Innanzitutto grazie per il lavoro che svolgete su questo sito e grazie a chi troverà del tempo per r

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Innanzitutto grazie per il lavoro che svolgete su questo sito e grazie a chi troverà del tempo per rispondermi.


A causa di valori di omocisteina alta il medico di base mi ha prescritto screening per trombofilia, dí seguito i risultati:
Fattore V (FV)
G1691A
(di Leiden) |
Genotipo c.

[1601=)
Assenza della variante c.
1601@A (anche nota come G1691A) nel gene
del Fattove V
Fattore V (FV)
H1299R
Fattore HR2
Genotipo c.


[3980A>G]: [3980=]
Presenza in eterozigosi della variante c.

3980A>G (anche nota come H1299R)
nel gene del Fattore V
Protrombina (FII)
G20210A
Genotipo c.

[*97=)
Assenza della variante c.

*97G>A (anche nota comeG20210A) nel gene
del Fattore Il
Inibitore dell'attivatore del plasminogeno (PAI-1)
4G/5G
Genotipo c.


[-820G[5]: [-820G[5]]
Genotipo omozigote 5G/SG nel gene per l'inibitore dell'attivatore del plasminogeno di tipo 1 (PAI-1)
MTHFR
C677T
Genotipo c.


(665C>T]: [665=]
Presenza in eterozigosi della variante
C665T, nota anche come C677T, nel gene MTHFR.


MTHFR
A1298C
Genotipo c.


[1286A>C); [1286=)
Presenza in eterozigosi della variante c.

1286A>C (anche nota come A1298C)
Volevo sapere se sono fonte di approfondimento oppure rientrano in un quadro di normalità?


Inoltre assumo quotidianamente cardicor per extrasistoli benigne
Crestor per ipercolesterolemia familiare
E adesso folina
Grazie anticipatamente
Cordiali saluti
Dr. Giuseppe BILOTTA
Cardiologo, Medico certificatore
Cagliari
Buongiorno. La prevenzione cardiovascolare è una validissima strategia medica che, osservando i principali fattori di rischio specifici quali età, sesso, diabete, ipertensione arteriosa, dislipidemia, obesità, sedentarietà, tabagismo, interviene, correggendoli, al fine di evitare le manifestazioni cliniche piu’ temute ovvero gli eventi cerebro/cardiovascolari che comprendono l’IMA, l’angina pectoris, l’ictus ischemico e/o emorragico. Talvolta, tuttavia, l’individuazione dei fattori di rischio elencati e gli eventuali interventi correttivi non sono sufficienti a prevenire eventi vascolari in soggetti apparentemente “ non a rischio “ ed è per tale ragione che in questi casi si ricorre alla medicina predittiva orientata ad individuare i polimorfismi nucleotidici che sono alla base di mutazioni responsabili e giustificative degli avvenimenti acuti descritti. Vediamoli in dettaglio. Il Fattore V esplica una azione procoagulante ed è inibito da una proteina denominata C; sono pertanto in reciproco equilibrio fisiologico. Qualora mutato, variante G1691A altrimenti detta variante di Leiden dalla località ove venne per la prima volta scoperta, variante H1299R, variante Y1702C, variante R306T ( Cambridge ), non risponde alla inibizione della proteina C ed il soggetto è predisposto ad eventi trombotici. In particolare nella variante di Leiden in gravidanza, in caso di assunzione di contraccettivi orali, per interventi chirurgici con un aumento del rischio compreso tra 8 e 80 volte in relazione alla condizioni di eterozigosi ( singola mutazione ) o omozigosi ( duplice mutazione ). Il Fattore II detto anche Protrombina perché fisiologicamente coinvolta nella catena coagulativa a determinare la formazione del coagulo puo’ subire una mutazione denominata G20210A ed anche in questo caso si assiste in un aumento del rischio per trombosi venose, ictus, infarto. Il PAI-1 ovvero il principale inibitore del processo di attivazione del plasminogeno che, nella sua forma attiva Plasmina, ci protegge attraverso al dissoluzione dei coaguli. La mutazione genica 4G ( eterozigosi 4G/5G omozigosi 4G/4G ) che codifica il PAI-1 puo’ comportare una elevazione di questo inibitore agevolando fenomeni trombotici sia venosi che arteriosi. La normalità è costituita da una condizione 5G/5G. La MTHFR è un enzima coinvolto nel metabolismo dell’omocisteina, aminoacido presente nel nostro sangue entro certi limiti. Mutazioni C677T e A1298C, le uniche mutazioni osservate nel suo post, determinano una bassa attività dell’enzima con la conseguente elevazione dell’omocisteinemia plasmatica. A livello clinico pratico questa condizione comporta un aumentato rischio di trombosi arteriosa che tuttavia puo’ essere compensata da una assunzione giornaliera addizionale di acido folico come già correttamente sta facendo. A parere di specialista in malattie cardiovascolari nulla da eccepire sull’attuale assetto terapeutico

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