io ho 23 anni e sono malato Da quando ne avevo 4 di patologie mentali sono stato in una comunità ter
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io ho 23 anni e sono malato Da quando ne avevo 4 di patologie mentali sono stato in una comunità terapeutica 1 anno e ho fatto 3 ricoveri tra cui 1 tso e 2 volontari da gennaio di quest'anno non riesco più camminare per casa e uscire se non mi attacco a mia mamma perché penso per un fattore psicologico che mi sono messo in testa non riesco più fare niente e sto sempre a letto e non riesco usare più bene le mani e le gambe come se non ho più sensibilità e sono giorno e notte buttato a letto stando sempre male ansia panico agitazione etc sono seguito dal centro salute mentale da 6anni e ho preso la cartella clinica che nella diagnosi dice che ho nevrosi ,fobia sociale , disturbo del attaccamento del infanzia e a ansia generalizzata io prendo come farmaci diazepam e risperdal fino l'anno scorso anche entact perché sono pieno di manie sui fogli del centro salute mentale c'è scritto che da 1 a 10 sono ammalato grave numero 9 e che non sono in grado di svolgere gli atti quotidiani della vita e lavorare ..se richiedo la pensione di invalidità secondo lei posso avere il 100% con accompagnamento? le patologie che mi hanno scritto da sole non farebbero il 50% insieme ma se leggono la cartella clinica del CSM e quello che scrive. lo psichiatra e il medico curante posso lo stesso arrivare al 100 con accompagnamento?anche se le patologie da sole non arrivano neanche a 50?sono anche pieno di manie e prendo risperidone per le manie ma non mi hanno scritto di essere biopolare nella cartella clinica del csm grazie buona serata
No mi spiace non ci può arrivare. Il solo fatto che sia in grado di scrivere una mail intelleggibile e di fare una ricerca e trovare questo sito esclude che lei possa avere titolo per l'indennità di accompagnamento.
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CHI L'HA DETTO CHE LE SUE PATOLOGIE ARRIVANO SOLO ALLA PERCENTUALE DEL 50%? SE MI FA VEDERE LA DOCUMENTAZIONE SANITARIA LE FACCIO IO IL CALCOLO RIDUZIONISTICO PER VALUTARE UNA PERCENTUALE CERTAMENTE PIù ALTA. PER L'ACCOMPAGNAMENTO, SE CE NE SONO GLI ESTREMI, E' NECESSARIO CHE IO LA SOTTOPONGO A VISITA O A PERIZIA MEDICO LEGALE.
Nel tuo caso non conta solo la somma delle percentuali teoriche di ogni singola patologia, ma l’impatto complessivo che l’insieme dei disturbi ha sulla tua autonomia e sulla capacità di svolgere le attività quotidiane.
Se dalla documentazione clinica del Centro di Salute Mentale e del medico curante emerge chiaramente che non sei in grado di provvedere da solo ai tuoi bisogni primari (spostarti, vestirti, alimentarti, gestire la tua igiene), la Commissione INPS può riconoscere sia l’invalidità civile al 100% sia l’indennità di accompagnamento, anche se ogni diagnosi singola, presa isolatamente, non arriverebbe a quelle percentuali.
Il riconoscimento dipenderà dalla completezza della documentazione, dal parere dello specialista e da quanto viene evidenziato il collegamento tra le tue condizioni cliniche e la perdita di autonomia.
Per aumentare le possibilità, ti consiglio di:
• presentare tutta la cartella clinica del CSM e ogni referto recente;
• chiedere allo psichiatra e al medico di base una relazione dettagliata sul tuo stato funzionale, non solo sulla diagnosi;
• sottolineare, nella domanda, le limitazioni pratiche nella vita di tutti i giorni.
Se dalla documentazione clinica del Centro di Salute Mentale e del medico curante emerge chiaramente che non sei in grado di provvedere da solo ai tuoi bisogni primari (spostarti, vestirti, alimentarti, gestire la tua igiene), la Commissione INPS può riconoscere sia l’invalidità civile al 100% sia l’indennità di accompagnamento, anche se ogni diagnosi singola, presa isolatamente, non arriverebbe a quelle percentuali.
Il riconoscimento dipenderà dalla completezza della documentazione, dal parere dello specialista e da quanto viene evidenziato il collegamento tra le tue condizioni cliniche e la perdita di autonomia.
Per aumentare le possibilità, ti consiglio di:
• presentare tutta la cartella clinica del CSM e ogni referto recente;
• chiedere allo psichiatra e al medico di base una relazione dettagliata sul tuo stato funzionale, non solo sulla diagnosi;
• sottolineare, nella domanda, le limitazioni pratiche nella vita di tutti i giorni.
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