Ho da diversi mesi una difficoltà a deglutire su più livelli: sento un nodo in gola a intermittenza,
Ho da diversi mesi una difficoltà a deglutire su più livelli: sento un nodo in gola a intermittenza, briciole nel tratto iniziale della gola che sembrano non scendere e sensazione di "ponte" che blocca il passaggio del cibo quando sto mangiando determinate cose. Nel 2023, in seguito a un forte stato di ansia legato a questi stessi sintomi avevo fatto una gastro, che aveva evidenziato esofagite da reflusso classe A, piccola ernia iatale da scivolamento e cardias beante. Dopo aver iniziato una terapia per la gestione della depressione di quella specifica fase della mia vita, SSRI 10 mg, i sintomi legati alla deglutizione erano rapidamente scomparsi e ricominciai a mangiare tutto. Da qualche mese, appunto, i sintomi sono tornati, talvolta anche più violenti. Ho fatto RX con bario, negativa (non evidenzia neanche ernia) + laringoscopia recentissima che mostra corde vocali edematose. Ho fortemente ansia di avere qualche causa organica presa sottogamba, e ho molta paura durante il momento del pasto, che sta diventando un incubo. Tra l'acido in gola fortissimo (soprattutto la mattina o quando mi alleno), la sensazione di pesantezza quando mangio e la mia difficoltà a deglutire, ho paura non riuscirò mai più a godermi un pasto tranquilla :(
2 risposte
Ma, a parte gli antidepressivi [ se li assume ancora] quali terapie ha assunto per combattere i disturbi digestivi che ha descritto?
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Buongiorno. Capisco la preoccupazione, soprattutto perché la difficoltà a deglutire sta trasformando il momento del pasto in una fonte di paura. Ci sono però alcuni elementi rassicuranti: la radiografia con bario non ha evidenziato ostacoli e la precedente gastroscopia aveva mostrato soltanto esofagite lieve, piccola ernia iatale e cardias beante. Anche il fatto che in passato i disturbi siano completamente scomparsi per un lungo periodo è un dato favorevole. Detto questo, non attribuirei automaticamente tutto all'ansia. Dal momento che riferisce nuovamente una vera sensazione di difficoltà al passaggio di alcuni alimenti solidi, effettuerei una rivalutazione gastroenterologica. Se la gastroscopia risale al 2023, può essere ragionevole discutere se ripeterla, eventualmente associando biopsie esofagee per escludere anche condizioni che non sempre sono evidenti alla semplice osservazione della mucosa. Se l'endoscopia risultasse rassicurante, esistono poi esami molto utili per approfondire sintomi come i suoi: la pH-impedenziometria delle 24 ore, per verificare quanto reflusso effettivamente risale nell'esofago e se coincide con i sintomi, e la manometria esofagea, che studia la coordinazione e la forza della deglutizione. L'edema delle corde vocali può essere compatibile con irritazione, ma da solo non dimostra che tutti i sintomi siano provocati dal reflusso. È inoltre importante considerare seriamente la componente di ipersensibilità e interazione tra esofago e sistema nervoso. Il fatto che in passato, trattando la depressione e l'ansia, la difficoltà a deglutire sia rapidamente scomparsa non significa che il problema fosse “immaginario”: ansia, attenzione continua alla deglutizione e paura che il cibo si blocchi possono amplificare enormemente sensazioni esofagee reali e creare un circolo vizioso durante i pasti. Quindi non penserei affatto che sia destinata a non godersi più un pasto. Cercherei invece di fare un percorso ordinato: prima escludere adeguatamente le cause organiche e i disturbi della motilità; se gli accertamenti risultano rassicuranti, intervenire anche sul meccanismo di ipersensibilità e sulla paura della deglutizione, che può essere trattato. Se invece il cibo dovesse realmente rimanere bloccato, non riuscisse a deglutire neppure liquidi o saliva, oppure comparissero progressivo peggioramento della disfagia, calo ponderale significativo, sanguinamento o anemia, sarebbe necessaria una valutazione più rapida.
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