ho subito ho un intervento di bypass gastrico e dopo un anno ho avuto tanti cali e picchi glicemici

ho subito ho un intervento di bypass gastrico e dopo un anno ho avuto tanti cali e picchi glicemici con conseguente curva glicemica che attesta che dopo aver ingerito il glucosio mi è arrivata la glicemia a 300 per poi dopo 1.30h scendere a 35, il chirurgo bariatrico mi ha consigliato di fare mounjaro per 6 mesi per far stabilizzare la glicemia e per rallentare lo svuotamento gastrico ma il mio medico curante non è assolutamente d'accordo...nel mio caso sarebbe utile terapia a base di mounjaro? gli effetti collaterali di mounjaro sarebbero peggiori di avere la glicemia a 30? ho la testa confusa e non so più a chi credere grazie in anticipo

1 risposta


Gentile paziente, quello che descrive è compatibile con una forma di ipoglicemia post-bariatrica/dumping syndrome tardiva, una situazione non rara dopo bypass gastrico. Il meccanismo è questo: dopo il bypass il glucosio viene assorbito molto rapidamente, la glicemia sale in modo eccessivo (come nel suo caso fino a 300) e questo provoca una risposta insulinica sproporzionata, con successiva caduta brusca della glicemia anche a valori molto bassi (30–35 mg/dL). Per questo motivo il problema non è “solo” l’ipoglicemia, ma il fatto che il sistema glicemico abbia perso stabilità dopo l’intervento. La base della terapia resta soprattutto imparare a gestire l’alimentazione nel modo corretto: pasti piccoli, frequenti, evitando zuccheri semplici e grandi carichi glicidici isolati. Questo è il punto centrale. Dal punto di vista farmacologico esistono diverse strategie possibili, tra cui acarbosio e, in casi selezionati, anche agonisti GLP1 o GLP1-GIP come tirzepatide (Mounjaro). Il razionale del suo chirurgo non è sbagliato: rallentando lo svuotamento gastrico e modulando la risposta glicemica questi farmaci in alcuni pazienti possono migliorare il quadro. Tuttavia non è una terapia “standard” valida per tutti e va valutata molto attentamente, perché in alcune persone potrebbe anche peggiorare nausea o altri sintomi. Detto questo, avere glicemie a 30–35 certamente non è banale né da sottovalutare. Credo che nel suo caso sarebbe molto utile anche un monitoraggio glicemico con sensore (CGM), almeno a scopo educazionale, perché permette di capire davvero come il corpo reagisce ai diversi alimenti e di personalizzare molto meglio alimentazione ed eventuale terapia. È una situazione complessa che richiede esperienza specifica in diabetologia/metabolismo post-bariatrico; non credo ci sia una risposta semplice “ha ragione uno o l’altro”. Le informazioni fornite hanno carattere orientativo e non sostituiscono una valutazione specialistica completa, che richiede anamnesi, esame obiettivo e visione diretta degli esami. Possono tuttavia essere utili per un primo inquadramento e per indirizzarla correttamente nel percorso diagnostico. Dott. Gerardo Esposito – Endocrinologo, Diabetologo e Andrologo

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