Intervento sostituzione protesi: dopo quasi 5 mesi ho una mammella più gonfia, bassa e dolorante del
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Intervento sostituzione protesi: dopo quasi 5 mesi ho una mammella più gonfia, bassa e dolorante dell'altra, con stato di tensione. Avevo segnalato al dottore, già dopo un mese, una situazione di arrossamento e calore. Mi scrisse che sarebbe andata via da sola. Preciso che non è stato effettuato alcun bendaggio compressivo, né applicata fascia contenitiva.Temo che non ci sia stata una corretta gestione del post intervento. Da un'ecografia ed è venuta fuori una piccola cisti che prima non c'era, o non è stata vista (non fu richiesta un'ecografia pre-intervento ma solo una RMN senza mezzo di contrasto). L'RMN recente parla di qualche plica radiale, senza segni di lesione intra ed extracapsulare, minima ectasia duttale retroareolare bilaterale.Preciso che le precedenti protesi anatomiche allergan da 310cc sn state sostituite con protesi tonde mentor da 370cc ... il mio desiderio, espresso, era mantenere la stessa taglia. Può essere che le protesi più grandi sotto il tessuto più assottigliato (capsulectomia) abbiano favorito il rippling. Sono avvilita. Che fare? Help!
Capisco bene il tuo stato d’animo, ma da quanto descrivi è importante affrontare la situazione con calma e metodo.
Il gonfiore, la tensione e la differenza di livello tra le due mammelle a 5 mesi dall’intervento non sono del tutto normali e meritano una rivalutazione accurata.
L’assenza di segni di rottura protesica alla RMN è rassicurante, ma i sintomi che riferisci — dolore, tensione, e un seno più basso — possono suggerire una contrattura capsulare iniziale, un’infiammazione cronica residua o un problema di adattamento dei tessuti alle nuove protesi, specie se più grandi e rotonde dopo una capsulectomia.
Il rippling può effettivamente essere accentuato da un tessuto cutaneo più sottile, ma non giustifica il dolore o il gonfiore persistente.
Ti consiglio di tornare dal chirurgo per una valutazione diretta o, se non ti senti tranquilla, chiedere un secondo parere specialistico con nuova ecografia mirata per escludere sieromi tardivi o complicanze locali.
Non è escluso che con il tempo e un adeguato trattamento antinfiammatorio la situazione possa migliorare, ma vista la tua descrizione, è importante non aspettare troppo e chiarire la causa del gonfiore.
Il gonfiore, la tensione e la differenza di livello tra le due mammelle a 5 mesi dall’intervento non sono del tutto normali e meritano una rivalutazione accurata.
L’assenza di segni di rottura protesica alla RMN è rassicurante, ma i sintomi che riferisci — dolore, tensione, e un seno più basso — possono suggerire una contrattura capsulare iniziale, un’infiammazione cronica residua o un problema di adattamento dei tessuti alle nuove protesi, specie se più grandi e rotonde dopo una capsulectomia.
Il rippling può effettivamente essere accentuato da un tessuto cutaneo più sottile, ma non giustifica il dolore o il gonfiore persistente.
Ti consiglio di tornare dal chirurgo per una valutazione diretta o, se non ti senti tranquilla, chiedere un secondo parere specialistico con nuova ecografia mirata per escludere sieromi tardivi o complicanze locali.
Non è escluso che con il tempo e un adeguato trattamento antinfiammatorio la situazione possa migliorare, ma vista la tua descrizione, è importante non aspettare troppo e chiarire la causa del gonfiore.
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A 5 mesi, una mammella più gonfia, “più bassa” e dolente dopo sostituzione con protesi più grandi fa pensare soprattutto a sieroma tardivo, oppure a una tasca inferiore che ha ceduto (bottoming-out), mentre le pliche radiali in RMN sono un segno comune enon indicano rottura. L’assottigliamento tissutale dopo capsulectomia, insieme all’aumento di volume (370 vs 310 cc), può rendere più visibile il rippling.
Il primo passo utile ora è un controllo mirato: ecografia per cercare liquido con eventuale aspirazione e coltura, esami infiammatori (PCR/VES) e valutazione della stabilità della tasca/solco. In base ai reperti si procede con drenaggi e compressione se sieroma sterile, antibiotico mirato se infezione, oppure revisione chirurgica della tasca con capsulorrafia e, se serve, mesh/ADM (“internal bra”), possibile riduzione del volume e lipofilling per ispessire i piani. Nel frattempo indossi un reggiseno di sostegno h24 e eviti sforzi pettorali. Con una diagnosi precisa si può riportare il seno alla forma desiderata con un piano di revisione adeguato.
Il primo passo utile ora è un controllo mirato: ecografia per cercare liquido con eventuale aspirazione e coltura, esami infiammatori (PCR/VES) e valutazione della stabilità della tasca/solco. In base ai reperti si procede con drenaggi e compressione se sieroma sterile, antibiotico mirato se infezione, oppure revisione chirurgica della tasca con capsulorrafia e, se serve, mesh/ADM (“internal bra”), possibile riduzione del volume e lipofilling per ispessire i piani. Nel frattempo indossi un reggiseno di sostegno h24 e eviti sforzi pettorali. Con una diagnosi precisa si può riportare il seno alla forma desiderata con un piano di revisione adeguato.
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