali” alla sede chirurgica ma devono essere sempre decritti e dettagliati al/alla paziente prima dell’atto chirurgico.

Dr. Gianni De Angelis

Dr. Gianni De Angelis

chirurgo vascolare

Varese

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Non esiste intervento medico privo di rischi. Detto ciò, l'intervento per vene varicose può esser considerato a bassissimo rischio peri e post-operatorio


Le varici degli arti inferiori possono essere trattate con differenti tecniche. Attualmente la tecnica di prima scelta è quella miniinvasiva quale la termosclerosi con radiofrequenza o il laser. Entrambe queste metodiche vengono eseguite in anestesia locale e hanno un bassissimo tasso di complicanze addirittura inferiore al trattamento tradizionale chirurgico. Ultimamente viene anche utilizzata una colla speciale (cianoacrilato) che consente di trattare questa patologia senza utilizzo di anestesia. In casi selezionati è inoltre possibile effettuare il trattamento con una scleroterapia con schiuma ecoguidata, metodica completamente ambulatoriale e anch’essa a bassissimo rischio. Un angiologo in grado di offrirle tutte queste tecniche Le consiglierà il trattamento più idoneo al suo caso.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.