Ho 47 anni ho eseguito una rm con mdc muscoloscheletrica per nodulo sottocutaneo palpabile in sede p
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risposte
Ho 47 anni ho eseguito una rm con mdc muscoloscheletrica per nodulo sottocutaneo palpabile in sede paravertebrale destra al livello della cresta iliaca senza corrispettivo ecografico
Questo il referto
Nella sede del reperto palpabile l'indagine evidenzia una modesta alterazione di segnale di aspetto sfumato del tessuto adiposo profondo.
Nel contesto di tale sfumata alterazione di segnale che mostra dopo mezzo di contrasto una modesta sfumata iperintensità , si apprezza una formazione nodulare di circa un centimetro costituita da tessuto adiposo, che non assume mezzo di contrasto .
Ipotesi alterazione di tipo flogistico cronico del tessuto adiposo profondo?
Indicato controllo evolutivo
Reperto collaterale voluminosi cisti radicolari multiple a livello del sacro e formazione cistica di due centimetri in sede iliaca destra (Cisti annessiale?)
Il mio quesito vedendo tutti questi ?punti di domanda del radiologo
1-Se il nodulo non ha assunto contrasto vuol dire che non stiamo di fronte ad una patologia oncologica? Il tessuto infiamma in rm prende lievemente contrasto?
Cosa sarebbe meglio fare?
Ho questo nodulo me ne sono accorta a luglio e da allora non mi sembra sia cresciuto però di tanto in tanto se faccio lavori pesanti mi punge
Ho un lavoro in cui sto molto seduta.
Sono in un tunnel chiuso il mio medico curante mi dice non è tumore dimenticalo. Ma non mi convince questa pressapochezza. Grazie
Questo il referto
Nella sede del reperto palpabile l'indagine evidenzia una modesta alterazione di segnale di aspetto sfumato del tessuto adiposo profondo.
Nel contesto di tale sfumata alterazione di segnale che mostra dopo mezzo di contrasto una modesta sfumata iperintensità , si apprezza una formazione nodulare di circa un centimetro costituita da tessuto adiposo, che non assume mezzo di contrasto .
Ipotesi alterazione di tipo flogistico cronico del tessuto adiposo profondo?
Indicato controllo evolutivo
Reperto collaterale voluminosi cisti radicolari multiple a livello del sacro e formazione cistica di due centimetri in sede iliaca destra (Cisti annessiale?)
Il mio quesito vedendo tutti questi ?punti di domanda del radiologo
1-Se il nodulo non ha assunto contrasto vuol dire che non stiamo di fronte ad una patologia oncologica? Il tessuto infiamma in rm prende lievemente contrasto?
Cosa sarebbe meglio fare?
Ho questo nodulo me ne sono accorta a luglio e da allora non mi sembra sia cresciuto però di tanto in tanto se faccio lavori pesanti mi punge
Ho un lavoro in cui sto molto seduta.
Sono in un tunnel chiuso il mio medico curante mi dice non è tumore dimenticalo. Ma non mi convince questa pressapochezza. Grazie
Buongiorno, capisco molto bene il suo stato d’animo: quando in un referto compaiono punti interrogativi e termini come “controllo evolutivo”, è normale sentirsi in ansia, soprattutto se il nodulo è palpabile e sintomatico. Provo a chiarire punto per punto in modo il più possibile rassicurante.
1. Mancata impregnazione di mezzo di contrasto e rischio oncologico
Il fatto che la formazione nodulare di circa 1 cm sia costituita da tessuto adiposo e NON assuma mezzo di contrasto è un elemento fortemente rassicurante.
Le lesioni oncologiche dei tessuti molli, in particolare quelle aggressive, tendono ad assumere contrasto in modo evidente, spesso disomogeneo, perché hanno vascolarizzazione anomala.
Una lesione adiposa che non si impregna è molto più compatibile con:
lipoma benigno
area di lipodistrofia
esito flogistico/fibrotico del tessuto adiposo
Quindi sì: la mancata presa di contrasto è un argomento importante contro una natura tumorale maligna.
2. Il tessuto infiammato prende contrasto in RM?
Sì, il tessuto infiammato può mostrare una lieve e sfumata impregnazione dopo mezzo di contrasto, esattamente come descritto nel suo referto.
Il radiologo parla infatti di:
“modesta alterazione di segnale di aspetto sfumato del tessuto adiposo profondo”
“modesta sfumata iperintensità dopo MDC”
Questa descrizione è tipica di un processo flogistico cronico o reattivo, non di una lesione aggressiva.
3. Il dolore intermittente e il rapporto con i carichi/postura
Il fatto che:
il nodulo non sia cresciuto da luglio,
il fastidio compaia soprattutto dopo lavori pesanti,
lei svolga un lavoro molto sedentario,
è coerente con una sofferenza meccanico-infiammatoria locale (trazione, compressione, microtraumi ripetuti del tessuto adiposo profondo o delle fasce). Questo spiega bene la sensazione di “pungiglione” più che un dolore continuo.
4. Perché il radiologo usa il punto di domanda?
Non perché sospetti qualcosa di grave, ma perché in radiologia la prudenza è una forma di correttezza.
Quando un reperto è benigno ma non “classico al 100%”, si usa:
“ipotesi flogistica”
“controllo evolutivo”
Questo non equivale a “non sappiamo cos’è”, ma a:
è molto probabilmente benigno, ma lo confermiamo nel tempo.
5. Cosa fare ora, in modo concreto e non approssimativo
Capisco perfettamente il suo fastidio verso una risposta del tipo “non è tumore, dimenticalo”. Una gestione più corretta e rassicurante potrebbe essere:
Controllo clinico + imaging a distanza (ecografia o RM) dopo 6–12 mesi, solo per documentare la stabilità
Valutare eventuali fattori meccanici/posturali (lavoro seduto, carichi)
Eventuale parere chirurgico solo se:
il nodulo cresce
il dolore diventa costante
compaiono segni cutanei sovrastanti
Al momento, non ci sono indicazioni a biopsia né a intervento.
In sintesi
I dati RM sono rassicuranti
La mancata presa di contrasto esclude di fatto una lesione oncologica aggressiva
Il quadro è compatibile con infiammazione cronica del tessuto adiposo profondo
Un controllo nel tempo è una scelta di prudenza, non di allarme
Capisco il senso di “tunnel chiuso” che descrive, ma sulla base del referto e dell’evoluzione clinica non ci sono elementi che facciano pensare a una patologia maligna.
Resto volentieri a disposizione per ulteriori chiarimenti o per spiegare il referto con calma anche su MioDottore, qualora desiderasse un ulteriore confronto.
1. Mancata impregnazione di mezzo di contrasto e rischio oncologico
Il fatto che la formazione nodulare di circa 1 cm sia costituita da tessuto adiposo e NON assuma mezzo di contrasto è un elemento fortemente rassicurante.
Le lesioni oncologiche dei tessuti molli, in particolare quelle aggressive, tendono ad assumere contrasto in modo evidente, spesso disomogeneo, perché hanno vascolarizzazione anomala.
Una lesione adiposa che non si impregna è molto più compatibile con:
lipoma benigno
area di lipodistrofia
esito flogistico/fibrotico del tessuto adiposo
Quindi sì: la mancata presa di contrasto è un argomento importante contro una natura tumorale maligna.
2. Il tessuto infiammato prende contrasto in RM?
Sì, il tessuto infiammato può mostrare una lieve e sfumata impregnazione dopo mezzo di contrasto, esattamente come descritto nel suo referto.
Il radiologo parla infatti di:
“modesta alterazione di segnale di aspetto sfumato del tessuto adiposo profondo”
“modesta sfumata iperintensità dopo MDC”
Questa descrizione è tipica di un processo flogistico cronico o reattivo, non di una lesione aggressiva.
3. Il dolore intermittente e il rapporto con i carichi/postura
Il fatto che:
il nodulo non sia cresciuto da luglio,
il fastidio compaia soprattutto dopo lavori pesanti,
lei svolga un lavoro molto sedentario,
è coerente con una sofferenza meccanico-infiammatoria locale (trazione, compressione, microtraumi ripetuti del tessuto adiposo profondo o delle fasce). Questo spiega bene la sensazione di “pungiglione” più che un dolore continuo.
4. Perché il radiologo usa il punto di domanda?
Non perché sospetti qualcosa di grave, ma perché in radiologia la prudenza è una forma di correttezza.
Quando un reperto è benigno ma non “classico al 100%”, si usa:
“ipotesi flogistica”
“controllo evolutivo”
Questo non equivale a “non sappiamo cos’è”, ma a:
è molto probabilmente benigno, ma lo confermiamo nel tempo.
5. Cosa fare ora, in modo concreto e non approssimativo
Capisco perfettamente il suo fastidio verso una risposta del tipo “non è tumore, dimenticalo”. Una gestione più corretta e rassicurante potrebbe essere:
Controllo clinico + imaging a distanza (ecografia o RM) dopo 6–12 mesi, solo per documentare la stabilità
Valutare eventuali fattori meccanici/posturali (lavoro seduto, carichi)
Eventuale parere chirurgico solo se:
il nodulo cresce
il dolore diventa costante
compaiono segni cutanei sovrastanti
Al momento, non ci sono indicazioni a biopsia né a intervento.
In sintesi
I dati RM sono rassicuranti
La mancata presa di contrasto esclude di fatto una lesione oncologica aggressiva
Il quadro è compatibile con infiammazione cronica del tessuto adiposo profondo
Un controllo nel tempo è una scelta di prudenza, non di allarme
Capisco il senso di “tunnel chiuso” che descrive, ma sulla base del referto e dell’evoluzione clinica non ci sono elementi che facciano pensare a una patologia maligna.
Resto volentieri a disposizione per ulteriori chiarimenti o per spiegare il referto con calma anche su MioDottore, qualora desiderasse un ulteriore confronto.
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