ho avuto un effetto collaterale sconosciuto a tutti che implica un rallentamento della pelle e quind
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ho avuto un effetto collaterale sconosciuto a tutti che implica un rallentamento della pelle e quindi anche dell'attività dei bulbi cosa che ha allungato la fase telogen rispetto all'anagen e per più di 20 anni ho assisito all'assottigliamento molto lento dei capelli in modo pressochè uniforme (ma anche peli e barba).
prima si aveva una caduta androgenetica normale ma poi è cambiata.
il rallentamento della velocità metabolica della pelle ha provocato acnhe una diminuzione delle sostanza da questa prodotte come anche il testosterone locale provocando una diminuzione di diidrtestoerone e quindi il cambiamento del tipo di caduta.
dopo migliaia di tentativi si è capito chel'unica sostanza che potrebbe risolvere la soluzione èm un aumento del gh per qualche emse finchè la pelle non ritrova la sua naturale velocità cosa che in teoria dovrebbe far ricrescere i capelli.
il problema è che ritornerebbe l'alopecia androgenetica e mentre i capelli sono diventati molto sottili si avrebbe un irrobbustimento di quelli laterali e l'liminazione totale di quelli sopra facendomi sembrare di botto più calvo di quanto non sia adesso.
dovei usare una lozione prima di prendere qualcosa che faccia aumentare il gh per contrastare la caduta come una lozione a base di fattori di crescita inibitori delle'enziam alfa e minoxidil (cose che attualmehte non funzionano), so che non avete mai sentito parlare di una cosa del genere ma vi assicuro che è così, conosco il mio corspo e le ho rpovate tutte.
avete consigli da darmi?
prima si aveva una caduta androgenetica normale ma poi è cambiata.
il rallentamento della velocità metabolica della pelle ha provocato acnhe una diminuzione delle sostanza da questa prodotte come anche il testosterone locale provocando una diminuzione di diidrtestoerone e quindi il cambiamento del tipo di caduta.
dopo migliaia di tentativi si è capito chel'unica sostanza che potrebbe risolvere la soluzione èm un aumento del gh per qualche emse finchè la pelle non ritrova la sua naturale velocità cosa che in teoria dovrebbe far ricrescere i capelli.
il problema è che ritornerebbe l'alopecia androgenetica e mentre i capelli sono diventati molto sottili si avrebbe un irrobbustimento di quelli laterali e l'liminazione totale di quelli sopra facendomi sembrare di botto più calvo di quanto non sia adesso.
dovei usare una lozione prima di prendere qualcosa che faccia aumentare il gh per contrastare la caduta come una lozione a base di fattori di crescita inibitori delle'enziam alfa e minoxidil (cose che attualmehte non funzionano), so che non avete mai sentito parlare di una cosa del genere ma vi assicuro che è così, conosco il mio corspo e le ho rpovate tutte.
avete consigli da darmi?
In un quadro come quello che descrive è indicata una valutazione dermatologica specialistica con tricoscopia.
La tricoscopia permette un’analisi oggettiva dell’unità follicolare, inclusi densità follicolare, variabilità del diametro dei fusti, grado di miniaturizzazione, rapporto anagen/telogen, presenza di segni infiammatori, fibrosi perifollicolare o alterazioni dello sbocco follicolare. Questi elementi sono fondamentali per distinguere tra effluvium cronico, alopecia androgenetica, forme miste o altre alopecie non cicatriziali.
Solo l’esame diretto consente di correlare i reperti clinici con la storia farmacologica e l’evoluzione temporale del diradamento. In assenza di una documentazione tricoscopica, qualunque ipotesi patogenetica o decisione su interventi topici o sistemici rimane speculativa.
La tricoscopia permette un’analisi oggettiva dell’unità follicolare, inclusi densità follicolare, variabilità del diametro dei fusti, grado di miniaturizzazione, rapporto anagen/telogen, presenza di segni infiammatori, fibrosi perifollicolare o alterazioni dello sbocco follicolare. Questi elementi sono fondamentali per distinguere tra effluvium cronico, alopecia androgenetica, forme miste o altre alopecie non cicatriziali.
Solo l’esame diretto consente di correlare i reperti clinici con la storia farmacologica e l’evoluzione temporale del diradamento. In assenza di una documentazione tricoscopica, qualunque ipotesi patogenetica o decisione su interventi topici o sistemici rimane speculativa.
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