L'autopsia deve essere ritirata necessariamente? Nel caso non debba entro quanti anni dal decesso è
L'autopsia deve essere ritirata necessariamente? Nel caso non debba entro quanti anni dal decesso è possibile ritirarla?
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L’autopsia non è un documento che deve essere “ritirato” obbligatoriamente, ma può essere richiesta dagli aventi diritto o da chi ha un interesse giuridicamente rilevante. La risposta varia a seconda che si tratti di: - Autopsia giudiziaria (disposta dall’autorità giudiziaria): non viene rilasciata automaticamente ai familiari in quanto è parte degli atti dell’indagine. Può essere acquisita solo tramite richiesta formale, una volta che l’inchiesta è conclusa e gli atti sono “dissequestrati”. I familiari, tramite un avvocato, possono accedere al fascicolo o fare richiesta alla Procura. Non c’è una scadenza fissa, ma dopo alcuni anni gli atti potrebbero essere archiviati presso l’archivio giudiziario o distrutti secondo le norme sulla conservazione (di solito dopo 10 anni, ma varia in base al tipo di procedimento e alla prassi della Procura). - Autopsia riscontrativa (richiesta dal medico o dai familiari, a fini diagnostici): viene conservata presso l’ospedale o l’azienda sanitaria in cui è stata eseguita, può essere richiesta in qualunque momento dai familiari, in qualità di aventi diritto. Quindi no, non è obbligatorio ritirare l’autopsia. La si può può richiedere anche a distanza di anni. Se si tratta di cartella clinica/autopsia ospedaliera, è bene farne richiesta entro 10 anni dalla morte per avere la certezza che sia ancora conservata. In caso di autopsia giudiziaria, è opportuno fare richiesta quanto prima tramite avvocato, soprattutto se datata.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.

