Infortunio iniziale: Trauma alla base della falange intermedia del IV dito della mano sinistra a fin
Infortunio iniziale: Trauma alla base della falange intermedia del IV dito della mano sinistra a fine novembre 2025 in seguito a una caduta. Inizialmente non è stato richiesto parere medico nonostante il dolore, poiché la mobilità era preservata. Diagnosi tardiva: A gennaio 2026, un esame radiografico ha evidenziato una frattura composta della falange. Trattamento: Immobilizzazione (stecca) del IV dito insieme al III dito per 10 giorni. Evoluzione: Successivamente sono comparsi edema, dolore crescente e progressiva rigidità articolare. I cicli di fisioterapia effettuati nei mesi di febbraio e marzo non hanno portato a miglioramenti; al contrario, la sintomatologia dolorosa, il calore locale e l'edema sono peggiorati. Stato attuale: A seguito di una frattura della base della falange intermedia del IV dito della mano sinistra, si è instaurata una contrattura in flessione. Referto RM: Tenosinovite marcata dei flessori, in particolare a carico del IV dito. Si sospetta un processo aderenziale o una lesione/stenosi del sistema delle pulegge (A3). Il dito non è estensibile né attivamente né passivamente. Che ne pensate? Grazie.
3 risposte
Si potrebbe trattare di una cosiddetta DEFORMITA' A BOTTONIERA DA ROTTURA DELLA BANDELLETTA intermedia del tendine estensore breve. Dato il tempo passato dall'infortunio non sarà facile porre rimedio totale, ma comunque si deve tentare una ricostruzione dell'estensore a livello dell'articolazione insieme con una toilette della stessa dalle sinechie che, certamente, impediscono la sua mobilizzazioen. Nel medesimo tempo, probabilmente, si dovrà forzare l'estensione della stessa articolazione in anesteia locale. Il tutto se ho ben compreso di che cosa si tratta. BASTEREBBE UNA FOTO DEL DITO.
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Le consiglio una visita ortopedica presso uno specialista di Chirurgia della Mano affinchè possa valutare l'eventuale necessità di trattamento chirurgico se con la fisioterapia non ha avuto benefici
Mi dispiace per il percorso che sta affrontando: quando, dopo una frattura, il dolore e la rigidità invece di migliorare peggiorano è comprensibile essere preoccupati. Dai dati che riferisce emerge un quadro complesso, con importante limitazione del movimento e una RM che descrive una marcata tenosinovite dei flessori con sospetto coinvolgimento del sistema delle pulegge. Non è però possibile stabilire a distanza quale sia la causa principale del blocco. In una situazione come questa è consigliabile una valutazione da parte di un chirurgo della mano, con esame clinico accurato ed eventuale integrazione degli accertamenti per capire se il problema sia dovuto ad aderenze, a un ostacolo meccanico o ad altre conseguenze della frattura. In base a quanto emergerà, si potrà valutare se proseguire con un percorso riabilitativo mirato, associare altre terapie oppure, nei casi in cui sia presente un blocco meccanico persistente, prendere in considerazione un trattamento chirurgico. Se il dolore, il calore e il gonfiore continuano a peggiorare, è opportuno non rimandare la rivalutazione.
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