Ho rimosso un neo abbastanza grande sull’arco plantare (proprio in mezzo) circa un mese fa. Dopo 1
Ho rimosso un neo abbastanza grande sull’arco plantare (proprio in mezzo) circa un mese fa. Dopo 10 giorni, ancora con i punti, mi è stato consentito di ricominciare gradualmente a camminare con stampelle. A 12 giorni sono scivolata appoggiando bruscamente il piede, con molto dolore, ma al controllo il chirurgo ha ritenuto tutto nella norma. A 16-17 giorni sono stati rimossi i punti nonostante la ferita non fosse ancora completamente consolidata, per evitare reazioni ai fili, prescrivendomi 5 giorni di scarico. Alla successiva ripresa del carico, dopo appena un giorno un tratto si è riaperto con sangue e siero, quindi altra settimana di scarico completo. La ferita è poi diventata progressivamente asciutta e crostosa. Un piccolo sollevamento della pelle, presente quasi dall'inizio sulla parte esterna (non è lo stesso che sanguinava), si è però progressivamente esteso e oggi arriva quasi a metà ferita. La pelle sollevata è molto dura e spessa; nella fessura sottostante vedo tessuto rosa vivo e in parte materiale grigiastro/biancastro secco. Chirurgo e medico di base l'hanno valutata una settimana fa che però era un pelo più piccola, ma hanno visto l'evoluzione che da micro si è allargata, mi è stato detto che sta guarendo per seconda intenzione. Ora ho ripreso il carico con stampelle da alcuni giorni ma con dolore sia sulla ferita sia sul lato esterno del piede; a volte sento la ferita anche a riposo. Paradossalmente questa ripresa è più dolorosa di quando camminavo ancora con i punti. A oltre un mese dall'intervento è normale questa evoluzione, soprattutto il progressivo sollevamento della pelle e il dolore ancora importante al carico? È corretto continuare a caricare mentre guarisce per seconda intenzione e sembra sempre più allargarsi? O sarebbe opportuno un secondo parere specialistico? E quale specialista è più indicato trattandosi della pianta dell'arco del piede? Grazie per i vostri pareri.
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